I Bonobo - Teatro Roma (Roma)

Scritto da  Mercoledì, 18 Ottobre 2017 

Arriva da oltralpe l’originale ed effervescente commedia che spalanca il sipario del Teatro Roma su una stagione di ambiziose novità. A firmarla lo spirito irriverente del drammaturgo francese Laurent Baffie, i cui vivaci colori vengono rifratti dalla ricercata lente di ingrandimento della regia di Virginia Acqua. Il risultato è uno spettacolo godibilissimo che assicura risate a profusione, seminando qui e là anche il germe di un’acuta riflessione su tematiche di assoluta attualità, con in primo piano la difficoltosa integrazione tra la disabilità e la cieca frenesia del nostro tessuto sociale. A scatenare il tourbillon di colpi di scena de “I Bonobo” un sestetto di interpreti dalle geometrie comiche ben calibrate: ad incarnare i tre protagonisti, scapestrati quanto maldestri sciupafemmine, sono Giorgio Borghetti, Fabio Ferrari e Gianluca Ramazzotti, mentre a vestire i panni delle inconsapevoli vittime dei loro tranelli amorosi sono Jun Ichicawa, Milena Miconi e Stefania Papirio. Non perdeteveli, avete tempo fino al 19 novembre!

 

I BONOBO
di Laurent Baffie
adattamento e regia Virginia Acqua
con Fabio Ferrari, Gianluca Ramazzotti, Giorgio Borghetti, Milena Miconi, Jun Ichicawa, Stefania Papirio
scena Alessandro Chiti
costumi Mara Gentile
una produzione di Gianluca Ramazzotti per Ginevra Media prod srl

 

I BonoboBonobo: primate della famiglia degli ominidi, noto anche come scimpanzé pigmeo o scimpanzé nano; capace di altruismo, compassione, empatia, gentilezza, pazienza e sensibilità, questa simpatica scimmietta sarebbe ammantata da tali adorabili doti grazie alla sua propensione a praticare sesso ricreativo, ovvero non riproduttivo, anche omosessuale, attività che appianerebbe tensioni e violenze all'interno del gruppo. Ecco, i bonobo ci ricordano davvero da vicino i tre bizzarri protagonisti della pièce che apre la stagione del Teatro Roma; certamente son ben più simili a queste scimmiette in cerca di gozzoviglie, che non alle tre scimmie sacre del santuario shintoista di Toshogu in Giappone, con la loro classica iconografia del non vedere, non sentire, non parlare di fronte alle brutture del mondo.

Per i tre incontenibili personaggi maschili che innescano il motore drammaturgico di questa pièce turarsi gli occhi, le orecchie e la bocca non è una scelta protettiva, ma una ineluttabile condizione naturale: Andrea (Giorgio Borghetti) è cieco, Daniele (Fabio Ferrari) è sordo e Leonardo (Gianluca Ramazzotti) è muto; hanno imparato a convivere serenamente con la loro disabilità ma vorrebbero porre termine alle loro avventure a pagamento con le “signorine” di via Veneto, riuscendo finalmente a sedurre e far innamorare delle vere donne, in carne, ossa ed emozioni. Il vivido desiderio solletica allora l’ingegno e il nostro impavido trio architetta un piano machiavellico: costruiscono ad hoc una web chat, in cui incastonano i propri profili come esche per accalappiare affascinanti fanciulle single; tre ragazze, dalle personalità diametralmente diverse, cadranno nel loro inganno, credendo di iscriversi a un sito che permetterà loro di imbattersi nel principe azzurro, ma finendo in realtà in una chat con tre soli, seppur indubbiamente astuti, utenti. Tina (Jun Ichikawa), fascino orientale e uno spirito romantico da inguaribile sognatrice, non cerca altro che un uomo con cui accasarsi e iniziare immediatamente a sfornare nidiate di pargoli; Giulia (Stefania Papirio) è invece un’inflessibile agente della narcotici, sempre pronta a indagare e a perquisire i malcapitati che si trovano nel suo raggio di azione, con un’unica debolezza, una sconfinata passione per i rottweiler; infine la delicata ed incantevole Angelica (Milena Miconi), con la sua bellezza prorompente e qualche ferita di troppo su un cuore ancora da cicatrizzare.

