I tormenti del signor K - Villa Ada, Roma Fringe Festival 2016 (Roma)

Scritto da  Mercoledì, 07 Settembre 2016 

Lo spettacolo scritto, diretto e interpretato da Daniele Gonciaruk - altri attori in scena Francesco Natoli, Gerri Cucinotta, Gabriele Celona e Antonio Previti - è il racconto di una vicenda assurda e grottesca, con il refrain del Miserere: la condanna assurda per un fatto non commesso e soprattutto non identificato di un anonimo signor K. Una sorta di riedizione del processo kafkiano, di grande attualità, in chiave surreale. Interessante la chiave della proposta: suggestioni del teatro dell’assurdo, filastrocche che si colorano di un tocco noir e qualcosa del Woyzeck che riecheggia.

 

Compagnia Associazione Culturale Officine Dagoruk presenta
I TORMENTI DEL SIGNOR K
scritto e diretto da Daniele Gonciaruk
con Daniele Gonciaruk, Francesco Natoli, Gerri Cucinotta, Gabriele Celona e Antonio Previti


In una società come la nostra, sempre più piena di contraddizioni, i “signor k” ovvero gli uomini esclusi, derisi, emarginati, impoveriti dal capitalismo moderno, si moltiplicano tra l’estenuante precariato, la cattiva politica e la perdita di quei fondamentali valori che dovrebbero essere propri di una democrazia moderna ed evoluta. Cosa accadrebbe a un uomo se una mattina si svegliasse in una cella di un carcere senza sapere come e perché ci sia finito e scoprisse d’improvviso che il mondo gli si è rivoltato contro?

E’ quello che accade a un uomo privato anche del suo nome dal proprio carceriere, come simbolo di un’identità alla quale non ha più diritto. Un uomo piccolo piccolo ma onesto si ritrova in una vicenda assurda che lo porta a subire la carcerazione dove i veri colpevoli sono i guardiani, il direttore del carcere e in generale il sistema politico e della giustizia. In un paese senza identità nel quale certo ci si può riconoscere da vicino, un dramma da teatro dell’assurdo, è trattato in una chiave originale, quella di interventi musicali in forma di musical e di un fraseggio in rima, quasi una tragica filastrocca, che smorza con ironia il contenuto dai toni esistenziali.

La riflessione del protagonista passa dallo smarrimento del “Cosa ci faccio io qui?”, pur essendo un uomo sempre onesto, al domandarsi il perché “Tutto questo capita proprio a me?”. Dietro gli interrogativi macro dell’assurdità del male. Ad una lettura più immediata anche una commedia degli equivoci come quando tornando a casa dalla moglie alla quale non ha mai smesso di pensare - che però, si intuisce, si sia consolata in fretta - riceve improperi per essere sparito senza spiegazione.

Emerge un uomo annientato da un mondo impazzito al quale non chiede più risposte e nemmeno pietà. “Dimesso” dal carcere, più che un uomo liberato appare come un uomo del quale la prigione si è finalmente sbarazzata; così anche il suo primo incontro all’esterno, apparentemente solidale ma in fondo cinico, gli conferma l’impossibilità della comunicazione tra esseri umani accanto ad un disperato bisogno della stessa. Insomma riaffiorano tanti temi tipici della cultura del Novecento.

Il temporale che ha sorpreso lo spettacolo a metà sembra parte del copione, con gli spettatori che si sono chiesti: perché proprio adesso e proprio a noi?

 

Roma Fringe Festival 2016 - Villa Ada, via di Ponte Salario 28 (Roma)
Repliche dello spettacolo: palco B 2/9 ore 23.10, 5/9 ore 19.30, 7/9 ore 21.20
Biglietti: 6 € ogni spettacolo
Apertura botteghino: ore 18.30

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Marta Volterra, Ufficio stampa HF4
Sul web: www.villaada.org - www.romafringefestival.it

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