I ragazzi irresistibili - Teatro Olimpico (Roma)

Scritto da  Enrico Vulpiani Giovedì, 12 Dicembre 2013 

Eros Pagni e Tullio Solenghi sono "I Ragazzi Irresistibili" nella brillante commedia di Neil Simon: due protagonisti dalla forte vena comica per un classico della risata, in scena dal 10 al 22 dicembre al Teatro Olimpico per la regia di Marco Sciaccaluga.

   

 

 

Produzione Teatro Stabile di Genova presenta
I RAGAZZI IRRESISTIBILI
di Neil Simon
con Eros Pagni, Tullio Solenghi, Mariangeles Torres, Massimo Cagnina, Marco Avogadro, Pier Luigi Pasino
scene e costumi Guido Fiorato
musiche Andrea Nicolini
luci Sandro Sussi
regia Marco Sciaccaluga

 

 

Due ex comici di vaudeville, dopo aver trascorso insieme più di quarant’anni della loro vita, si separano, ponendo così fine a una coppia di successo. Mentre Al Lewis (Tullio Solenghi) è andato in pensione e vive tranquillamente la propria vecchiaia, Willie Clark (Eros Pagni) non ha mai perdonato al socio di averlo privato del lavoro, mettendo la sua vita e la sua carriera sotto naftalina molto prima di quanto lui avesse voluto. Ora, per iniziativa del nipote e agente di Willie, la coppia ha l’occasione di ricomporsi per proporre davanti all’occhio della telecamera lo sketch che l’aveva resa celebre; ma molti ancora sono gli ostacoli da superare, inaspriti dal trascorrere degli anni e dagli acciacchi dell’età.

 

Marco Sciaccaluga firma la regia di questa versione del testo di Neil Simon, giocando sui ritmi e sugli slanci di due attori bravissimi, Eros Pagni e Tullio Solenghi, che indossano a pennello le vesti dei due personaggi. Un omaggio indiretto anche alla carriera dei due interpreti, i quali, recitando, non potranno non aver caricato quelle battute con il proprio vissuto. Testimonianza, con nostalgico affetto, della gloriosa tradizione del vaudeville americano; esempio di comicità scoppiettante, unita ad una nostalgia poetica.

 

E' nota l'inclinazione alla malinconia dei grandi comici e degli esseri umani in genere, tale vena si fa più forte e ambiziosa in tarda età. Non più soffocati dall'attività quotidiana vengono alla luce i rancori mai sopiti, le frasi dette, quelle non dette, i momenti perduti e quelli sprecati, l'orgoglio fa da diga, tiene fuori i propri errori e lascia fluire le accuse verso gli altri, mai volutamente compresi.

 

Eros Pagni con la sua sensibilità, riesce a restituirci la figura indispettita e imbronciata di un grande attore, la cui carriera è ormai al capolinea, un bambino anziano, sgambettato dalla vita. Si rifiuta di riconoscere quanta buona sorte gli abbia arriso nell'arco della propria esistenza e rimprovera al suo caro amico, d'arte e di vita, la responsabilità per la prematura interruzione del loro “giocattolo”, cioè del loro sodalizio artistico. Con la stessa violenta infelicità di un amante tradito, consapevole però che gli stati di grazia che si creano fra persone sono un dono e quando si sciolgono come neve, non si può trattenerne l'acqua fra le mani ma solo ammirarla scivolare via e ricordarne la bellezza e la fortuna di averla potuta condividere.

 

Willie Clark e Al Lewis sono comunque fortunati, l'eco del ricordo non è amplificato dalla solitudine: il primo ha un dedito nipote che lo assiste con la scusa di fargli da agente, mentre l'altro ha una figlia che lo ha accolto nella sua casa nel New Jersey e lo accompagna ovunque egli desideri. Willie è ancorato al passato, alla sua città, alla sua voglia di non mollare, di essere ancora e per sempre il grande attore, Al invece ha avuto la buona sorte di accettare le mutazioni del proprio destino, di saper apprezzare la contemplazione del proprio passato attraverso la serena comprensione del proprio presente.

 

La scenografia è molto pertinente, curata e assolutamente credibile, riesce a offrire la visione dei diversi ambienti allo stesso tempo. La scrittura di Neil Simon è sempre piacevole e arguta, anche se in alcune scene il testo potrebbe essere snellito per ottenere una maggiore efficacia. Insieme a Pagni, lo stesso Solenghi ci regala la sua caratteristica e piacevole verve brillante, lasciando nello spettatore, in alcuni passaggi, un sapore proustiano dei grandi successi del Trio. Non sono da meno gli altri attori che li sostengono ottimamente.

 

Lo spettacolo offre un piacevole e dichiarato pretesto per un omaggio al “vaudeville”, genere teatrale che nacque in Francia a fine Settecento e poi venne esportato con successo anche in America; il termine indica le commedie leggere in cui alla prosa vengono alternate strofe cantate su arie conosciute, le vaudevilles, appunto. Un po' di leggerezza, ogni tanto, è necessaria e spesso indispensabile per lasciar passare messaggi più profondi.

 

 


Teatro Olimpico - Piazza Gentile da Fabriano 17, 00195 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/3265991, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Botteghino aperto tutti i giorni orario continuato 10-19
Biglietteria online: http://biglietteria.teatroolimpico.it
Orario spettacoli: dal lunedì al sabato ore 21, domenica ore 18, riposo giovedì
Biglietti (più diritto di prevendita): poltronissima € 27, poltrona/prima balconata € 22, seconda balconata € 18, junior (4-14 anni) € 14


Articolo di: Enrico Vulpiani
Grazie a: Sara Maccheroni, Ufficio stampa Teatro Olimpico
Sul web: www.teatroolimpico.it

 

 

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