I Fiori del Latte - Teatro Cilea (Napoli)

Scritto da  Sabato, 22 Dicembre 2018 

Biagio Izzo è tornato in scena con lo spettacolo firmato da Eduardo Tartaglia “I Fiori del Latte”, per la regia di Giuseppe Miale di Mauro. Una commedia attuale, capace di unire con intelligenza il lato comico di un avveniristico caseificio campano completamente biologico con le dolorose vicende di un territorio minacciato quotidianamente dalle problematiche della Terra dei Fuochi e dei rifiuti tossici.

 

I FIORI DEL LATTE
di Eduardo Tartaglia
regia Giuseppe Miale di Mauro
con Biagio Izzo, Mario Porfito, Angela De Matteo, Stefano Jotti, Stefano Meglio, Ivan Senin
luci Gigi Ascione
scene Luigi Ferrigno
costumi Giovanna Napolitano
musiche Mariano Bellopede
produzione esecutiva Giacomo Monda

 

Ci troviamo in un paesino frutto della fantasia chiamato Casaldisottoscalo, nel quale Aniello Scapece (Biagio Izzo) decide di aprire insieme al cugino Costantino (Mario Porfito) un nuovo caseificio chiamato I Fiori del Latte. Una struttura avveniristica, risultato di un progetto audace, che rappresenta il coronamento di anni di sacrifici. Un caseificio con inconsapevoli echi a Baudelaire (I fiori del male) e completamente high-tech, con tanto di logo con mozzarella morsa per rievocare il noto marchio Apple. Un progetto ancora più audace poiché, oltre ad essere nato in provincia di Napoli, vuole ripercorrere la tradizione attraverso un allevamento biologico di bufale e l’assenza di qualsiasi mangime animale, con pascoli incontaminati e metodi di allevamento assolutamente naturali: una vera e propria oasi biologica, futuristica e tradizionale al tempo stesso.

Qualche giorno prima dell’apertura, però, si insinua il dubbio tra i due cugini che i loro prodotti così tanto biologici poi non siano, dopo aver constatato la morte di alcuni animali e aver appreso che alcuni clienti in Ucraina, paese in cui era stata mandata in via di sperimentazione una generosa fornitura di latticini vari, iniziano a sentirsi male. Il ritrovamento di un bidone vicino al recinto delle bufale avvalora il sospetto. Cosa fare allora se il terreno è contaminato? Chiudere ancor prima di aver aperto? Accettare il consiglio del dottore addetto alle certificazioni del territorio di dar fuoco al caseificio per intascarsi l’assicurazione e aprire altrove?

Oltre all’aspetto comico della volontà di mandare i latticini in Est Europa solo perché il protagonista Aniello nutre antipatia verso il popolo che gli ha portato via la sua ex compagna - paradossalmente ridotta a far la badante italiana in Ucraina a causa della mancanza di badanti sul territorio poiché tutte emigrate in Italia - si comprende la necessità dei due cugini di capire cosa fare, con l’ipotesi di una chiusura immediata per non essere morsi dalla propria coscienza. Il riferimento è chiaramente alle vicende tragicamente balzate agli onori della cronaca, relativamente all’interramento di rifiuti tossici nella Terra dei Fuochi, che costrinsero numerose attività della zona al dislocamento nel migliore dei casi, o a licenziamenti di massa nel peggiore.

Aniello però vuole fare chiarezza, sicuro della genuinità del suo territorio e dei suoi prodotti, mostrando che solo attraverso il coraggio di andare avanti e di denunciare la malavita che ordisce piani per far smantellare l’azienda ed essere libera di portare avanti i propri interessi sul territorio, è possibile vivere senza quei rimorsi e quei dubbi che erano stati malignamente insinuati nei due proprietari.

“I Fiori del Latte” è uno spettacolo con una drammaturgia forte, firmata da Eduardo Tartaglia, perché collocata nel solco di un avvenimento di cronaca che nel 2018 sembra estinto, ma che invece ancora non lo è. Il tema dei roghi tossici e delle discariche abusive, insieme agli sversamenti illeciti, è ancora un fattore di pericolosità del territorio, che va combattuto con il coraggio di chi denuncia le organizzazioni criminali ed i collusi che distruggono l’ambiente e le popolazioni di quelle terre dilaniate. Lo spettacolo riesce a raccontare con ironia ed intelligenza il coraggio di una famiglia che decide di andare avanti, di combattere perché dalla parte del giusto, che non vuole fermarsi di fronte alle angherie del più potente. Molto efficace il duo Izzo-Porfito, che regala momenti di comicità mantenendo sempre sostenuto il ritmo della rappresentazione, così come ottime sono anche le interpretazioni di Angela De Matteo, Stefano Jotti, Stefano Meglio ed Ivan Senin, che completano le fila di una compagnia di valore, capace di alternare in maniera sorprendente fasi di comicità ad altre di estrema serietà, come ovviamente richiesto in alcuni momenti dello spettacolo per parlare di tematiche così delicate.

Ben calibrata la regia di Giuseppe Miale di Mauro che, insieme alle scene di Luigi Ferrigno ed alle musiche di Mariano Bellopede, confeziona una cornice veramente piacevole per lo spettacolo. “I Fiori del Latte” è un lavoro teatrale divertente ed impegnato, in cui Biagio Izzo dimostra, come nei suoi ultimi progetti (ad esempio “Dì che ti manda Picone”, spin-off del lavoro di Elvio Porta), la volontà di raccontare problematiche rilevanti del nostro Paese, attraverso un linguaggio che si fa comico in molte fasi dello spettacolo ma non rinuncia a puntare il dito contro quella società omertosa che si macchia ogni giorno di vite di innocenti; a farsi portatore di una urgenza di cambiamento che da Nord a Sud può arrivare solo se ogni singolo cittadino interroga la propria coscienza su quale sia la scelta migliore da compiere non solo per il proprio tornaconto, ma per la società intera.

 

Teatro Cilea - Via S. Domenico 11, 80127 Napoli
Per informazioni e prenotazioni: telefono 0817141801 / 0817141508
Orari botteghino: tutti i giorni ore 10 - 13.30/16.30 – 20

Articolo di: Francesco Gaudiosi
Grazie a: Ufficio stampa Teatro Cilea
Sul web: www.teatrocilea.it

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP