I mancati giorni - Teatro Tordinona (Roma)

Scritto da  Sabato, 16 Dicembre 2017 

“I mancati giorni” è una raccolta di monologhi scritti in età giovanile da Gianluca Riggi; raccontano un periodo preciso della vita di un uomo, le sue ansie, gli stati esistenziali d'angoscia alternati a stati di imbecillità, narrano gli eventi tragici della nostra storia europea e nazionale attraverso lo sguardo di un giovane che vive i suoi primi sentimenti d'amore e non sa restituirgli un nome. Il terrorismo, la guerra in Bosnia, Belgrado, Restore Hope. Sesso, sentimenti, amore e morte, sono i temi trattati in maniera quasi ossessiva dai protagonisti dei vari monologhi, legati tra di loro da una sottile linea tematica, dalla gioventù degli attori e dei personaggi narrati. Un esperimento teatrale realizzato con giovani attori, per studio, per cercare di recuperare dei testi scritti oltre venti anni fa, che sono tornati, incredibilmente, di una crudele e stupefacente attualità, nonostante i numerosi anni trascorsi, nonostante tutto. Al centro del lavoro c'è l'attore con il suo corpo e la sua presenza, la sua capacità di rapportarsi alla parola e renderla viva.

 

I MANCATI GIORNI
di Gianluca Riggi
con Giovanni Alfieri, Riccardo Cananiello, Gianluca Riggi

 

Mettiamo che un bravo drammaturgo contemporaneo infili nel suo frullatore di idee un pezzo del "Cioni Mario" di Giuseppe Bertolucci che nel 1974 lanciò l'allora giovane e sconosciuto Roberto Benigni, aggiungendo alcuni chicchi del "Risotto" di Amedeo Fago, uno spettacolo cult dei primi anni Ottanta, una spruzzatina dei primi lavori della Smorfia di Troisi, Arena e Decaro... e, tanto per insaporire, qualche profumo chapliniano ed un pizzico di Buster Keaton: così potremmo farci un'idea di questo stralunato, contorto, provocatorio, rissoso e al contempo spassoso testo di Gianluca Riggi "I mancati giorni" interpretato da due ottimi giovani comici - Giovanni Alfieri e Riccardo Cananiello - di cui sono certo sentiremo parlare.

La piccola Sala Strasberg del Teatro Tordinona viene trasformata dalla precisa regia dell'autore Riggi appunto in quel frullatore di idee e situazioni ora ironico-surreali come espunte dalla fantasia di un Woody Allen prima maniera, ora ansiogene dalla depressione esistenziale che genera mostri del Lynch delle scatole cinesi di "Strade pericolose". Un contenitore magico dunque di girandole e fuochi di artificio in cui il duo Alfieri-Cananiello si spertica in canotta e mutande masticando e rimasticando il testo parte in italiano, parte nei loro dialetti d'origine, pugliese e siciliano, in cui l'indigestione di una mefitica peperonata sprigiona rumori, umori e gesta in cui l'ansia del vivere, la congestione intestinale, la solitudine beckettiana, il teatro nel teatro, con la richiesta agli spettatori di partecipare pirandellianamente al gioco, creano un sagace miscuglio di lingue, tecniche e funzioni drammaturgiche di forte impatto.

Alla fine restano dell'intera umanità, dissoltasi per un qualche cataclisma, solo loro due sulla faccia della Terra a darsi la caccia, a lottare per sopravvivere uno a scapito dell'altro, uno sull'altro, in una lotta di corpi che sembra una macabra danza di mors tua vita mea.

Insomma uno spettacolo intenso, composto da diversi monologhi giovanili di Riggi che però tendenzialmente formano un unico "spaccato" drammaturgico, da sciropparsi fino alla fine per carpirne il senso iconoclasta e dissacrante, se non proprio innovativo, certo insolito in un periodo culturale dominato dal ritorno di un piatto realismo in cui il "tema", il contenuto, prevale sulla forma. Qui invece il "tema" è la mancanza del tema, il contenuto sta nella dissoluzione del teatro e della drammaturgia in una forma totalmente astratta e leggera come lo è l'anima: appena pochi grammi in cui però c'è quasi tutto (terrorismo, guerra dei Balcani e molto altro nei riflessi sulla coscienza della cosiddetta Grande Storia), compreso qualche brandello di realtà "esterna" come l'ambulanza che passa fuori dal teatro a sirene spiegate e che viene inglobata nel testo come fece Dario Fo durante una replica di "Mistero buffo".

 

Teatro Tordinona (Sala Starsberg) - Via degli Acquasparta 16, Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06.7004932
Orario spettacoli: ore 21, domenica ore 18
Biglietti: intero € 12, ridotto € 7 (più tessera associativa)

Articolo di: Enrico Bernard
Grazie a: Carla Romana Antolini, Ufficio stampa Teatro Tordinona
Sul web: www.tordinonateatro.it

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