Il berretto a sonagli - Piccolo Eliseo Patroni Griffi (Roma)

Scritto da  Fabio Chiarini Sabato, 12 Ottobre 2013 

Il Piccolo Eliseo Patroni Griffi mette in scena fino al 20 ottobre l'opera pirandelliana "Il berretto a sonagli", adattata da Francesco Bellomo, Moreno Burattini e Pino Caruso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Produzione Isola Trovata - Francesco Bellomo presenta
Pino Caruso in
IL BERRETTO A SONAGLI
di Luigi Pirandello
adattamento di Francesco Bellomo, Moreno Burattini, Pino Caruso
regia di Francesco Bellomo
costumi Sabrina Chiocchio
scena Carmelo Giammello
musiche Mario D’Alessandro
luci Stefano Pirandello
coordinamento artistico Moreno Burattini
Personaggi ed interpreti:
Ciampa – Pino Caruso
Beatrice - Emanuela Muni
Fifì - Alessio di Clemente
Commissario Spanò - Franco Mirabella
Fana - Matilde Piana
Saracena – Carmen Di Marzo
Nina – Anna Rita Granatiero
e la partecipazione di Anna Malvica nel ruolo della Signora Assunta

 

 

“Il berretto a sonagli” prende spunto da due novelle: “Certi obblighi” e “La verità”; in entrambi i casi si narra di un marito che, nonostante sia a conoscenza dell’adulterio della moglie, lo accetta con rassegnazione, ponendo come unica condizione la salvaguardia dell’onorabilità, obbedendo a precisi codici di comportamento; in realtà tutto è permesso purché si salvino le apparenze.
La vicenda trascende, nel suo giuoco beffardo, la realtà dell’ambiente, ma non si sarebbe potuta realizzare al di fuori di quella. Ciampa, scrivano in una cittadina del cuore della Sicilia, è inserito in una società piccolo-borghese condizionata dai “galantuomini”, ma non esclusa da un rapporto attivo, anche se subalterno, con la classe superiore. La morale sessuale è pur sempre sofisticata, ma acquisisce un perbenismo, un codice sul quale la beffarda rivalsa del subalterno gioca una sua partita arguta, teorizzando il sistema pratico, socio-morale delle celeberrime “tre corde” pirandelliane: la seria, la civile e la pazza.
Il sipario si apre mostrando l'’arresto del Cavalier Fiorica e di Nina, moglie del Ciampa. Una sorta di “flashforward”, reso possibile dal personaggio della Saracena che in questa versione è una cartomante.
L’ambientazione, collocata nell’immediato dopoguerra, permette di recuperare certe situazioni tipiche del mondo siciliano, ed in particolare agrigentino, di paese.
La colonna sonora di Mario D'Alessandro ci riporta a quelle sonorità forti e terragne che hanno caratterizzato la produzione cinematografica dei film di ispirazione siciliana degli anni ’50. La scenografia di Carmelo Giammello ci accoglie con le pareti coperte con dei neri e tutti i mobili e le finestre con dei drappi, metafora di un desiderio di non contaminazione e conseguentemente di una mancanza di rapporto tangibile con le persone.
I personaggi rispecchiano la bigotta mentalità paesana in funzione della quale, di fronte ad una relazione extraconiugale, tutti vogliono chiudere gli occhi per poter apparire di fronte alla gente la moglie perfetta, un marito rispettato e una famiglia senza la macchia e la vergogna del tradimento. Strano in questo contesto il personaggio di Beatrice che invece preferisce mostrarsi senza infingimenti, platealmente, per essere considerata come una donna ferita. Tuttavia in un mondo dove conta ben poco il rispetto di una donna, dove al contrario regna sovrana un'apparenza maschilista, si troverà contro la famiglia stessa e perfino Ciampa.
Lo spettacolo ci induce a domandarci quanto, nonostante l'opera sia ambientata al tempo di Pirandello in una società ipocrita, puritana, tipicamente di paese, classista e maschilista, ci sia davvero di radicalmente mutato nella società attuale. Da qui la sconvolgente modernità della drammaturgia pirandelliana.
Quanti vengono considerati dei pazzi perché vogliono far valere le proprie ideologie? Quanto é cambiato il valore della donna? Per quanto ci sforziamo di illuderci che qualcosa sia realmente mutato, in verità la società ci spinge a credere nell'apparenza, a vivere felici e contenti al riparo della casetta del Mulino Bianco. E se qualcuno é diverso da questo stereotipo e non ha paura nell'esternare i propri sentimenti, allora lo aspetta inevitabilmente la sorte di Beatrice.
Un'ottima interpretazione di tutti gli attori in scena, in particolare un plauso alla magistrale prova di Pino Caruso e alla divertente partecipazione di Anna Malvica nel ruolo della Signora Assunta.

 

 

Piccolo Eliseo Patroni Griffi - via Nazionale 183, 00184 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono botteghino 06/4882114 - 06/48872222, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.45; mercoledì, domenica ore 17.00
Biglietti: intero 20 euro, ridotto 17 euro

 

 

Articolo di: Fabio Chiarini
Grazie a: Maya Amenduni, Ufficio stampa Teatro Eliseo
Sul web: www.teatroeliseo.it

 

 

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