I Suoceri Albanesi - Teatro Sala Umberto (Roma)

Scritto da  Sabato, 11 Febbraio 2017 

In scena al Sala Umberto fino al 19 febbraio, una gustosa commedia tipicamente italiana con Francesco Pannofino ed Emanuela Rossi, “I Suoceri Albanesi” di Gianni Clementi, che si conferma autore vincente in questo genere, in grado di far ridere affrontando temi seri e di forte attualità senza perdere il senso della narrativa. Accanto ai due protagonisti Andrea Lolli, Silvia Brogi, Maurizio Pepe, Filippo Laganà ed Elisabetta Clementi per la regia di Claudio Boccaccini e la produzione Viola Produzioni.

 

Viola Produzioni Srl presenta
Francesco Pannofino | Emanuela Rossi in
I SUOCERI ALBANESI
di Gianni Clementi
con Andrea Lolli, Silvia Brogi, Maurizio Pepe, Filippo Laganà, Elisabetta Clementi
regia di Claudio Boccaccini

 

Due ore spassose durante le quali una giovane coppia che ha sognato la rivoluzione e ancora conserva qualche sogno, si vede costretta a fare i conti con l’età che imborghesisce anche i più resistenti e la paura di invecchiare, oltre che con i tempi che cambiano, trovandosi ad affrontare la figlia adolescente di oggi, perennemente connessa con tutti tranne che con le voci reali, quelle che escono dalle bocche e non dalle cuffiette. I personaggi ricostruiscono un microcosmo variegato, ognuno con i propri guai, dall’amica erborista vagamente new age ma ossessionata dal non piacere più agli uomini e alla ricerca disperata dell’ultima occasione, al nuovo vicino di casa che vive di glorie passate, del mito del viaggiatore e di esperienze singolari - nostalgico soprattutto della sua vita a Shangai - ma poi si accontenta di corteggiare il cameriere di un ristorante cinese sotto casa, La grande muraglia, che mette fine all’ultima speranza dell’erborista.

Al cento della vicenda una coppia che, pur essendo calata nell’attualità, è circondata da un décor in stile anni Ottanta: il protagonista Lucio, interpretato in modo spassoso e convincente da Pannofino, cinquantacinquenne, consigliere comunale progressista, e la moglie, Ginevra, cinquantenne, giornalista, con un passato fatto di lotte politiche e rivolte generazionali, ma ormai decisamente più attenta alla propria immagine glamour, attratta dalla cucina molecolare, conducono un’esistenza improntata al politically correct, cercando quotidianamente di trasmettere alla figlia sedicenne, Camilla, valori che la svogliata ragazza ignora completamente.

Ogni occasione è buona per ribadire simili concetti: a tavola, ascoltando un telegiornale, commentando episodi di vita. Ma come in tutte le famiglie anche le incombenze pratiche occupano uno spazio importante nella vita di Lucio e Ginevra e la rottura di una tubazione del bagno di servizio, che rischia di allagare l’appartamento sottostante, obbliga i coniugi a chiamare una ditta per il restauro completo del servizio igienico. La ditta è formata da due ragazzi: Igli, 27 anni e Lushan di 18. Sono albanesi, provenienti da un piccolo paese sulle montagne del nord, al confine con il Kossovo, con una storia alle spalle di quelle che si leggono tutti i giorni sui quotidiani e che si intuisce: viaggi su barconi fatiscenti, periodi di clandestinità, infine l’agognato permesso di soggiorno e adesso una ditta, con tanto di partita Iva e lavoro in quantità.

Un esempio da seguire per Camilla che viene invitata dal padre a stringere amicizia. Tra i due giovani scoppia un amore che, al di là dell’ingenuità e di una spontaneità che li travolge, sembra sincero, convinto e convincente alla fine anche per i due genitori che, al di là delle dichiarazioni di principio, appaiono seriamente preoccupati per la precoce gravidanza della figlia.

La commedia ha il merito di mantenere un certo equilibrio senza eccessi di buonismo né di pregiudizi, mostrando anzi che anche gli stranieri hanno un loro razzismo, perché c’è sempre un altro che appare come un alius e non semplicemente un alter. I due genitori appaiono disorientati e cercano di informarsi sui costumi albanesi e sul canoun, la legge in materia di matrimonio trattandosi di un ragazzo musulmano, ma sembrano davvero più premurosi che pregiudiziali nelle loro posizioni. Saranno soprattutto la luce negli occhi di Camilla e quel sorriso che non aveva più avuto dai tempi della scuola a convincerli e a superare ogni barriera. La commedia, nella sua comicità sincera e delicata, è un’iniezione di buon umore non banale e un invito ad ascoltarsi.

Lo spettacolo torna in scena anche per la stagione 2016/2017, dopo il grande successo di critica e di pubblico della scorsa stagione in tutto il territorio nazionale, riassumibile in pochi numeri: 50 città, 86 repliche, 50.000 spettatori e una lunga serie di “sold-out”.

 

Teatro Sala Umberto - via della Mercede 50, 00187 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6794753, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: giovedì e venerdì ore 21, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17
Biglietti: da 32€ a 23€

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Silvia Signorelli e Monica Menna, Ufficio stampa Teatro Sala Umberto
Sul web: www.salaumberto.com

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