I parenti terribili - Teatro Arcobaleno (Roma)

Scritto da  Mercoledì, 29 Maggio 2013 

Dal 22 maggio al 2 giugno 2013. Padre, madre, figlio e zia: questi gli abitanti del “carrozzone”, una famiglia come tante dove regna il disordine, dove i vestiti e i panni vengono tirati fuori alla rinfusa e messi poi prontamente a posto.

 

 

ASSOCIAZIONE CULTURALE LE PERLE DI NOVEMBRE
Teatro Arcobaleno
dal 22 maggio al 2 giugno 2013


I PARENTI TERRIBILI
di
Jean Cocteau

 

adattamento e regia
Ilaria Testoni


Con
Mauro Mandolini, Francesca Di Nicola, Annalisa Biancofiore, Sebastiano Gavassso, Manola Rotunno
Musiche
Giovanni Zappalorto


Nel cinquantenario della morte di Jean Cocteau, l’Associazione culturale “Le Perle di Novembre” omaggia il grande drammaturgo francese mettendo in scena uno dei suoi capolavori “I parenti terribili”, al Teatro Arcobaleno dal 22 maggio al 2 giugno.


Padre, madre, figlio e zia: questi gli abitanti del “carrozzone”, una famiglia come tante dove regna il disordine, dove i vestiti e i panni vengono tirati fuori alla rinfusa e messi poi prontamente a posto.


Yvonne: la madre. “Genitore affettivo” per dirla alla Berne, che diviene soffocante. Genitore che usa oggetti come feticci, come surrogati del figlio che culla e stringe a se. Genitore che diviene “normativo” nell’accezione negativa (sempre per dirla alla Berne): ricattatoria, giudicante, critica e distruttiva.
Michel: il figlio. Attaccato alla gonna della mamma e innamorato di Madeleine. Vive in contrasto tra il gioco di seduzione instaurato con lei e lo sperimentarsi in una relazione più sana con una donna.
La zia: sorella di Yvonne. E’ l’ordine fatto a persona. Un ordine fatto di intrighi, seduzioni nascoste. Contraddirsi è il suo disordine.
Il padre: burattino nelle mani delle due donne della casa.


“I parenti terribili” è tutto questo, e di più. Un testo esemplare, bellissimo, assurdo. Con colpi di scena, dinamiche e sovrapposizioni che mi ricordano Pinter.


I personaggi del “carrozzone” mettono in scena le loro dinamiche quando l’equilibrio viene alterato da Madeleine. E’ in quel momento che vengono a galla le verità, i sotterfugi, dove il paradosso dominante è “ti ho ingannato perché ero sincero”. E’ in quel momento in cui il triangolo psicodrammatico prende forma: dove salvatore, persecutore e vittima si scambiano di ruolo.


La pioggia battente è il white noise di tutto lo spettacolo. Un rumore di fondo che è un mantra, che è ordine e disordine al contempo. Un rumore di fondo che copre le imperfezioni e che, come una goccia cinese, porta alla pazzia.


“I parenti terribili” portati in scena da Ilaria Testoni (ho ancora in mente il suo bellissimo “Le affinità elettive”) tuttavia non mi convincono fino in fondo.


Bravi gli attori, belle le scene. Un po’ meno le luci (ho avuto l’impressione che ci fosse qualche guasto). Me ne sono andato con la sensazione che “mancasse qualcosa”. Forse l’alchimia, il collante.
Forse sono stato rapito talmente dal testo che mi sono sentito nudo e fragile. Forse un po’ di quel disordine mi è entrato dentro, ha scardinato le mie convinzioni e mi ha destabilizzato.
Forse il tema dell’aiuto mi ha trafitto il cuore. Dove iniziamo a servire gli altri e dove noi stessi?


Sono arrivato a casa con una insaziabile voglia di zucchero.
Forse era ciò che mi mancava.

 

Teatro Arcobaleno
Via Francesco Redi 1/a
06.4402719
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Articolo di: Ilario Pisanu
Grazie a: Ufficio Stampa Tiziana Cusumà
Sul web: www.teatroarcobaleno.it

 

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