Il Bell'Antonio - Teatro Parioli Peppino De Filippo (Roma)

Scritto da  Martedì, 17 Marzo 2015 

Dal 12 al 22 marzo, al Teatro Parioli Peppino De Filippo, Andrea Giordana e Giancarlo Zanetti in "Il Bell’Antonio”, da Vitaliano Brancati, con la regia di Giancarlo Sepe. Nel mondo, il secondo romanzo italiano più letto e amato, dopo il Gattopardo, risulta essere il Bell’Antonio. Un lucido e meraviglioso affresco dell’Italia fatto attraverso un meccanismo concentrico che, dal sistema nazione, dalla storia di un Paese in grande difficoltà durante il periodo fascista, fotografa una micro-storia in Sicilia di una famiglia e del suo Bell’Antonio. Un progetto importante che riporta in teatro una grande coppia: Andrea Giordana e Giancarlo Zanetti, due meravigliosi attori, che per anni hanno messo in scena grandissimi allestimenti. Un cast di ottimi attori per uno spettacolo che nel 2015 rappresenterà l’Italia all’estero.

 

Lux Teatro Produzione - organizzazione spettacoli presenta
IL BELL’ ANTONIO
da Vitaliano Brancati
riduzione teatrale di Antonia Brancati e Simona Celi
con Andrea Giordana e Giancarlo Zanetti, Elena Callegari, Simona Celi, Michele De Marchi, Natale Russo, Alessandro Romano, Giorgia Visani, Luchino Giordana nel ruolo di Antonio
regia di Giancarlo Sepe
scene di Carlo De Marino
light designer Franco Ferrari

 

Buona parte della fortuna letteraria di un'opera comincia dal titolo. Se il titolo è azzeccato e si imprime nella memoria del lettore o dello spettatore in maniera quasi indelebile, allora è sicuramente valido il proverbio secondo cui: chi ben comincia è a metà dell'opera. Questa banale osservazione risulta assolutamente veritiera nel caso del romanzo-capolavoro Il bell'Antonio, che caratterizza e identifica l'attività letteraria, peraltro vasta e articolata tra narrativa e drammaturgia, di Vitaliano Brancati. La fortuna del titolo del romanzo edito nel 1949 dello scrittore siciliano fu anche quella di trovare un modello nel precedente (1940) monologo di Cocteau Il bell'indifferente.

Vi sono infatti tra le due opere, nonostante le debite differenze e distanze, alcune corrispondenze che sono evidenziate dal parallelismo del titolo. Una parentela letteraria che si fonda sulla denuncia del mito maschilista: l'impotenza del bell'Antonio di Brancati e l'indifferenza del muto personaggio dello scrittore francese richiamano ad una messa sotto accusa del "gallismo" suditalico, nel primo caso, e del "machismo" fatto di freddezza e ipocrisia settentrionale nel secondo.

Se dunque è lecito pensare che la creazione letteraria di Brancati trovò nel testo di Cocteau un riferimento letterario, come lo stesso scrittore siciliano indica chiaramente fin dal titolo, è anche vero che l'originalità e la forza politica de Il bell'Antonio è frutto di una lunga e sofferta riflessione che lo scrittore siciliano iniziò fin dalla fine degli anni Trenta, in particolare nel romanzo Don Giovanni in Sicilia uscito nel 1941. Qui - cito dalla prefazione di un Oscar Mondadori: i maschi di Catania sono logorati da una inestinguibile sete sessuale e consumano i propri giorni in estenuanti narrazioni e rielaborazioni di avventure galanti oppure fantasticando su future conquiste che mai, tuttavia, saranno in grado di realizzare.

Naturalmente il gioco di finzioni borghesi, la maschera da maschio tutto d'un pezzo, dello "sciupafemmine", una carnevalata da sempre cara al becerume italico che si inchina al dittatore di turno che sventola il "cazzuto" vessillo, mostra gli "attributi": ebbene, questo gioco di doppie personalità sospese tra il "dover essere" sociale, l'apparenza "celodurista", e la vera natura interiore fatta di debolezze e defaillances, ha certamente qualcosa di pirandelliano. Ma Brancati va oltre Pirandello perché lo "politicizza".

