I Duellanti - Teatro Quirino (Roma)

Scritto da  Sabato, 27 Febbraio 2016 

L’esordio alla regia di Alessio Boni confeziona uno spettacolo che per echi tratteggia un’epoca: i duellanti, ussari dell’esercito napoleonico, per vent’anni artefici e vittime di un reciproco inseguimento. La messa in scena, tra belle trovate e musiche accattivanti, si sofferma forse eccessivamente sugli aspetti formali, non permettendo al testo di giungere alla tridimensionalità cui aspira.

 

Federica Vincenti per Goldenart Production presenta
Alessio Boni e Marcello Prayer in
I DUELLANTI
di Joseph Conrad
e con Francesco Meoni
violoncellista Federica Vecchio
traduzione e adattamento Francesco Niccolini
drammaturgia Alessio Boni, Roberto Aldorasi, Marcello Prayer, Francesco Niccolini
maestro d’armi Renzo Musumeci Greco
musiche Luca D’Alberto
scene Massimo Troncanetti
costumi Francesco Esposito
light designer Giuseppe Filipponio
regia Alessio Boni e Roberto Aldorasi

 

Questo è un lavoro sull’avversario e sul diventare adulti”, scrive Francesco Niccolini nelle note di drammaturgia de "I Duellanti". Un continuo gioco di dualismo, di perdita dei confini dell’identità di questi duellanti, Feraud e D’Hubert, speculari e coincidenti protagonisti di un gioco di affermazione reciproca.

Vent’anni di storia, dall’apice al tramonto di Napoleone, fanno da sfondo all’impresa di una vita, raccontata in un ulteriore sdoppiamento di ruoli per la coppia Boni-Prayer, l’uno distinto, signorile, ma infuocato di passione, l’altro sagace, sfrontato, ribelle. Il casuale incontro tra i due è cortocircuito di energie: sfidare l’altro diventa questione di principio, scavalca il tempo, la guerra, le vittorie e le sconfitte pur condivise, i rimproveri dei superiori, attraversa un ventennio e ancora si mantiene indenne.

Se Feraud (Prayer) è la scintilla, D’Hubert (Boni) è la miccia pronta ad essere innescata: l’ardore di un “richiamo della foresta”, il gusto del rischio, il bisogno di tenere in vita l’avversario per prolungare la sfida. E infine quel “diventare adulti” altro non è se non lo scendere a patti con il nemico (o meglio, con se stessi) quando, non più giovani, lo si guarda in faccia con occhi desiderosi di altro, eppure nostalgici di quello slancio.

Una grande cura filologica nelle movenze e posture dei duellanti, nonché nei loro costumi, si inserisce in una scenografia che astrae le ambientazioni, giocando con impalcature in cui echeggiano le navi di Cuore di Tenebra, il Pequod di Melville, l’albero maestro dalla cui sommità guardare negli occhi l’ancestrale nemico.

Veramente efficace il racconto a due voci della campagna di Russia, forse il solo momento in cui i duellanti si trovano a lottare dallo stesso lato contro le insidie dell’ostinazione napoleonica. Un dialogo che si fa eco, le voci si fondono in un’unica evocazione, nella cornice di un disegno luci fendente e obliquamente convergente in un punto centrale, il punto mediano dove i due nemici si identificano.

Il commento musicale del violoncello di Federica Vecchio è in alcune scene contrappunto efficace; sembra però che la regia si soffermi molto sugli aspetti storico-filologici e formali, lasciando allo spettatore il compito di leggere tra le righe l’universalità della lotta con l’io.

Si sente purtroppo la mancanza di quel filtro mitico, di quello spazio di astrazione che, frapponendosi tra i fatti narrati e la platea, avrebbe potuto esaltare meglio la metafora del duello come lotta interiore e sdoppiamento dell’io.

 

Teatro Quirino - via delle Vergini 7, 00187 Roma
Per informazioni e prenotazioni: botteghino 06/6794585, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da martedì a sabato ore 21, domenica ore 17, giovedì 25 febbraio e mercoledì 2 marzo ore 17, sabato 13 febbraio ore 17 e ore 21
Orario botteghino: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19
Biglietti: martedì - mercoledì - giovedì - venerdì - sabato pomeriggio platea € 30 (ridotto € 27), I balconata € 24 (ridotto € 22), II balconata € 19 (ridotto € 17), galleria € 13 (ridotto € 12); sabato sera - domenica platea € 34 (ridotto € 31), I balconata € 28 (ridotto € 25), II balconata € 23 (ridotto € 21), galleria € 17 (ridotto € 15)

Articolo di: Sabrina Fasanella
Foto di: Federico Riva
Grazie a: Paola Rotunno, Ufficio stampa Teatro Quirino
Sul web: www.teatroquirino.it

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