I Giocatori - Teatro Franco Parenti (Milano)

Scritto da  Martedì, 20 Gennaio 2015 

Dal 16 al 25 gennaio. Enrico Ianniello propone sul palco del Teatro Franco Parenti di Milano, un altro testo del catalano Pau Mirò. Dopo il successo di "Chiove", con la regia di Francesco Saponaro, presenta infatti "Els Jugadors, Jucatùre", ovvero "I Giocatori", Premio Ubu 2013 come migliore novità straniera. È a lui che si deve traduzione e regia di questa commedia ambientata da Mirò in uno squallido appartamento di Barcellona, nella zona malfamata del Raval, e trasposta dal regista napoletano in una stanza squallida probabilmente di Napoli. Il napoletano è la lingua viva, colorata, evocativa, scelta per raccontare con ironia ed una punta di amarezza, la vita vuota ed in bianco e nero dei personaggi.

 

Produzione Teatri Uniti in collaborazione con OTCe Institut Ramon Llull presenta
I GIOCATORI
di Pau Mirò
con Enrico Ianniello, Renato Carpentieri, Tony Laudadio, Giovanni Ludeno
traduzione e regia Enrico Ianniello

 

Sono quattro giocatori accaniti: il barbiere, che è andato perdendo sempre più il lavoro perché i clienti o muoiono o perdono i capelli. Ora poi, il lavoro lo ha perso del tutto, è stato licenziato, ma si arrabatta per continuare a portare soldi alla moglie per il terrore che lei lo lasci; l’attore, che continua a fare provini che provano solo la sua incapacità di fare l’attore. Le due volte in cui è stato scritturato, non è riuscito a recitare perché è arrivato in ritardo o non si è proprio presentato. Nel frattempo però, ruba nei supermercati: bottiglie di whisky scadente, caffè e qualche fetta biscottata; l’acchiappamorti che è contento del suo lavoro di becchino anche se mal pagato perché è un lavoro tranquillo, visto che i morti non si agitano. È innamorato di una prostituta ucraina che gli racconta dei fattarelli della sua terra lontana. È geloso di lei, della sua relazione con i clienti e con il protettore; e poi c’è il professore, il vecchio professore universitario, che insegnava matematica, l’unica certezza della sua povera vita. Ma anche la matematica l’ha tradito, facendogli sbagliare, durante una lezione, un calcolo semplicissimo. Solo che l’alunno più ignorante se ne è accorto e con arroganza l’ha urlato alla classe. È li che il professore ha sentito cedere la sua unica sicurezza e, in un atto improvviso, ha colpito il giovane alla testa causandogli un trauma cranico, seguito da sospensione dall’incarico e da processo penale. Le loro vite sono raccontate in napoletano verace, tra battute, piccoli fraintendimenti, aneddoti, che nascondono sarcasmo, accettazione e sfiducia ma anche voglia di riscatto. Se vi piace il genere, riderete.

Quella squallida cucina dal frigo perennemente vuoto, riempita però dall’accettazione reciproca dei compagni di gioco accomunati da solitudine, fallimento professionale e affettivo, povertà, è la cosa che più assomiglia alla famiglia. Nel gioco a carte, i quattro riescono a sentire ancora l’adrenalina, pochi centesimi di minuto dove la vita, quasi spenta, riprende a pulsare. Ed ecco allora che, mentre la vita si assottiglia sempre più in soldi e passione, come un lampo, i quattro vengono attraversati dall’idea di un colpaccio ad una banca che li riscatterà.

Gli attori in scena sono quattro, anzi cinque: il napoletano, dialetto che con la sua concretezza, sonorità, capacità evocativa pittorica, assurge a quinto personaggio.


Teatro Franco Parenti - via Pier Lombardo 14, 20135 Milano
Per informazioni e prenotazioni:
telefono biglietteria 02/59995206, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: venerdì ore 20.30; sabato ore 19.30; domenica ore 15.30; lunedì riposo; martedì ore 20.30; mercoledì ore 19.30; giovedì ore 21.30
Biglietti: intero €32; ridotto over60 €18; ridotto under25 €15; convenzioni €22,50

Articolo di: Raffaella Roversi
Grazie a: Francesco Malcangio, Ufficio stampa Teatro Franco Parenti
Sul web: www.teatrofrancoparenti.it

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