Il Convegno - Teatro Biblioteca Quarticciolo (Roma)

Scritto da  Martedì, 25 Dicembre 2012 

A una manciata di giorni dal prestigioso riconoscimento del premio Ubu come nuovi attori under 30, ritorna in scena a Roma l’esplosiva compagine di Punta Corsara, sapientemente guidata dal regista Emanuele Valenti e dalla direttrice organizzativa Marina Dammacco; quale cornice più adatta del Teatro Biblioteca Quarticciolo, uno dei due poli del circuito capitolino dei Teatri di Cintura, per ospitare questo arguto ed originale esperimento drammaturgico, un’azione teatrale dedicata al tema delle periferie ed in particolare al disagio giovanile che contraddistingue questo contesto socioculturale.

 

 

 

 

 

Punta Corsara presenta
IL CONVEGNO
regia Emanuele Valenti
con Mirko Calemme, Giuseppina Cervizzi, Christian Giroso, Vincenzo Nemolato, Valeria Pollice, Tonino Stornaiuolo, Gianni Rodrigo Vastarella
tecnici Giuseppe Di Lorenzo, Marco Esposito, Enrico Giordano
collaborazione artistica Antonio Calone e Marina Dammacco

 

 

I sette giovani alfieri corsari, animati da dosi apparentemente inesauribili di talento ed entusiasmo, sono i protagonisti di uno straniante dibattito dal pregnante obiettivo, interrogarsi sulle difficoltà che costellano la vita quotidiana nelle periferie urbane funestate dalla tentacolare influenza della malavita e dall’opprimente assenza di concrete prospettive di crescita, lavoro, realizzazione dell’individuo. Peccato che, come frequentemente e tristemente accade nella realtà, anche nella sua efficace ed affilatissima trasposizione teatrale le lodevoli intenzioni non si traducano in altrettanto encomiabili comportamenti, visto che i partecipanti al sempre più incandescente incontro raccontato nell’atto unico “Il Convegno” – melliflui politicanti, strampalate urbaniste, battaglieri assistenti sociali e leziosi professori completamente smarriti in astruse teorie lontane anni luce dal benchè minimo pragmatismo ed applicabilità – sembrano avere molto più a cuore il proprio immediato tornaconto e narcisistico protagonismo che non le problematiche di scottante attualità oggetto del loro dissertare.
Un inquietante repertorio di funambolici ciarlatani certamente non sconosciuto all’effervescente compagnia Punta Corsara che, è opportuno rammentarlo per coloro i quali non si siano appassionati al suo percorso sin dalle origini, affianca da sempre all’istrionica ed incisiva sperimentazione drammaturgica una sincera attenzione al sociale. La sua avventura nasce infatti cinque anni fa come progetto di impresa culturale della Fondazione Campania dei Festival, con l’intento di riportare in vita il Teatro Auditorium di Scampia trasformandolo al contempo in polo attrattivo per i giovani di questo quartiere periferico troppo frequentemente balzato agli onori della cronaca per episodi di violenza, droga e corruzione minuziosamente orchestrati dalla camorra. Grazie alla direzione artistica ed organizzativa di Marco Martinelli del romagnolo Teatro delle Albe e di Debora Pietrobono (che nel 2009 hanno poi passato il testimone ad Emanuele Valenti e Marina Dammacco, loro assistenti sin dall’inizio del progetto), sono stati percorsi con sicurezza e grinta i primi passi del sentiero corsaro, coniugandone in maniera perfettamente equilibrata le variegate componenti: da un lato si è assistito al rifiorire dell’Auditorium di Scampia grazie alla linfa vitale iniettata da spettacoli e residenze dello stesso Teatro delle Albe, di Marco Paolini, Armando Punzo, Danio Manfredini, Ascanio Celestini e dei Motus; dall’altro è stato concepito un percorso formativo rivolto a venti borsisti tra i 18 e i 23 anni finalizzato a fornir loro le competenze necessarie per divenire qualificati attori, organizzatori e tecnici, intuizione portata avanti con pervicace impegno dagli organizzatori e della quale si comprende evidentemente la portata sociale in un contesto irto di asperità come quello di Scampia. Ha avuto così inizio un rutilante viaggio in costante ascesa, che ha portato alla nascita di numerosi spettacoli – tra cui il luminoso debutto di “Fatto di cronaca di Raffaele Viviani a Scampia” con la regia di Arturo Cirillo, l’irresistibilmente ironico “Il signor di Pourceaugnac, farsa minore da Molière” ed il più recente “Petitoblok, il baraccone della morte ciarlatana” frutto dell’incontro tra il drammaturgo napoletano Antonio Petito e il poeta russo simbolista Aleksandr Blok – rappresentati su alcuni dei più importanti palcoscenici italiani, guadagnando l’attenzione della critica ed un calorosissimo ed unanime plauso da parte del pubblico.
