I Vicini - Teatro Elfo Puccini (Milano)

Scritto da  Lunedì, 16 Febbraio 2015 

Dal 4 al 15 febbraio, l' Elfo Puccini di Milano ha presentato "I Vicini", pièce scritta e diretta da Fausto Paravidino e prodotta dal Teatro Stabile di Bolzano. É drammaturgia dell'assurdo, eppure ancorata alla nostra quotidianità, alle nostre paure; spiazza, sgomenta, diverte per la non comunicabilità dei personaggi. La scena, il soggiorno di un appartamento, resta immutata per l'intero spettacolo. Le luci danno una dimensione temporale.

 

Produzione Teatro Stabile di Bolzano presenta
I VICINI
testo e regia Fausto Paravidino
con Fausto Paravidino, Iris Fusetti, Davide Lorino, Monica Samassa e Sara Putignano
scene Laura Benzi
costumi Laura Cardini
luci Lorenzo Carlucci
musiche di Enrico Melozzi

 

Mancava la cantatrice calva, la scuserete, ha preferito continuare a pettinarsi come è solita fare. Ma c'erano le due coppie di conoscenti, inizialmente diffidenti vicini di pianerottolo poi intimi amici, i loro discorsi vagamente “assurdisti”, ed una porta, quella sottile linea di confine che ci separa dalle paure di fuori e sembra proteggerci dalle paure di dentro.

Succede così che lui dallo spioncino della porta, spii il mondo fuori, cioè il pianerottolo. Ci sono dei rumori strani, sono arrivati dei nuovi vicini e forse, pensa lui, bisogna averne paura. Ma quando Greta rientra a casa la sera, gli dice di aver incontrato la vicina che sembra gentile. E così appare anche a lui, quando qualche giorno dopo lei suona alla loro porta, entra, lo bacia e si siede a suo agio sul loro divano.

Però lui continua ad aver paura dei rumori sul pianerottolo, di quello che succede fuori dalla porta, nel mondo. Mentre lei è attratta dal mondo e apre e chiude la porta con disinvoltura. Ma stamattina si è svegliata male perchè ha sognato qualcosa; lui non crede nei sogni forse perchè ne ha paura, come della realtà; però chiede del sogno. Non ricordo, risponde lei, forse era mia nonna, forse il fantasma della vecchia, quella che abitava dove ora abitano i nuovi vicini.

Nel frattempo i rapporti con i vicini si intensificano. É come se Greta ed il suo lui avessero bisogno l'uno dell'altro, ma non riescano a sintonizzarsi. I vicini consentono questo e diventano poco a poco, il centro della loro vita. Lui ora ha meno paura, Greta qualcuna di più. E la vecchia, sia esso fantasma, sogno od incubo, continua ad aggirarsi per la casa.

Un giorno lui si sveglia contento e con voglia di fare qualcosa per gli altri e quindi decide di cucinare il pesce ed invitare i vicini. Ma dal pesce, il vicino parte con discorsi sui sensi di colpa, sul giudizio, su Dio, sulla stricnina di cui può essere pieno il pesce. E a quel punto, il lui inizialmente impaurito e timoroso, ha il coraggio di buttare i vicini fuori di casa.

E la vecchia? Lei continua a girare e finisce col parlare, mentre nessuno può o vuole ascoltarla: ricorda la guerra, quella che ha portato via suo marito, che fa chiudere in se stessi, che toglie lo zucchero e il pane. La guerra, che è menzogna, ipocrisia, parole finte, ma che è anche trincerarsi dietro porte sempre chiuse, guardare la vita dallo spioncino.

Sorprende, alle volte spiazza, la drammaturgia dell'assurdo di Paravidino, con dialoghi logici nella loro illogicità che si muovono su piani temporali diversi. Spettacolo davvero godibile, dove le luci scandiscono tempi, momenti, fasi.

 


Teatro Elfo Puccini (Sala Fassbinder) - corso Buenos Aires 33, 20124 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/00660606, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 16
Biglietti: intero 30.50 €, ridotto giovani/anziani 16 €, martedì 20 €

Articolo di: Raffaella Roversi
Grazie a: Veronica Pitea, Ufficio stampa Teatro Elfo Puccini
Sul web: www.elfo.org

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