Il Cortile - Off/Off Theatre (Roma)

Scritto da  Sabato, 17 Febbraio 2018 

Dal 6 al 18 febbraio. Lo spettacolo Premio Ubu per la "Nuova drammaturgia italiana" del 2004, “Il Cortile” della Compagnia Scimone Sframeli, torna a Roma dopo dieci anni e lo fa sul palco dell'Off/Off Theatre, che ha coraggiosamente aperto i battenti lo scorso ottobre. In una discarica di una città non meglio precisata si ride amaramente con un testo quanto mai attuale.

 

IL CORTILE
di Spiro Scimone
con Francesco Sframeli, Spiro Scimone, Gianluca Cesale
regia Valerio Binasco
scene e costumi Titina Maselli
disegno luci Beatrice Ficalbi
regista assistente Leonardo Pischedda
assistente scene e costumi Barbara Bessi
direttore tecnico Santo Pinizzotto
una produzione Compagnia Scimone Sframeli, Fondazione Orestiadi Ghibellina, Festival d'Automne à Paris, Kunsten Festival des Arts de Bruxelles, Théatre Garonne de Toulose

 

Mentre "nel cortile" la vita per come la conosciamo noi procede, in una discarica lì vicino, due uomini-rifiuto, Peppe e Tano, tirano avanti. Peppe ha il problema di un topo che gli rosicchia un piede e, incapace di alzarsi, è confinato su un'improvvisata sedia girevole. Se vuole una coperta, un bicchier d'acqua o alzarsi, deve rivolgersi a Tano, che ha gli occhiali rotti e un abito liso. L'unico possedimento dei due è un sacco nero, contenente pochi oggetti (un giornale, una corda, dei tozzi di pane). Il rapporto tra i due è simbiotico. Se Peppe ha bisogno di Tano anche per fare la pipì, Tano ha bisogno di Peppe per dare un senso a questo suo trascinarsi innanzi. L'impostazione ricorda molto “Aspettando Godot” di Beckett (Scimone e Sframeli non hanno mai fatto mistero dell'influenza di quest'autore sulla loro opera). A differenza che in Beckett, però, lo sguardo è rivolto non al futuro, a qualcosa o a qualcuno che deve venire, ma al passato.

Si capirà, infatti, che un tempo Peppe e Tano erano come quelli che vivono ancora nel cortile. Un cortile vivace e desiderabile, ma in grado anche di far impazzire le persone, specie se si arriva sempre "secondi". Un cortile presente sulla scena attraverso i rifiuti da esso prodotti e abitati dai nostri personaggi. Tutto questo s'intuisce senza essere esplicitamente detto finché, quasi a voler togliere qualsiasi dubbio, non emerge dai rifiuti un terzo personaggio, Uno, chiede loro del cibo. Come suo padre prima di lui, ha finito per non essere più utile a "loro" e adesso è costretto a "fare pietà" per poter mangiare. Non volendo tagliarsi braccia e gambe come il padre per fare pietà, si ridurrà a strisciare come un verme pur di portare almeno un tozzo di pane ammuffito a casa. In questa generale desolazione, col passare del tempo persino l'acqua che sa di fogna sembrerà inodore e cristallina. Alla puzza, si sa, ci si abitua presto. Alle storture e alle ingiustizie, pure, specialmente se i reietti non hanno la possibilità di far sentire la propria voce, come molto indirettamente sembra suggerire Peppe a Tano, quando quest'ultimo, dopo un litigio tra i due, si rinchiude nel mutismo.

Come tutti quelli del duo messinese, anche “Il Cortile”, Premio Ubu 2004 per la nuova drammaturgia italiana, fa ampio uso dell'anafora (la ripetizione di una o più parole all'inizio di frasi consecutive) per sottolineare un concetto o un'immagine, e di una sorta di cantilena dall'effetto straniante, col risultato che, da una parte, lo spettatore riconosce come non perfettamente verosimile ciò che vede (venendo perciò continuamente stimolato a scandagliare coi sensi alla ricerca di metafore e allusioni), dall'altra rende la scena collocabile in un punto preciso ma sfuggente, universale - come la disperazione inespressa (salvo, forse, all'ultimissimo momento) di Peppe e Tano che, al contrario di Uno, non si lamentano mai, neanche quando anche a Tano cominciano a venir meno le forze e non può più aiutare Peppe ad alzarsi. Invisibili. Inudibili. Mentre nel cortile la vita va avanti.

 

Off/Off Theatre - Via Giulia 20, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/89239515 - 389/4679285, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17
Biglietti: intero 25€, ridotto under 26 e over 65 18€, gruppi 10€
Durata spettacolo: 55 minuti

Articolo di: Pietro Dattola
Foto di: Marco Caselli Nirmal
Grazie a: Carla Fabi e Roberta Savona, Ufficio stampa Off/Off Theatre
Sul web: http://off-offtheatre.com

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