Lo spettacolo presentato al Teatro Biblioteca Quarticciolo, “Il Convegno”, ritorna a Roma a circa un anno dai tre giorni di permanenza al Teatro Valle Occupato durante i quali il Teatro delle Albe e Punta Corsara avevano inteso ridisegnerare le tappe della mappa che unisce idealmente le tre città di Lamezia, Ravenna e Napoli e i progetti laboratoriali e performativi da loro portati avanti in tali luoghi. Traendo ispirazione dallo spirito e dalle parole di autori di ascendenza decisamente eterogenea quali Karl Valentin, Achille Campanile, Kurt Vonnegut e persino l’architetto urbanista Rem Koolhaas, i corsari rimescolano le carte con l’inarrestabile creatività e la cifra stilistica fortemente personale che li contraddistinguono e danno in questo modo vita ad una sorta di dibattito-conferenza. Ad animarlo sei improbabili relatori, i quali si prefiggono di esplorare la drammatica realtà quotidiana delle periferie dei grandi agglomerati urbani, per fornire risposte esaurienti e salvifiche soluzioni al degrado in cui versa la gioventù, a loro avviso troppo spesso colpevolmente abbandonata a se stessa da parte della società.
Nel foyer del teatro gli interpreti si mescolano agli spettatori in attesa di entrare in sala; a ben guardare questo accattivante espediente sarebbe riconoscibile dal loro abbigliamento (rigorosissimi gessati, completi da uomo dalla foggia vagamente démodé, castigati tailleur) e dal modo in cui si atteggiano tra saluti affettati e convenevoli di circostanza, ma la maggior parte del pubblico non sembra cogliere questi dettagli, sebbene addirittura a strappare i biglietti sarà proprio uno degli attori più apprezzati e talentuosi della compagnia. Forse le rigide temperature di una Roma finalmente invernale avevano momentaneamente intorpidito la perspicacia degli spettatori capitolini. Fatto sta che, all’inizio della rappresentazione, ritroviamo sul palcoscenico gli stessi personaggi, pronti a lanciarsi in un sempre più acceso e controverso dibattito nel corso del quale ognuno terrà a far risuonare stentoreamente la propria posizione, la panacea che risolverà tutti i mali delle giovani generazioni allo sbando nelle estreme periferie. Gioventù emblematicamente incarnata dalla verace e prorompente Giuseppina (interpretata dalla sempre indomabile e spiritosissima Giuseppina Cervizzi), che inizialmente giace distesa al centro del palcoscenico coperta da un sudario bianco e alla quale successivamente nel corso della conferenza tutti gli oratori si rivolgeranno tenacemente nel vano tentativo di carpirle una parola, di ammaestrarne l’indomita “riluttanza a collaborare”, l’ostinato arroccarsi sulla sua non volontà di aderire ai loro dettagliatissimi e prodigiosi programmi politico-sociali-culturali-urbanisitici. A nulla serviranno il sofisticato eloquio e le ampollose e retoriche disquizioni dei politicanti accorsi (Mirko Calemme e Gianni Rodrigo Vastarella), le astruse teorie dei cattedratici (Vincenzo Nemolato), le ben poco concrete divagazioni sociologiche degli assistenti sociali (Tonino Stornaiuolo), le quantomeno bizzarre proposte degli urbanisti (Valeria Pollice) e le più prosaiche istanze di un operaio coinvolto suo malgrado nella disputa (Christian Giroso). La loro incoercibile cavia da laboratorio non recede di un millimetro dal ferreo silenzio dietro cui si è trincerata; al contrario gli altri partecipanti al consesso battagliano in maniera furibonda per imporre la propria posizione e sopraffare quella altrui. Ne scaturisce una situazione intrisa di ironia e nonsense, in un crescendo parossistico che non può sfociare se non nella violenza: il senatore corrotto, persa irrimediabilmente la pazienza, estrae una pistola e minaccia di sterminare i suoi interlocutori innescando un fuggi fuggi incontrollato ed esilarante, nella sua crudele ed inutile drammaticità.
La forza espressiva e la caustica ironia degli artisti di Punta Corsara colpiscono nuovamente nel segno, dando origine ad un atto unico che offre allo spettatore una duplice opportunità di lettura: dietro l’apparente leggerenza e i saporiti spunti comici si cela difatti in maniera neanche troppo velata un desiderio di denuncia della sconcertante vacuità di simili convegni gonfi di ampollosità e ammirevoli propositi, ma in realtà ben poco interessati ai fatti, alla concretezza, al sostenere una gioventù in crescente difficoltà nel costruirsi un futuro solido ed onesto. Dal punto di vista meramente performativo i sette interpreti confermano un talento genuino, coltivato con intelligenza e sorprendente maturità, che si traduce sulla scena in serrati tempi comici perfettamente congegnati, una mimica facciale e corporea straordinariamente efficace, un’energia vitale contagiosa tanto nelle straripanti scene corali quanto nei passaggi monologanti.
Auguriamo quindi ai giovani e irriverenti corsari cento di questi Ubu! La loro avventura teatrale regala un briciolo di speranza a chi abbia ancora il coraggio di investire sul talento, contro ogni logica commerciale, infrangendo paludati schemi e stereotipi, donandosi al pubblico con disinvoltura, freschezza e generosità.

 

 

Teatro Biblioteca Quarticciolo - via Ostuni 8, Roma
Per informazioni e prenotazioni: ufficio promozione telefono 06/45460705, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: 13 dicembre ore 21.00
Biglietti: € 5,00 intero, € 2,00 ridotto per bambini e ragazzi fino alla terza media

 

 

Articolo di: Andrea Cova
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatri di Cintura; Rosario Capasso, Ufficio stampa compagnia Punta Corsara
Sul web: www.teatrobibliotecaquarticciolo.it

 

 

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