Il berretto a sonagli - Teatro Greco (Roma)

Scritto da  Fabiana Raponi Lunedì, 16 Marzo 2009 
berretto a sonagli

Dal 10 al 22 marzo 2009. La gelosia fra apparenza e realtà, la commedia umana secondo il drammaturgo di Girgenti. Al Teatro Greco di Roma, Flavio Bucci è uno strepitoso Ciampa, il filosofo delle corna ambiguo e vendicativo ne Il berretto a sonagli di Pirandello. Regia di Nucci Ladogana.

 

 

Compagnia Cantieri Teatrali del Terzo Millennio presenta

IL BERRETTO A SONAGLI

di Luigi Pirandello

con Flavio Bucci, Diana De Toni, Gioietta Gentile, Giorgio Carminati, Renato Campese, Luigi Mezzanotte, Anna Casalino, Bea Boscardi

Regia di Nucci Ladogana

 

Un umorismo feroce e amaro, dissacrante e dolente impregna ne Il berretto a sonagli, ovvero sulla (maschera della) gelosia, uno dei più celebri testi di Pirandello.

Un testo che nasce nel 1916 dalla fusione di due novelle e che subisce diverse riscritture dal punto di vista linguistico che incidono inevitabilmente anche sulle figure dei protagonisti.

Qui siamo di fronte a un allestimento assolutamente classico, ma al tempo stesso innovativo: la commedia è completamente depurata dagli echi della celebre versione partenopea di Eduardo del 1936. La versione di Ettore Catalano è infatti molto vicina all’originale pirandelliana.

La commedia racconta della gelosissima signora Beatrice Fiorica, la quale sospetta che il rispettabile marito la tradisca con la giovane e compiacente moglie del suo scrivano Ciampa (gelosissimo anche lui). Con la complicità del delegato di polizia Spanò, la donna architetta una trappola per sorprendere i due amanti in flagrante adulterio, senza pensare alle conseguenze e senza pensare soprattutto allo scrivano. Ma le cose non andranno esattamente come previsto.

Il berretto a sonagli continua a scandagliare l’animo umano, a indagare su tematiche sempre care al drammaturgo di Girgenti: la gelosia e le apparenze, le maschere e i pupi, la pazzia. Elementi che contraddistinguono costantemente la sua poetica e tutte le sue opere. Qui siamo nel campo della gelosia, o meglio intorno alla maschera della gelosia. Appare illuminante il discorso di Ciampa sui pupi e sulle corde, saggia, civile e pazza, tese opportunamente a regolarli: ciascuno è contemporaneamente pupo e puparo della marionetta del proprio ruolo sociale. Tutti i personaggi, loro malgrado, indossano delle maschere che garantiscono loro una rispettabilità dal punto di vista borghese e sociale, ma ecco che la gelosia, o meglio la maschera della gelosia provoca (disastrosi) effetti sociali.

Ciampa è un personaggio dai tratti grotteschi e strazianti, quasi maligni e vendicativi, consapevole del ruolo dei pupi e delle corde che ha fatto di tutto per acquisire un ruolo rispettabile in società: è accettabile che per lui conti pertanto solo “salvare le apparenze” e riappropriarsi della sua maschera sociale liberandosi della maschera di “cornuto” contraddistinto dal berretto a sonagli. Riuscirà a farlo sfruttando la (presunta) pazzia di Beatrice Fiorica. E tutto tornerà come prima con una soluzione accettata da tutti in un finale corale e avvincente.

Un Flavio Bucci istrionico ed esemplare interpreta un Ciampa dalle molteplici sfumature. Il filosofo delle corna è intenso ed enigmatico, astuto e maligno, sottile e quasi perverso, caratterizzato da toni grotteschi e quasi compassionevoli, ma al tempo stesso quasi maligno e vendicativo: un personaggio ambiguo e imprevedibile che Bucci riesce a interpretare in modo completo come solo un grande attore riuscirebbe a fare. La maschera di Ciampa gli aderisce perfettamente al volto e ai modi volutamente quasi impacciati. Bravissimo. Un attore di razza che spicca in una compagnia molto ben strutturata e che mostra pregevoli capacità tecniche: Diana De Toni è la gelosissima e offesa Beatrice Fiorìca, perfetto anche Renato Campese nel ruolo del servile Delegato Spanò, divertente il giocatore incallito Don Fifì di Giorgio Carminati. Una scenografia opulenta e quanto mai puntuale, ricca di vasi e ninnoli, con pesanti drappi e dalle pareti color rosso porpora ricrea il salotto borghese dei Fiorìca: funzionali anche la pareti laterali che aprono sull’ingresso centrale facendo in modo che gli attori si dispongano quasi sempre in due spazi distinti diretti da Nucci Ladogana che opta per una regia molto classica. Lo spettacolo è convincente e il ritmo sempre buono, crescente soprattutto nel finale e visibilmente più interessante quando Bucci è in scena. La classe non è acqua.

 

Teatro Greco – Roma

Via Leoncavallo 10, 00199 Roma

In scena dal 10 al 22 marzo

Orario degli spettacoli: 10, 11, 12, 13, 14, 18, 19, 20, 21 marzo – ore 21.00

15 e 22 marzo – ore 17.30

Biglietti: intero € 25,00 – ridotto Cral € 15,00 – ridotto giovani, università, scuole € 15,00

Per informazioni e prenotazioni: 06.8607513 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Articolo di: Fabiana Raponi

Grazie a: Ufficio Stampa Teatro Greco

Sul web: www.teatrogreco.it

 

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