Il codice del volo di Leonardo - Teatro Oscar (Milano)

Scritto da  Domenica, 08 Marzo 2015 

Al Teatro Oscar è andato in scena solo pochi giorni "Il Codice del Volo di Leonardo", spettacolo scritto, diretto e interpretato da Flavio Albanese, capace di riempire l’anima e lo spirito di tante belle suggestioni. Un monologhista in fondo può fare soprattutto questo, parlare e suggestionare al punto da far sognare. E Albanese ha il coraggio di rivolgersi pure ai bambini, tanto che mezzo teatro è pieno proprio di bimbi, che peraltro vengono anche invitati a fare un po’ di sana confusione. Anzi, gli parla proprio, pone loro domande e ascolta e discute le risposte. In fondo interpreta il ruolo di Zoroastro, ovvero il giovane allievo di bottega di Leonardo da Vinci, il cui vero nome era Tommaso Masini, che si dice abbia sperimentato la più futuribile delle invenzioni vinciane, la celebre ‘macchina per volare’.

 

Produzione Compagnia del Sole di Bari presenta
IL CODICE DEL VOLO di Leonardo
regia Flavio Albanese
scritto, diretto e interpretato da Flavio Albanese
collaborazione artistica Marinella Anaclerio

 

L’allievo è qui per raccontarci come fosse Leonardo e come sia stato vivere con lui per tanti anni, imparando ma anche sentendosi sciocchi per l'incapacità di comprendere appieno la sua genialità. Da qui il confronto coi bambini, che si immedesimano nel ragazzo che viene ripreso dal grande maestro, genio assoluto ma anche capace di sbagliare lui stesso nel realizzare i suoi progetti. “C’era una volta… l’acqua, che stava nel mare… finché all’acqua venne la voglia di salire in alto. Il mare era il suo elemento naturale finché le venne voglia di salire in aria…” spiega a tutti noi Tommasino che imita la voce grossa di Leonardo, “un uomo alto alto, con occhi azzurri come il cielo…”. Leonardo amava più di tutto l’acqua e così capì come si potesse volare, perché “l’aria è come il mare, se guardi gli uccelli o una barca capisci che tutti e due viaggiano in sostanze che oppongono resistenza: l’acqua resiste al legno, l’aria resiste alle ali…”. Così il genio intuì che era possibile trovare il modo di usare degli strumenti per permettere anche a un uomo di volare!

“Si stava ore a guardare le onde del mare” racconta Tommaso detto Zoroastro e spiega come Leonardo facesse associazioni continuamente. Due cose gli piacevano, l’acqua e la cucina, così iniziava a voler calcolare la velocità della luce, poi la velocità del suono, quindi quella dell’eco, del magnete che attrae la polvere di ferro e la velocità di diffusione degli odori di cucina nell’aria, perché tutto ciò ha a che fare con densità diverse. Così la barca galleggia come l’uccello vola, racconta il nostro protagonista nel suo trascinante one man show; i bambini rumoreggiano, vogliono capire e allora il racconto entra in nuovi dettagli, coinvolge i grandi, invitati a verificare su Wikipedia, “sto dicendo tutte cose vere, controllate!” e racconta di quando Leonardo quasi allagò Firenze per sbaglio, o quando lavorando con Sandro Botticelli non finisse mai quanto gli veniva per giunta pagato in anticipo.

La sua vita fu in realtà costellata da fallimenti ma, ci costringe a riflettere Tommasino, “chi fa sbaglia, chi non sbaglia mai perché non fa nulla può anche tacere!”. Leonardo imparò il latino a 40 anni perché da ragazzo era stato a bottega dal Verrocchio e mancava di buona cultura, eppure voleva scrivere una intera enciclopedia e scrisse oltre 12.000 pagine, tutte all’incontrario come sua abitudine, leggendo le quali si capiscono tanti suoi ragionamenti.

