I Fratelli Karamazov - Teatro della Pergola (Firenze)

Scritto da  Domenica, 03 Febbraio 2019 

Dal 29 gennaio al 3 febbraio Glauco Mauri e Roberto Sturno, diretti da Matteo Tarasco, sono i protagonisti de “I Fratelli Karamazov” di Fëdor Dostoevskij al Teatro della Pergola di Firenze. Uno spettacolo ricercato, classico nel testo e nell’esecuzione, ineccepibile e dalla preziosità sempre più rara. Il testo di grande intensità è certamente impegnativo ma lo spettacolo è molto fruibile grazie ad un’azione distesa e a una modulazione molto armonica che non tende a sovraccaricare, ma a ‘togliere’, a valorizzare l’essenziale come essenza. Grande cura e pulizia nei costumi e nelle scene. Lo spettacolo, dopo le repliche fiorentine, approderà al Teatro Eliseo di Roma dal 5 al 17 febbraio.

 

Produzione Compagnia Glauco Mauri Roberto Sturno - Fondazione Teatro della Toscana presenta
Glauco Mauri e Roberto Sturno in
I FRATELLI KARAMAZOV
di Fëdor Dostoevskij
versione teatrale Glauco Mauri e Matteo Tarasco
con (in ordine di entrata) Paolo Lorimer, Pavel Zelinskiy, Glauco Mauri, Roberto Sturno, Laurence Mazzoni, Luca Terracciano, Giulia Galiani, Alice Giroldini
scene Francesco Ghisu
costumi Chiara Aversano
musiche Giovanni Zappalorto
luci Alberto Biondi
regia Matteo Tarasco
foto di scena Manuela Giusto

 

Matteo Tarasco dirige Glauco Mauri e Roberto Sturno ne "I Fratelli Karamazov" di Dostoevskij, regalandoci due attori ancora pieni di energia che ormai hanno fatto un pezzo di storia del teatro italiano. Lo spettacolo è una produzione della Compagnia Mauri Sturno, in collaborazione con la Fondazione Teatro della Toscana, e questa versione teatrale del capolavoro russo è firmata dagli stessi Mauri e Tarasco; gli interpreti sono Paolo Lorimer, Pavel Zelinskij, Glauco Mauri, Roberto Sturno, Laurence Mazzoni, Luca Terracciano, Giulia Galiani e Alice Giroldini in una messa in scena che, come in un autentico spettacolo russo, non prevede un vero protagonista.

In accordo con il teatro russo e prima di tutto con la letteratura russa, lo spettacolo è infatti corale, nella ripartizione dei ruoli, nell’armonia sul palco, nella grandiosità dell’impianto. Uno spettacolo di oltre due ore con un importante lavoro alle spalle per rendere il romanzo una pièce teatrale, che evidentemente ha comportato una riduzione, eppure snello. L’impianto scenico, a cura di Francesco Ghisu, è imponente eppure essenziale, lineare, con luci calibrate di Alberto Biondi e costumi ricchi senza sfoggio di Chiara Aversano. Interessante l’accompagnamento musicale - composizioni di Giovanni Zappalorto - soprattutto nell’equilibrio tra musica e silenzio, tant’è che verso la fine nel monologo si nota come un suono sordo, fisso, e il vuoto sottolinea l’espressività dei passaggi musicali. D’altronde lo spettacolo è giocato decisamente sui vuoti e sui pieni. Tutto concorre con molta cura a valorizzare il testo, al quale gli attori sono prestati. Domina Dostoevskij e non Glauco Mauri che pure è un colosso. Dosati i tempi e l’azione che, pur affrontando un dramma familiare, non è mai frenetica, concitata e questo consente di assaporare le parole dense di questo inferno dantesco che è la famiglia.

Lo scrittore russo si conferma profondo conoscitore dell’animo umano ed osservatore attento quanto spietato sia della società, dei gruppi sociali, sia dell’istituzione fondamentale, appunto la famiglia. Questa comédie humaine in salsa russa è feroce, meno bieca, meno vile di quella di Balzac ma con una forza che spaventa: l’amore e il denaro sono i motori delle azioni collettive e portano con sé passioni accecanti, gelosie, invidie e c’è chi ha entrambi i vizi, quelli del sesso e dell’accumulo, come il vecchio padre che mette i figli uno contro l’altro.

Il sangue finisce per trionfare con una ferocia che nasce quasi dal nulla e che si accende all’improvviso devastando gli stessi carnefici. Come già in “Delitto e castigo”, il carnefice o presunto tale diventa a sua volta vittima sacrificale. Eppure Dostoevskij, in questo capolavoro come in altri, non rinuncia ai grandi sentimenti che segnano anche i ‘cattivi’, dai grandi interrogativi su Dio al senso della sofferenza come espiazione, sino all’onore interiore, non tanto sociale. Forse non è un caso che “I Fratelli Karamazov” sia l’ultimo romanzo scritto da Fëdor Dostoevskij e che la riflessione sull’esistenza di Dio, l’immortalità dell’anima e la giustizia della punizione sia molto presente. È ritenuto tra l’altro il vertice della sua produzione letteraria, un capolavoro della letteratura dell’Ottocento e di ogni tempo. Pubblicato a puntate su “Il messaggero russo” a partire dal gennaio 1879, fu completato solo pochi mesi prima della morte dello scrittore.

La trama del romanzo si sviluppa attorno alle vicende dei membri della famiglia Karamazov, al contesto in cui matura l’assassinio di Fëdor, il capofamiglia, e al conseguente processo nei confronti di Dmitrij, il figlio primogenito accusato di parricidio e spedito in Siberia; a un livello più profondo è il dramma spirituale scaturito dal conflitto morale tra fede, dubbio, ragione e libero arbitrio. Un padre libertino, vizioso, con figli di madri diverse che cercano ognuno la propria strada nel difficile confronto con la falsa autorità paterna, senza autorevolezza.

Dostoevskij non giudica mai: racconta la vita anche nei suoi aspetti più negativi con sempre una grande pietà per quell’essere meraviglioso e a volte orrendo che è l’essere umano”, ha dichiarato Glauco Mauri.

 

Teatro della Pergola - Via della Pergola 30, 50121 Firenze
Per informazioni e prenotazioni: telefono 055/0763333, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 20.45, domenica ore 15.45
Biglietti: intero platea 34€, palco 26€, galleria 18€; ridotto Over 60 platea 30€, palco 22€, galleria 16€; ridotto Under 26 platea 22€, palco 17€, galleria 13€; ridotto Soci Unicoop Firenze platea 26€, palco 19€, galleria 14€

Teatro Eliseo - Via Nazionale 183, 00184 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/83510216, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Botteghino: lunedì ore 13/19, dal martedì al sabato ore 10/19, domenica ore 10/16
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20; mercoledì e domenica ore 17
Biglietti: da 15 € a 35 €

Durata spettacolo: 2 ore e 30 minuti, compreso intervallo

 

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Matteo Brighenti, Ufficio stampa Fondazione Teatro della Toscana
Sul web: www.teatrodellapergola.com - www.teatroeliseo.com

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