I Promessi Sposi - Biblioteca Angelica (Roma)

Scritto da  Sabato, 21 Giugno 2014 

Nuova sperimentazione da un classico monumentale per Massimiliano Finazzer Flory, che gioca questa volta non solo con la voce e le parole ma esalta l’interpretazione, la diversificazione dei personaggi, mettendo sempre al centro il testo. La parte più gestuale è affidata alla danza, che è anche maschera, perfettamente sincronica con la voce dei ruoli multipli del protagonista. In alcuni passaggi la resa è commovente.

  

I PROMESSI SPOSI
da Alessandro Manzoni
riscrittura, regia e interpretazione di Massimiliano Finazzer Flory
coreografie di e con Gilda Gelati, già prima ballerina del Teatro alla Scala 

 

La tragedia greca manifesta la propria attualità, perché al di là dell’ambientazione e del valore del coro, pone al centro il testo che racconta l’universale, pur declinato in chiave greca con una connotazione storico-mitologica. Con la rivisitazione dei classici, dopo “Pinocchio”, Finazzer sembra cercare l’archetipo, che nel caso de’ “I promessi sposi” è la dinamica del matrimonio, l’arroganza dei potenti, l’impotenza di fronte alla sventura, la sudditanza della povertà che diventa rabbia, una metafora di condizioni sempre attuali nel privato come nel pubblico.

Qui è al centro il grande tema della fede e della fortuna, dell’autodeterminazione e della coralità della storia. Su questo pone l’accento alla fine del racconto, sulla morale che per evitare i guai non basta la buona condotta, meglio è affidarsi a Dio che troverà il modo di proteggerci. Questa conclusione, racconta Finazzer, è ‘il sugo della storia’ e il pubblico è invitato alla benevolenza verso chi l’ha scritta e, se si è divertito, anche verso chi l’ha ‘accomodata’.

L’interattività è giocata senza effetti speciali con il passeggiare tra il pubblico disposto a semi-cerchio e il teatro che è fatto di nulla, un ritorno alle origini: testo e voce, con il gioco dell’espressione e della gestualità dove la misura è inversamente proporzionale all’intensità. E’ il coraggio delle regie di Finazzer che convince. Pochi attrezzi di scena, quasi simbolici, su una sorta di altare naturale della Biblioteca Angelica, l’abito di Lucia e di Renzo, un crocifisso e qualche libro.

Impeccabile il gioco di luci, che dal buio passa al calore del giorno e ai toni freddi della luna così come la musica che questa volta diventa una colonna sonora. La danza, con la raffinata espressività di Gilda Gelati, è più fusa con la recitazione in questo spettacolo, sincronica nei gesti con il protagonista, è a tratti la maschera alla quale dà voce, in altri quadri perfettamente funzionale al cambio di scena, quasi un effetto cinematografico di dissolvenza.

La partenza è fedele al testo con l’esordio del romanzo, la descrizione del Lago di Como e l’incontro di Don Abbondio con i Bravi. Poi la sintesi diviene sempre più evidente ma sufficiente; senza ridursi ad abstract consente di concentrare l’emotività, attraverso il rapimento di Lucia vissuto nell’incontro con Don Rodrigo, un confronto intimo che consente l’illustrazione della fede di lei. Quindi la rivolta del pane; il flagello della peste e l’episodio commovente di Cecilia, fino alla riflessione sui mali del mondo che si prestano ad una lettura diversa. Se la peste è un flagello, è anche una scopa che ripulisce il mondo; e quindi consente il compimento del matrimonio e il trionfo del bene.

Interessante la lettura, ritmica, accelerata, che spiazza lo spettatore. Finazzer ama sempre la sfida dell’esercizio virtuosistico, mai fine a se stesso, per sperimentarsi e torcere i testi alla sua visione. In questo caso il timbro è quasi futuristico, attualizzato come una partitura jazz che consente l’improvvisazione e l’attualizzazione senza far svanire la poesia. Gli ultimi suoi lavori hanno una venatura più matura e morbida, ora l’ironia, ora l’emozione. 



Biblioteca Angelica - piazza Agostino 8, 00186 Roma
Orario spettacolo: venerdì 20 giugno serata unica
Biglietti: ingresso libero fino ad esaurimento posti
Durata: 70 minuti senza intervallo 

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Sul web: www.biblioangelica.it

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