Secoli prima di Galileo e decenni prima di Copernico, Leonardo affermava che il Sole non si muove attorno alla Terra ma viceversa e se Tommaso lo contestava, poiché fra il 1400 e il 1500 si credeva che la Terra fosse al centro dell’universo, immobile e piatta, il genio vinciano domandava al suo allievo: “Quante delle cose che sai sono vere?”, insegnandogli così che solo chi ha esperienza diretta di qualche cosa, può davvero affermare che sia vera. “Cerca di capire le cose che accadono, non tentare invece di giudicarle senza conoscerle”. Voglio aggiungere che sono tantissime le frasi magnifiche che Flavio Albanese ha estrapolato dall’immenso lavoro di Leonardo per regalarcelo in pillole durante questo delizioso incontro; ad esempio ci viene spiegato che i cinque sensi umani (vista, udito, tatto, gusto e olfatto) collegano ciò che è fuori di noi con ciò che è dentro… il nostro cervello, il cuore, l’anima. Sembra banale? Eppure è sensazionale come concetto, specialmente se serve a veicolare un'ulteriore riflessione leonardiana: i cinque sensi collegano l’infinito con il finito, l’universo esterno con il nostro mondo interiore.

La macchina per far volare l’uomo sarà una sfida per evidenziare la differenza tra sogno e illusione. Leonardo non riuscirà a far davvero volare Tommasino ma i suoi disegni, calcoli e opere ingegneristiche hanno anticipato l’aereo, l’elicottero, il sommergibile, lo scafandro e mille altre invenzioni realizzate dall’uomo secoli dopo. E’ il pensiero che genera la materia, diceva, e non il contrario, non è quindi la materia a generare il pensiero e tutta quella arte un giorno diventerà l’architettura volante di una nuova scienza. Mentre dipingeva nel refettorio della chiesa di Santa Maria delle Grazie la sua Ultima Cena, chiunque entrasse in quel locale aveva l’impressione di trovarsi più in alto, di fronte al tavolo dietro al quale stavano Gesù e i dodici apostoli, grazie all’incredibile creazione tridimensionale realizzata dal genio leonardiano. Tutto scomparso per via dell’uso di materiali deperibili che hanno costretto nei secoli a restauri non solo conservativi ma ricostruttivi, rendendo oggi l’opera celebre nel mondo intero bellissima ma neppure lontanamente simile all’originale.

Leonardo era un genio capace di commettere errori gravi, mentre Tommasino ricorda che invece a quei tempi Michelangelo realizzava il capolavoro della Cappella Sistina, ancora oggi perfetto. Ma Michelangelo aveva talento e chi ha talento può fare ciò che vuole. Leonardo invece era un genio e un genio può fare solo quello che può. Ma il Gesù del refettorio milanese si poggia al tavolo con le braccia aperte formando un triangolo perfetto e il suo occhio destro è esattamente al centro dell’opera, ponendo ogni individuo nel momento in cui viene detto “Uno di voi mi tradirà…". Eppure Leonardo vuole capire perché non funziona la sua macchina per volare finché, paragonandosi a un’anatra, realizza che all’uomo manca la forza necessaria per alzarsi da terra… altrimenti stare in aria sarebbe molto facile, secondo i suoi calcoli. “La salvezza per chi vola è la sua altezza” sentenzia il maestro rivolgendosi all’allievo e gli spiega pure perché il cielo è azzurro e come imparare a camminare sulla terra, guardando il cielo: “perché è lì che si vorrebbe tornare a stare…”. Bravissimo Albanese e chiunque abbia collaborato con lui, come Marinella Anaclerio per gli oggetti artistici, ed un sentito complimento alla Compagnia del Sole di Bari per la produzione di iniziative teatrali così originali, coraggiose e fuori dagli schemi.


Teatro Oscar - via Lattanzio 58, 20137 Milano
Per informazioni e prenotazioni:
telefono 02/36503740, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17
Orario biglietteria: dal lunedì al sabato ore 16-19 e 19.30-21, domenica dalle 15.30 a inizio spettacolo
Biglietti: intero €24; ridotto e convenzioni €18; under 25/over 60 €12; Cral e gruppi €10 (minimo 10 persone); gruppi scuola €9; prevendita €1,50

Articolo di: Daniela Cohen
Grazie a: Giulia Colombo, Ufficio stampa iagostudio
Sul web: www.pacta.org

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