IF / Invasioni (dal) Futuro - Auditorium di Mecenate (Roma)

Scritto da  Sabato, 20 Settembre 2014 

Nella meravigliosa sala sotterranea dell’Auditorium di Mecenate, capolavoro dell’architettura imperiale romana situato nel quartiere Esquilino, dal 18 al 21 settembre prende vita un lungo viaggio nei racconti, nelle immagini e nei suoni della fantascienza, con quattro serate dedicate alla letteratura, al teatro e alla musica tutti rigorosamente di ispirazione aliena, futuribile, fantascientifica.

 

IF / INVASIONI (DAL) FUTURO
Storie, immagini e suoni dalla fantascienza
a cura di Lisa Ferlazzo Natoli
progetto video di Luca Brinchi e Roberta Zanardo/Santasangre e Daniele Spanò
testi a cura di Silvana Natoli e Graziano Graziani
con la partecipazione straordinaria di Elio De Capitani e Marco Foschi
e con Simone Castano, Tania Garribba, Arianna Gaudio, Fortunato Leccese, Emiliano Masala, Alice Palazzi e Roberta Zanardo
paesaggi sonori a cura di Gianluca Ruggeri e Gabriele Coen, Ivano Guagnelli, Elisa Astrid Pennica

 

Nella serata di apertura Elio De Capitani ci offre una lettura di "Minority Report", il racconto futuristico di Philip Dick, dando risalto all’interessante idea di Lisa Ferlazzo Natoli di unire il passato al futuro, la storia dell’Antica Roma alla fantascienza, creando in un ninfeo romano proiezioni di stelle e astronavi in cui le voci dei personaggi di Dick si fondono in un non-luogo e in un non-tempo estraniando lo spettatore che accetta, per più di un’ora, di proiettarsi nel futuro.

La storia è concentrata su un sistema di controllo, Precrimine, capace di individuare i malviventi fino ad una settimana prima dell’effettivo avvenimento del reato; ciò rende il mondo un posto decisamente più sicuro, basti considerare che l’ultimo omicidio è avvenuto ben cinque anni prima. Il programma si basa sull’utilizzo di tre precog - abbreviazione di precognitivi - tre esseri deformi con capacità divinatorie, i quali trasmettono oralmente la loro visione del futuro a dei computer che, analizzando i dati, producono le schede con le informazioni sull’assassino, la vittima e i dettagli del delitto. Il tutto si basa sul "sistema della maggioranza" secondo il quale un precog fa la sua previsione, il secondo la analizza per elaborare la propria visione e, se risultano essere contrastanti, vengono entrambe ulteriormente elaborate dal terzo precog che verifica una delle due creando così un rapporto di maggioranza e uno di minoranza.

Il racconto ha inizio quando il commissario della Precrimine, John Anderton, viene affiancato - per velocizzare il suo pre-pensionamento - da un inviato del senato, giovane e sicuro di sé, Danny Witwer. John non prende bene la notizia: si sente messo da parte e trattato da vecchio, così quando durante la visita nella sala “scimmie” - un modo efficace per identificare i precog - il commissario estrae una delle tessere e trova sopra il suo nome, capisce subito di essere coinvolto in un complotto. Decide di fuggire per avere il tempo di capire chi lo sta incastrando ma il generale Cablan, ormai in pensione e tuttavia a capo di un’importante associazione di veterani, con la scusa di proteggere se stesso - è lui infatti la presunta vittima di Anderton che non lo aveva neanche mai visto - lo vuole imprigionare. Grazie all’aiuto di Fletcher, un misterioso militare che si presenta come controllore delle forze dell’ordine, John Anderton riesce a fuggire e a tornare nella sala scimmie della Precrimine in modo da verificare la veridicità dei nastri. Egli nota che il rapporto di minoranza lo avrebbe scagionato da questa accusa ma in tal caso sarebbe stata la dimostrazione della fallacità di tutto il sistema Precrimine. Lisa, sua moglie, sopraggiunge e lo spinge a costituirsi in quanto lei non crede ad un errore della macchina ed è pronta ad uccidere suo marito pur di difendere il Sistema dalle accuse di aver arrestato per anni dei possibili innocenti. Prima che lei possa premere il grilletto riappare Fletcher, accusa Lisa di essere alla base del complotto insieme a Witwer - già divenuto il nuovo commissario - e sta per ucciderla, se non fosse che Anderton interviene per salvare la moglie. Tornano insieme alla Precrimine e scendono nella sala scimmie per analizzare il terzo precog, quello che aveva concordato sull’omicidio di Cablan ma, leggendo il rapporto, si notano delle differenze con il primo esito. Non si trattava quindi di un rapporto di minoranza né di maggioranza ma erano tutti diversi tra loro; infatti, tenendo conto che la lettura della scheda avrebbe alterato il pensiero di Anderton, ogni precog aveva corretto la visione del precedente creando così per la prima volta nella storia della Precrimine tre esiti diversi. Cablan, ancora ignaro di tale risoluzione, aveva indetto una conferenza atta a distruggere la Precrimine, il suo vero obiettivo per poter restituire un maggior potere nelle mani del senato e dei veterani sul controllo dell’ordine pubblico; Anderton però, stupendo tutti i presenti, spara a Cablan uccidendolo e rendendo così vera la previsione del terzo precog.

Avendo commesso questo crimine per salvare la sua società non gli viene comminato l’ergastolo ma viene mandato in esilio con la moglie su Decima Centauri, e lascia il suo incarico a Witwer; quest'ultimo, ancora molto confuso su ciò che è avvenuto e spaventato dal fatto che possa verificarsi di nuovo, viene rassicurato ironicamente da Anderton, spiegandogli che una cosa del genere può accadere solo a chi ha accesso alle schede, quindi al solo direttore della Precrimine.

Ad accompagnare lo spettatore in questo viaggio nel futuro, oltre alle suggestive videoproiezioni, c’è il suono, che tra rumori di sonde e tempeste magnetiche, trasmissioni radio e musica classica ed elettronica realizzata con vari strumenti - tra cui tastiere e percussioni - ci fa immergere ancora di più in questa cripta che, con la sua forma tondeggiante, sembra quasi un’astronave.

In definitiva si può amare o meno la fantascienza ma l’abilità attoriale degli interpreti - un superbo Elio De Capitani, ottimamente affiancato da Simone Castano, Tania Garribba, Emiliano Masala, Fortunato Leccese ed Alice Palazzi - e le incursioni visive e sonore hanno reso la lettura molto avvincente e piacevole, ottenendo così un risultato apprezzabile soprattutto grazie alla magnifica ed inconsueta cornice offerta dall’Auditorium di Mecenate.

 

Auditorium di Mecenate - Largo Leopardi 22, Roma (angolo via Merulana)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/49385619, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal 18 al 21 settembre, tutte le sere ore 21.00
Biglietti: ingresso gratuito, gradita la prenotazione al numero o alla mail
Durata: 1 ora e 15 minuti

Articolo di: Chiara Girardi
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio Stampa Teatro di Roma

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