I fratelli Karamazov - Teatro della Corte (Genova)

Scritto da  Sabato, 15 Febbraio 2020 

Dall’ 11 al 16 febbraio. “I fratelli Karamazov”, ultimo romanzo di un gigante della letteratura come Fëdor Dostoevskij, rappresenta, secondo molti critici, tanto il punto più alto della sua produzione quanto una sorta di testamento spirituale. I conflitti dilanianti, l’assassinio del padre, il processo al figlio parricida divampano nel nuovo adattamento teatrale, proposto dalla Compagnia Glauco Mauri Roberto Sturno con la regia di Matteo Tarasco, di un romanzo che tocca i massimi problemi etici.

 

Compagnia Glauco Mauri Roberto Sturno, Teatro della Toscana Teatro Nazionale presentano
Glauco Mauri e Roberto Sturno in
I FRATELLI KARAMAZOV
regia Matteo Tarasco
con (in ordine di entrata) Paolo Lorimer, Pavel Zelinskiy, Gabriele Anagni, Laurence Mazzoni, Maria Chiara Centorami, Viviana Altieri
scene Francesco Ghisu
costumi Chiara Aversano
musiche Giovanni Zappalorto
luci Alberto Biondi

 

La cura nel tratteggio della figura di ciascuno dei personaggi e la capacità di trattare, attraverso una vicenda individuale e che ci appare vicina e concreta, questioni universali, che appartengono al cuore di ogni essere umano, non smettono di suscitare stupore e ammirazione, anche a più di un secolo dalla pubblicazione del romanzo, datato 1879.

Glauco Mauri, che interpreta splendidamente il ruolo di Fëdor Pavlovič, rilegge e racconta l’impostazione di Dostoevskij come una sorta di immagine speculare di quello che sarà, a metà del ‘900, il teatro dell’assurdo Beckettiano. Ne “I fratelli Karamazov” infatti non è “la tragedia del vivere che diventa farsa”, ma “la farsa del vivere che diventa tragedia”.

In altre parole, un racconto di sé e degli altri che vorrebbe farsi leggero, quasi spensierato, finisce per rivelare, attraverso le tensioni che si generano tra i personaggi, dinamiche più profonde, aspirazioni e desideri che i protagonisti faticano a confessare perfino a se stessi.

Tre fratelli: Dmitrij, Ivan, Aleksej. Tutti in qualche modo legati e influenzati dalla dominante, ingombrante, figura del padre Fëdor. Un quarto figlio, illegittimo, di nome Smerdjakov, vive con Fëdor in qualità di servo. Ciascuno dei personaggi, a suo modo, è irrisolto. E proprio nella manifestazione di tale incompiutezza si racchiude la loro scintilla di vitalità che, complice anche l’attenta regia di Matteo Tarasco, avvince lo spettatore e lo accompagna in una profonda indagine psicologica.

Lo slancio di Dmitrij, la fede di Aleksej, la razionalità di Ivan, l’avidità di Fëdor. Gli amori ricambiati e non ricambiati, per l’orgogliosa Katerina Ivanovna e l’affascinante Grušenka. Si ha l’impressione che, dietro una battuta sferzante, si celi l’ansia di capire, l’ansia con cui ciascuno di loro, e ciascuno di noi, cerca un proprio luogo della mente e dello spirito, in cui sentirsi finalmente a casa.

E in questa farsa del vivere che si fa tragedia, anche quando il dolore diventa violenza, non sarà facile individuare, univocamente e senza essere attanagliati dal dubbio, dei colpevoli. Si faticherà a trovare risposte, forse, perché “I fratelli Karamazov”, come ogni grande capolavoro, continua, a ogni rilettura, a ogni messa in scena, a porre nuove domande.



Teatro della Corte - Piazza Borgo Pila 42, 16129 Genova
Per informazioni e prenotazioni: telefono 010/5342300, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: martedì, mercoledì, venerdì, sabato ore 10-21 (in assenza di spettacolo ore 10-20), giovedì ore 10-20, domenica ore 15-18
Orario spettacoli: tutte le sere ore 20.30, giovedì ore 19.30, domenica ore 16, lunedì riposo
Biglietti: 1° settore € 25, 2° settore € 17, giovani (fino a 26 anni) € 12

Articolo di: Damiano Verda
Grazie a: Mattia Scarsi, Ufficio stampa Teatro Stabile di Genova
Sul web: www.teatrostabilegenova.it

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