I compromessi sposi - Teatro Sala Umberto (Roma)

Scritto da  Maura Bonelli Venerdì, 23 Aprile 2010 
i compromessi sposi Dal 20 aprile al 2 maggio. Non si può resistere alla comicità di Carlo Buccirosso, qui nei panni di Don Rodrigo, nella rivisitazione in chiave comica e musicale de “I promessi sposi”.

 

 

 

 

 

Teatro Sala Umberto, Roma

Dal 20 aprile al 2 maggio

Augusteo Produzioni presenta

Carlo Buccirosso in

I COMPROMESSI SPOSI

Commedia scritta da Carlo Buccirosso

con: Graziella Marina, Gino Monteleone, Maria Del Monte, Gianni Parisi

scene: Gilda Cerullo

coreografie: Fabrizio Angelini

costumi: Maria Pennacchio

arrangiamenti musicali: Diego Perris

regia: Carlo Buccirosso

 

Premessa. Non si può resistere alla comicità di Carlo Buccirosso. Non si può evitare di rimanere con il riso stampato sulla faccia per più di due ore di spettacolo.

Basterebbero anche queste due sole righe per recensire questo spettacolo, ma temo che il mio caporedattore non sarebbe d’accordo. Pertanto, approfondisco.

Parodia in musica. Credo che tutti siamo a conoscenza, chi più - chi meno, della storia di Renzo e Lucia. “I compromessi sposi” proposti da Buccirosso (nei panni di Don Rodrigo) e dalla sua Compagnia raccontano le vicende manzoniane attraverso l’espediente, tutto da ridere, di una parodia musicale: la parte in prosa è accostata a canzoni famose della musica italiana e straniera, riadattate nel testo e arrangiate secondo lo stile dell’epoca dei fatti, attraverso la scelta di strumenti e la ricerca di sonorità del ‘600. Questo sforzo, in particolare, è da lodare e da segnalare come l’unica novità in una ripetizione di stilemi.

Gli stilemi d’autore, pare, facciano sempre ridere. Un’ amica incontrata per caso quella sera in teatro, mi ricorda che le radici di questo genere di spettacolo affondano nelle ben note parodie che fecero esplodere di fama, negli anni ’60, il grande Quartetto Cetra. Stessa formula: un testo famoso e classico, una parodia, e canzoni famose riadattate ai fini della storia da narrare. I Cetra ebbero per primi l’intuizione che avrebbero raggiunto il vero intrattenimento attraverso questa via, che sapeva combinare la loro professionalità con l'intrattenimento popolare. Una rivoluzione! Riflettevo, però, sul fatto che da quegli anni d’oro per l’Italia e per gli italiani siano passati 50 anni. Dovrebbe consolarmi il fatto che si rida ancora per le stesse cose, gli stessi stilemi, le stesse formule (e che continuino a essere proposti al pubblico), o farmi preoccupare? O sarebbe ora di farne un’altra di rivoluzione (culturale prima, artistica poi)?

Testo, attori e regia. La ricchezza di questo spettacolo è data da tre elementi: il testo (ahimé, canzoni escluse), attori all’altezza dei ruoli, e una regia in grado di orchestrare tutto con tempi, intenzioni e movimenti sul palco senza imperfezioni. Tutto sulle spalle di Buccirosso, visto che è autore, attore principale e regista.

In realtà l’intero team che ruota intorno a questo spettacolo sa farsi valere. Claudiafederica Putrella è perfetta nella parte di una Lucia svampita e ingenua, stonata, e che è affetta da continui sbalzi di anacronismo (vorrebbe sposarsi con la minigonna, sebbene non sia ancora stata inventata). L’anacronismo è cardine di molte gag sostenute dallo stesso Don Rodrigo (Carlo Buccirosso), assolutamente grandioso sul palco, affiancato in battute e malefatte dai fedeli bravi, due giovani attori molto promettenti, che in più di un’occasione sanno liberarsi dal ruolo di spalla per Buccirosso. Più opaco e meno convincente il personaggio di Renzo (Giordano Bassetti), mentre è scoppiettante, rodata e di alta professionalità la coppia Don Abbondio – Perpetua (Tullio Del Matto  - Maria del Monte), insieme alla brava Agnese (Graziella Marina). Un sentito chapeau all’interpretazione di Gianni Parisi, nelle vesti dell’Innominato: un “padrino” del XVII secolo, con voce roca e una grande presenza scenica sul palco. Da menzionare l’incontro-scontro comicissimo tra Don Rodrigo e Innominato: impossibilità di comunicazione tra un napoletano e un siciliano.

Conclusioni. Da vedere, perché si ride sempre, senza interruzioni. Da vedere, se si amano grandi scenografie (di Gilda Cerullo), spettacoli in costume (di Maria Pennacchio), ballerini, canzoni note e la genuinità della comicità napoletana.

 

TEATRO SALA UMBERTO, Via della Mercede 50, 00187  Roma
Per informazioni: telefono 06 6794753

Orario spettacoli: martedì, mercoledì, giovedì, venerdì ore 21:00, II mercoledì ore 17:00, sabato ore 17:00 e 21:00, domenica ore 17:30

Biglietti: galleria € 20,00 , poltrona € 25,00, poltronissima € 30,00

 

Articolo di: Maura Bonelli

Grazie a: Ufficio Stampa SVS

Sul web: www.salaumberto.com

 

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