Il Borghese Gentiluomo - Teatro Sala Umberto (Roma)

Scritto da  Sabato, 21 Ottobre 2017 

Dal 19 al 29 ottobre. Le paradossali quanto attuali vicende del ricco borghese Monsieur Jourdain sono portate in scena da Filippo Dini, che rievoca un classico del teatro di Molière in chiave contemporanea con una rilettura brillante e riflessiva.

 

IL BORGHESE GENTILUOMO
di Molière
traduzione Cesare Garboli
con Filippo Dini, Orietta Notari, Sara Bertelà, Davide Lorino, Valeria Angelozzi, Ivan Zerbinati, Ilaria Falini, Roberto Serpi, Marco Zanutto
scene e costumi Laura Benzi
musiche Arturo Annecchino
luci Pasquale Mari
aiuto regia Carlo Orlando
regia Filippo Dini

 

Filippo Dini torna sulle scene romane cimentandosi anche questa volta (dopo “Ivanov”) nel ruolo di regista per il nuovo allestimento de “Il Borghese Gentiluomo”, drammaturgia di Molière prodotta per l’occasione dalla Fondazione Teatro Due Parma e dal Teatro Stabile di Genova.

Accostarsi ad un testo di Molière non è affatto un lavoro semplice e scontato, poiché il rischio che si corre è proprio quello di cadere nella banalità, in una rappresentazione blanda e puramente estetica del testo che vada a perderne il contenuto essenziale. La regia di Dini riesce invece a restituire una chiave di lettura della partitura di Molière attuale sia a livello di interpretazione che di sviluppo delle vicende, permettendosi talvolta la licenza di aggiungere battute e gag comiche che, pur se esterne al testo originale, risultano perfettamente in linea con il filone drammaturgico di partenza.

La vicenda narra del borghese ormai arricchitosi Jourdain, che si rifiuta di dare in sposa sua figlia Lucilla a Cleante, poiché reputa insulso ed irragionevole che lui, ormai parte della nobiltà e illuso di essere vicino alle grazie del Re, possa concedere sua figlia ad un semplice borghese, avendo invece lei la possibilità di prendere in marito qualcuno di alto rango. Da questa semplice vicenda si dipana una serie di eventi e di colpi di scena propri della Commedia dell’Arte e che, tra gag ed esilaranti situazioni che ruoteranno intorno al protagonista, porteranno poi ad un finale che si rivela ricco di spunti di riflessione. Jourdain è infatti un uomo accecato dal desiderio di sentirsi nobile, di rinnegare il suo passato borghese e di costringersi forzatamente ad attività in cui si riesce ad applicare solo miseramente come la scherma, la filosofia o l’apprendere il gioco degli scacchi. Ma tutte queste attività non sono altro, nel caso di Jourdain, che il disperato tentativo di un uomo di circondarsi di forme estetiche e mai di contenuti, di mostrare a se stesso e agli altri come il suo status sociale di sedicente nobile possa permettergli di sentirsi onnipotente e capace di decidere le sorti di tutto ciò che ruota intorno a lui.

In realtà, come si scoprirà alla fine, Jourdain è un uomo profondamente solo, che negli agi della sua ricchezza non riesce a vedere che se stesso senza rendersi conto che tutti intorno a lui, persino la moglie e la figlia, lo deridono in continuazione e ne fanno lo zimbello di tutto il suo sontuoso palazzo.

Molierè riesce nella sua immensa bravura a costruire un capolavoro senza tempo, sferrando chiaramente una critica alla nobiltà e denunciandone le apparenze di cui amava ammantarsi. Ma quelle apparenze non sono poi tanto lontane dalla nostra contemporaneità, in cui si tende a etichettare ogni gruppo, fenomeno o persona lanciando giudizi che nella realtà risultano essere meri pregiudizi. La nostra società, come quella di Molière, vive di quel sottile ed intangibile velo che continua ad essere spietato nel lanciare giudizi e nel separare rigidamente le classi sociali, erigendo un’invalicabile barriera tra ricchi e poveri, tra coloro che detengono il potere (pur non essendo affatto illuminati - la critica di Molière a quel tempo era mossa anche e soprattutto alla corte di Luigi XIV) e coloro che invece non possono decidere le sorti della propria vita.

“Il Borghese Gentiluomo” è quindi una riflessione ironica quanto amara sulla società e sul concetto di pregiudizio. Sarà così che Jourdain, nel suo desiderio senza ragione volto verso qualcosa che nemmeno lui conosce e che man mano si accresce sempre più, sarà alla fine costretto alla follia, vedendo infranti i suoi sogni di gloria.

Uno spettacolo ben congegnato, con un ensemble di interpreti all’altezza della drammaturgia molieriana e della elaborata costruzione registica di Filippo Dini, nonché contraddistinto da un ritmo serrato e da performance sceniche coinvolgenti e riuscite perfettamente. Una commedia che fa divertire il pubblico in platea ma che insinua anche nello spettatore quel senso di fastidio, quella repulsione che si prova quando ci si rende conto che forse la critica dell’autore in fondo punta il dito anche contro di noi. E, per quanto fastidiosa questa critica possa essere, questo è il senso del teatro.

 

Tournée dello spettacolo:
3, 4, 5 novembre a Carpi - Teatro Comunale
Dal 7 al 12 novembre a Genova - Teatro della Corte
Dal 15 al 19 novembre a Parma - Fondazione Teatro Due
21 novembre a Pavia - Teatro Fraschini

 

Teatro Sala Umberto - via della Mercede 50, 00187 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6794753, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, giovedì e venerdì ore 21, mercoledì ore 17, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17
Biglietti: da € 34 a € 24

Articolo di: Francesco Gaudiosi
Grazie a: Silvia Signorelli e Monica Menna, Ufficio stampa Teatro Sala Umberto
Sul web: www.salaumberto.com

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