Pirandello in realtà, come ampiamente discusso, si sottomette al fascismo accettandolo pur storcendo la bocca: infatti l'Agrigentino evita di rappresentare criticamente, non solo nella coscienza individuale e nel rapporto individuo-società ma anche in relazione alla dittatura, quella stretta correlazione tra Essere e Apparire che invece è alla base della messa in scena fascista con cui il regime e il Duce ingannarono gli italiani abbuffandoli di miti e simboli italici, imperiali, fallici eccetera. Invece nell'opera di Brancati, che inizialmente come molti intellettuali aderisce in qualche modo al fascismo, per poi allontanarsene con ribrezzo, troviamo una chiara allusione fin dal Don Giovanni in Sicilia alla simbologia e alla mentalità dittatoriale. Non a caso la versione teatrale del Don Giovanni col titolo Don Giovanni involontario, in scena nel 1943 per la regia di Bragaglia al Teatro delle Arti, fu subito bloccata dal morente regime.

Bisogna tuttavia ricordare che se i due Don Giovanni dei primi anni Quaranta attaccavano il mito del maschio fascista, col Bell'Antonio del dopoguerra Brancati si rivolge a quella società borghese, perbenista e immorale che fa del "celodurismo" ereditato dal fascismo - ne abbiamo esempi fin ai giorni nostri con Bossi e Berlusconi! - uno strumento di distrazione e illusione di massa. Sembrerebbe che l'Antonio di Brancati, bellissimo giovane ma di una bellezza inutile perchè inefficace eroticamente, deve invece continuare a vivere costruendosi una maschera di finzione maschilista, una maschera destinata prima o poi a cadere… perché lui, o meglio LUI proprio non ce la fa a rendere felici le donne: può sposarle, pagarle, illuderle, ma alla fine non succede nulla.

Se il film del 1960 con Mastroianni e la Cardinale, diretto da Bolognini su sceneggiatura di Pasolini, girava intorno al tema della critica della società italiana del dopoguerra, ancora impregnata di ideologia fascista, spostando e attualizzando l'azione del romanzo dal 1930 al 1950, questo ottimo adattamento teatrale firmato da Antonia Brancati - figlia dello scrittore - e da Simona Celi, mira a ripristinare la riflessione politica e ideologica sugli anni Trenta. Una ideologia peraltro che continua a lavorare - come accennavo poc'anzi - sull'inconscio degli italiani sempre pronti - ancora! - a scambiare la potenza (sessuale) per il potere politico e la capacità erotica per capacità di governo.

Su queste basi drammaturgiche che richiamano atmosfere decisamente brechtiane, da tragicommedia del nazifascismo sempre in agguato, Giancarlo Sepe si trova a suo agio nel costruire un girotondo farsesco che ruota intorno al dramma umano di Antonio - interpretato da un convincente Luchino Giordana - che non riesce ad essere come si "deve", cioè potenti e all'altezza della propria fama e fame sessuale. Con conseguente perdita di prestigio, onorabilità, peso politico e identità, argomenti e temi questi suscitati da Brancati sui quali Sciascia scrisse un bel saggio a proposito del Don Giovanni in Sicilia.

E nel caleidoscopio delle finzioni e degli inganni nascosti e svelati dal sipario rotante che sposta situazioni, oggetti e personaggi come polvere sotto al tappeto, una polvere che prima o poi riuscirà fuori a reclamare verità! verità!, la giostra rivela le ipocrisie del "grande piccolo mondo borghese di Antonio" cui danno sostanza e vita con la consueta bravura Andrea Giordana, Giancarlo Zanetti e una splendida Elena Callegari nel ruolo della madre, ben coadiuvati da Simona Celi, Natale Russo, Giorgia Visani e Alessandro Romano.

Vanno menzionati anche Carlo De Marino per i costumi e il bel light design di Franco Ferrari.

 

Teatro Parioli Peppino De Filippo - via Giosuè Borsi 20, 00197 Roma
Per informazioni e prenotazioni:
telefono 06/8073040, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: dal martedì al sabato 10.00-14.00/15.00-22.00, domenica 10.00-14.00/15.00-19.00
Orario spettacoli: giovedì 12 marzo ore 21, venerdì 13 marzo ore 21, sabato 14 marzo ore 21, domenica 15 marzo ore 17, giovedì 19 marzo ore 21, venerdì 20 marzo ore 21, sabato 21 marzo ore 17, domenica 22 marzo ore 17
Biglietti: platea 25,00 euro - galleria 20,00 euro

 

Articolo di: Enrico Bernard
Grazie a: Maurizio Quattrini, Ufficio stampa Teatro Parioli Peppino De Filippo
Sul web: www.teatropariolipeppinodefilippo.it

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