Il Colore del Sole - Piccolo Teatro Grassi (Milano)

Scritto da  Sabato, 24 Settembre 2016 

La quarta serata della sedicesima edizione del Festival Tramedautore è dedicata a “Il Colore del Sole”, prima assoluta di uno spettacolo scaturito da una ricerca di novità in campo drammaturgico tradottasi nel desiderio di unire l’Europa lavorando in sinergia fra autori teatrali di più Paesi, utilizzando e amalgamando linguaggi, dialetti e perfino epoche differenti nello stesso progetto, creando così una cifra espressiva e uno stile tutti da esplorare. “Il Colore del Sole” è firmato da Gian Maria Cervo, primo drammaturgo italiano, dopo Goldoni, Pirandello e Dario Fo, ad essere messo in scena dalla Shanghai Theatre Academy in Cina e che gode di un grande prestigio internazionale.

 

IL COLORE DEL SOLE
di Gian Maria Cervo
liberamente tratto dal romanzo omonimo di Andrea Camilleri
una mise en espace
con Marco Celli, Alessio Di Clemente, Anna Ferraioli Ravel, Pietro Masotti
interventi video di Francesco Di Mauro
regia di Franco Eco
una coproduzione di TSAM, Festival Quartieri dell’arte e Festival dell’Aurora Crotone, EU COLLECTIVE PLAYS! Co-founded by the Creative Europe Programme of the European Union
prima assoluta

 

Cervo non è solo autore dello spettacolo, ma anche direttore e fondatore nel 1997 del Festival Quartieri dell’Arte di Viterbo, che si prefigge la medesima missione verso i giovani autori di Tramedautore e presso il quale l’opera andrà in scena all’ex Chiesa di S.Egidio (sabato 24 e domenica 25 settembre). Liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Andrea Camilleri, il testo, con la regia di Franco Eco, viene portato in scena da alcuni ottimi giovani attori: Marco Celli, Alessio Di Clemente, Anna Ferraioli Ravel e Pietro Masotti. Ci saranno in futuro degli interventi video di Francesco Di Mauro ma non erano ancora pronti per il debutto milanese. “Il progetto è finanziato dall’Europa a cui abbiamo guardato per realizzare sperimentazioni” ha dichiarato l’autore, alto, esuberante, robusto e sorridente.

Ha pure voluto presentare lo spettacolo, come per aiutare gli spettatori a comprenderne a pieno gli eventi: il tutto si dipana su un palco spoglio, con a sinistra un tavolo e il personaggio ‘Andrea Camilleri’ con altri di passaggio, mentre sulla destra tutti gli altri, seduti di fronte a un leggio, sono presentati accuratamente da Gian Maria Cervo, che li indica e presenta il protagonista Caravaggio e i diversi compagni, amici e nemici. Sin dall’incipit dello spettacolo si è ben presto capito di avere a che fare con un bel lavoro, molto ben interpretato e avvincente.

Tutto ha inizio con un incontro combinato in modo misterioso fra un tipo sfuggente e lo scrittore Camilleri, di ritorno in Sicilia dopo decenni a Roma; lo inducono ad accettare di andare, bendato, in un luogo segreto dove incontrare di persona chi lo cerca e che vuole fargli un dono: leggere dei manoscritti antichissimi scritti dal pittore Caravaggio nel Seicento, ritrovati in un casale andato in eredità alla moglie, morta da poco di cancro e che adorava i libri di Camilleri. Desiderava potergli offrire il soggetto per un libro futuro e l’uomo esegue, ma resta anonimo. Ci sono misteri, antichi delitti, forse truffe e imbrogli, pazzia e arte, ricchezza, nobiltà e i Cavalieri di Malta, nelle carte.

La storia torna di colpo indietro di secoli e vediamo a destra il giovane Caravaggio, ovvero Michelangelo Merisi che, da artista molto ammirato, si trasforma poco per volta e poi in modo sempre più aggressivo in uno psicopatico che soffre di allucinazioni e attacchi di paranoia e violenza. L’intreccio continuo col presente e con l’analisi dei contenuti dei manoscritti da parte di Camilleri costruisce un testo che affronta in modo chiaro e intrigante i motivi e i modi che hanno portato il protagonista alla rovina, alla malattia e alla morte. “Noi stiamo presentando testi ibridi, che si pongono il problema di rappresentare più persone: ci sono prospettive che cambiano, i registri della comunicazione cambiano e tante persone hanno tanti codici” afferma Gian Maria Cervo. “E’ giusto avere un unico autore o un testo unico che unisca tanti autori, come in un quadro cubista?

La domanda eccita la fantasia ma in realtà sappiamo che ci sono autori norvegesi, macedoni, tedeschi e italiani, tutti capaci di collaborare sul medesimo soggetto come sta accadendo in questo Festival. Tutta l’Europa è in crisi economica e scoprire che l’unione fa la forza anche nella cultura e nell’arte apre nuove prospettive, come in questo testo che, ambientato a metà fra Malta e la Sicilia, tra il ‘600 e i giorni nostri, rende vividi e appassionanti i numerosi personaggi interpretati da soli pochi giovani, davvero eclettici e talentuosi. Si tratta di un esperimento valido e provoca la curiosità di conoscere anche gli altri collaboratori e vedere le loro opere.

Questa chicca appare in occasione del novantesimo compleanno di Andrea Camilleri e dei 445 anni dalla nascita di Caravaggio. Due ulteriori motivi per godersi uno speciale spettacolo che delinea tempi antichi, linguaggi desueti, avventurose figure capaci di portarci su antichi velieri, in luoghi dove nascono sospetti e malattie causate da pozioni magiche. Tocca stare attenti e seguire ogni sfumatura e cambio di ritmo, ma il risultato è intrigante. Presto dovrebbe entrare nelle stagioni di questo e altri teatri in versione completa.


Piccolo Teatro Grassi - via Rovello 2, Milano (M1 Cordusio)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 848800304, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: mercoledì e venerdì ore 20.30, giovedì e sabato ore 19.30, domenica ore 16
Biglietti: intero € 15, ridotto € 10 (giovani under 25, anziani over 65, ARCI, Forum Città Mondo, Feltrinelli, rassegna teatrale MELTING (chi acquista il biglietto di uno spettacolo della rassegna teatrale MELTING, avrà
diritto ad un biglietto ridotto a 10 euro), convenzioni € 8

Articolo di: Daniela Cohen
Grazie a: Maddalena Peluso, Ufficio stampa Tramedautore
Sul web: www.piccoloteatro.org - www.outis.it

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