Il cielo non è un fondale - Piccolo Teatro Studio Melato (Milano)

Scritto da  Sabato, 05 Maggio 2018 

Dal 2 al 6 maggio al Piccolo Teatro Studio Melato, a Milano, va in scena “Il cielo non è un fondale” di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, per la prima volta al Piccolo Teatro, insieme a Francesco Alberici e Monica Demuru con la sua bella voce profonda. Il palco è scuro e disadorno, ad eccezione di un vecchio termosifone bianco in ghisa. Sullo sfondo, una parete plumbea mobile.

 

IL CIELO NON È UN FONDALE
di Daria Deflorian, Antonio Tagliarini
con Francesco Alberici, Daria Deflorian, Monica Demuru, Antonio Tagliarini
collaborazione al progetto Francesco Alberici, Monica Demuru
testo su Jack London Attilio Scarpellini
musiche Lucio Dalla, Mina, Georg Friedrich Händel, Lucio Battisti
la canzone "La domenica" è di Giovanni Truppi
assistente alla regia Davide Grillo
disegno luci Gianni Staropoli con la collaborazione di Giulia Pastore
costumi Metella Raboni
costruzione delle scene Atelier du Théâtre de Vidy
produzione Sardegna Teatro, Teatro Metastasio di Prato, Emilia Romagna Teatro Fondazione
coproduzione A.D., Odéon - Théâtre de l’Europe, Festival d’Automne à Paris, Romaeuropa Festival, Théâtre Vidy-Lausanne, Sao Luiz - Teatro Municipal de Lisboa, Festival Terres de Paroles, théâtre Garonne, scène européenne - Toulouse
con il sostegno del Teatro di Roma
collaborazione Laboratori Permanenti /Residenza Sansepolcro, Carrozzerie | n.o.t /Residenza Produttiva Roma, fivizzano 27 / nuova script ass. cult. Roma

 

“Il cielo non è un fondale” è uno spettacolo a patchwork fatto di frammenti recitativi di vite altrui che inevitabilmente confinano o toccano la nostra. Tutto parte da un sogno che Antonio Tagliarini comincia a raccontare all'amica e collega Daria. Lui passeggia per Roma all'imbrunire, passa vicino ad una barbona e non si ferma; ma poi torna indietro e vede che è Daria; decide comunque di proseguire e di non aiutarla.

Sensi di colpa di Antonio, orgoglio di Daria che non avrebbe comunque accettato nulla, paura degli altri attori di ritrovarsi nella sua situazione e luoghi comuni (non sono responsabile della povertà degli altri)...tutto comincia a mescolarsi. Da quel piccolo racconto prendono vita segmenti di recitazione che si influenzano a vicenda, fatti di ricordi, canzoni, battute ed anche qualche passo di danza.

Ogni attore sembra voler entrare a forza nel sogno, per esistere attraverso la narrazione, portando in dono pezzi diversi di storie diverse capaci di snaturare quasi il sogno e confondere realtà quotidiana e immagini oniriche. Li lancia come coriandoli sul palco, a prima vista casualmente. Non sempre infatti c'è un nesso tra le storie, ma sorprende la leggerezza che le lega e quella singolare casualità, mista ad una sorta di ricercata sbadataggine degli attori.

Potrebbe sembrare che improvvisino, vista la spontaneità nel ricorrere a tecniche recitative differenti; ma si intuisce un grande lavoro di armonizzazione, di studio, di compenetrazione e di intelligenza nel cristallizzare, in una parola, un immaginario. C'è il venditore di rose pakistano che prima, nel suo Paese, era un generale; il cuoco arabo che vuole che il figlio impari l'italiano; la poesia che sembra composta da noi; compare perfino Jack London con i barboni in un noto parco inglese.

Tutti accomunati da un fondale scuro, quello dell'emarginazione.

Ogni tanto, come un mantra, ricorre la domanda: ma questa vita dove va? E si intuisce che “più si capisce e più non si capisce” mentre corrode la voglia di essere normali, cioè come gli altri. Un'ode particolarmente ironica è rivolta al termosifone. Forse perché è un punto bianco sul fondale scuro delle esistenze, forse perché irradia calore, così spesso assente nelle nostre vite.

Lo spettacolo ha una grazia ed un'intelligenza particolari. Sembra però “teatralmente corretto”, restando sospeso tra un cielo e un fondale, non penetrando fino in fondo nell'animo.

 

Piccolo Teatro Studio Melato - Via Rivoli 6, 20100 Milano
Per informazioni e prenotazioni: da lunedì a sabato 9.45-18.45; domenica 10-17 servizio telefonico allo 02.42.41.18.89
Orario spettacoli: mercoledì e venerdì ore 20.30; giovedì e sabato ore 19.30; domenica ore 16
Biglietti: platea 33 euro, balconata 26 euro
Durata spettacolo: 90 minuti senza intervallo

Articolo di: Raffaella Roversi
Grazie a: Valentina Cravino e Edoardo Peri, Ufficio stampa Piccolo Teatro di Milano
Sul web: www.piccoloteatro.org

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