Il Ballo - Teatro Franco Parenti (Milano)

Scritto da  Venerdì, 13 Marzo 2015 

Sonia Bergamasco porta in scena al Teatro Franco Parenti di Milano, dal 3 al 22 marzo, “Il Ballo”, tratto dal romanzo omonimo dallo stile asciutto di Irène Némirovsky, scrittrice russa di religione ebraica, nata nel 1903 e morta nel 1942 ad Auschwitz. Lo fa con la bravura e la bellezza di sempre, con la teatralità della sua voce e la gestualità sinuosa e potente del suo corpo, dando vita ai cinque personaggi del racconto, che sembrano uscire dagli specchi in cui si guardano continuamente. E pare che per loro la vita si consumi in quegli specchi che ingombrano la scena e che riflettono, invece, la loro alienazione. Lo spettacolo è ideato dall'attrice stessa.

 

IL BALLO
racconto di scena ideato e interpretato da Sonia Bergamasco
liberamente ispirato a “Il ballo” di Irène Némirovsky
disegno luci Cesare Accetta
scena Barbara Petrecca
costume di scena Giovanna Buzzi
elettricista Domenico Ferrari
Produzione Teatro Franco Parenti / Sonia Bergamasco
un ringraziamento a Le vie del Festival
Sonia Bergamasco, Premio Eleonora Duse 2014

 

Specchi, specchi ovunque. Grandi, piccoli, tondi, rettangolari, sparsi per la piccola e accogliente sala del Teatro Parenti. Riflettono le immagini dei vari personaggi cui dà vita Sonia Bergamasco, che però non sono in grado di sostenerle: manca quella conoscenza di sé che non si è andata stratificando nel corso degli anni.

Rosine, la mamma di Antoinette, ci si specchia in preda alla bramosia di vedersi ancora giovane, ora che è ricca e che può sfoggiare abiti costosi e gioielli, dimenticando la misera vita di prima e lo sguardo pieno di disprezzo degli altri. Il padre Alfred, un piccolo ebreo dagli occhi di fuoco, prima usciere alla banca di Parigi in livrea blu, ora arricchitosi di colpo, ci si specchia per aggiustarsi il papillon e dimenticarsi della vecchia livrea.

Antoinette, una ragazzina di quattordici anni, longilinea ed esile, i piedi grandi e quelle lunghe bacchette con all'estremità due mani arrossate. Ha i seni che premono sotto l'abito stretto da scolara, che feriscono e impacciano il corpo infantile e che la madre si ostina a non voler vedere. Il suo sguardo, primo vero specchio per Antoinette, lungi dall'essere stato materno, gratificante e simbolico, è sempre stato giudicante; quasi una smorfia di disprezzo che non ha consentito alla figlia di riconoscere e accettare la propria immagine. Per questo odia gli adulti al punto da volerli uccidere. Ora poi che ha saputo che la mamma darà un ballo e non potrà parteciparvi, è rabbiosa. Il ballo è un avvenimento per l'intera famiglia Kampf - che in tedesco vuol dire guerra - una vera dichiarazione di “guerra”: per i genitori è affrancarsi dalla miseria ed essere accettati dal bel mondo, per Antoinette entrare nel mondo degli adulti. Ma la mamma le nega questa parte di vita e lei decide di prendersela.

Il suo tempo interiore è scandito dal ticchettio di una bomba ad orologeria, contrapposto a quello esterno, scandito da una lussuosa pendola. E la bomba scoppia, sulle note armoniose di un valzer: la ragazza getta nel fiume i 200 inviti che avrebbe dovuto spedire e vanifica così la vanità e la possibilità di riscatto della madre.

Sonia Bergamasco con la sua ideazione e recitazione a volte sul filo dell'isteria, rende questo scontro generazionale, questa guerra che erode i personaggi, passando tra uno specchio e l'altro. E la vita che si consuma davanti allo specchio è la vita che si perde nella propria distruzione.

 

Teatro Franco Parenti - via Pier Lombardo 14, 20135 Milano
Per informazioni e prenotazioni:
telefono biglietteria 02/59995206, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: lunedì riposo, martedì ore 21, mercoledì ore 20, giovedì ore 18.30, venerdì ore 21, sabato ore 20, domenica ore 16
Biglietti: intero €32; ridotto over60 €18; ridotto under25 €15; convenzioni €22,50

Articolo di: Raffaella Roversi
Grazie a: Francesco Malcangio, Ufficio stampa Teatro Franco Parenti
Sul web: www.teatrofrancoparenti.it

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