I BonoboI tre playboy improvvisati cercheranno di conquistare il cuore delle tre fanciulle, nascondendo loro la disabilità che tante volte in passato ha costituito un ostacolo al loro normale rapportarsi col gentil sesso. Come raggiungere questo obiettivo? Ovviamente con mirabolanti trovate ad effetto, il cui comune denominatore è l’amicizia solida che li lega, il sostenersi reciprocamente nelle difficoltà ed il superarle sempre col sorriso sulle labbra, magari dopo qualche rocambolesco capitombolo. I due atti della pièce di Laurent Baffie inanelleranno uno dopo l’altro, in una successione sempre più al fulmicotone, i nove appuntamenti che permetteranno al nostro sestetto di protagonisti di scoprirsi, ingannarsi, battibeccare e infine inesorabilmente innamorarsi; ad accogliere questi primi approcci amorosi i tre appartamenti dei nostri Bonobo, minuziosamente e fantasiosamente ricostruiti dalla coloratissima scenografia del sempre impeccabile Alessandro Chiti, una scenografia che contribuisce indubbiamente all’atmosfera vivace e scanzonata della rappresentazione.

L’umorismo ricercato tipicamente d’oltralpe viene rinvigorito dalle tonalità più sanguigne e saporite della tagliente ironia italica, senza indulgere a volgarità, ma regalando spensieratezza ed un ritmo coinvolgente, il tutto merito della regia accorta di Virginia Acqua e delle interpretazioni da lei perfettamente orchestrate. Sei attori d’esperienza si pongono al servizio di questo caleidoscopico viaggio teatrale, mettendo al bando inutili protagonismi ed impegnandosi al contrario in un riuscito gioco di squadra: da segnalare in particolare l’irrefrenabile vis comica dell’ottimo Gianluca Ramazzotti nei panni del più guascone casanova del gruppo, il muto Leo alle prese con le sue grottesche frasi da conquista pre-registrate; altrettanto degne di menzione la spontaneità briosa di Jun Ichicawa e la morbida ed elegante dolcezza di Milena Miconi nel plasmare rispettivamente i personaggi della spumeggiante Tina e della malinconica Angelica.

“I Bonobo” rimarrà in scena al Teatro Roma ancora per quasi cinque settimane. Qualora per indurvi a varcare la soglia casalinga e farvi accogliere dall’atmosfera sempre piacevolmente familiare del Roma non sia sufficiente una commedia arguta, leggera e viatico di interessanti riflessioni su tematiche sociali di assoluta attualità, beh almeno si vinca la pigrizia per premiare un teatro che ha avuto il coraggio di scommettere quest’anno su lunghe teniture, abbandonando la filosofia degli spettacoli “mordi e fuggi” che sempre più spesso dilaga ahimè sui palcoscenici capitolini.


Teatro Roma - via Umbertide 3 (piazza S. Maria Ausiliatrice), 00181 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06 7850626, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: lunedì dalle 10 alle 15, dal martedì al sabato dalle 10 alle 20, domenica dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 20
Parcheggio Custodito: via Umbertide 27 (apertura parcheggio ore 20.00)
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21, secondo giovedì di spettacolo ore 19, 1° e 2° sabato di spettacolo ore 17 ed ore 21, domenica ore 17.30, lunedi riposo
Biglietti (comprensivi di prevendita): intero € 27, ridotto € 25, Cral (per gruppi di almeno 10 persone) - Ospiti Abbonati € 18, Centri Anziani (per gruppi di almeno 10 persone) - Giovani (da 12 a 18 anni) € 14, Bambini (fino a 11 anni) € 12, biglietto Cortesia € 3

Articolo di: Andrea Cova
Grazie a: Maya Amenduni, Ufficio stampa Teatro Roma
Sul web: www.ilteatroroma.it

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