Hyde - Teatro della Visitazione (Roma)

Scritto da  Lunedì, 01 Giugno 2015 

“Hyde”, tratto dal romanzo di Robert Louis Stevenson “Lo strano caso del dott. Jekyll e mr. Hyde”, con la regia di Marco Grossi, è una rilettura estremamente moderna dell’idea dello sdoppiamento dell’uomo, tesa a recuperare la dimensione morale in una società cieca, peggiore del mostro che alberga in ogni uomo. Lo spettacolo è andato in scena dall’ 8 al 24 maggio al romano Teatro della Visitazione.

 

La Compagnia Mauri-Sturno presenta
HYDE
tratto dal romanzo di Robert Louis Stevenson
interpreti Fabrizio Bordignon, Carlotta Piraino, Federico Vigorito, Lorenzo Lazzarini
testo e regia Marco Grossi
scene Irene Fiore
luci Claudia Tabbì
costumi Federica Maggini
musiche Roberto Palermo
sartoria teatrale Sorelle Ferroni - Roma
organizzazione Andrea Natalini, Valerie Bonaccorsi


La riduzione drammaturgica realizzata nell'ambito del progetto "Giovani un futuro nel teatro" e prodotta dalla Compagnia Mauri-Sturno, attinge all'immaginario cinematografico e teatrale legato al capolavoro dello scrittore di Edimburgo e prende le mosse dalla curiosità del regista Marco Grossi, non tanto sulla doppiezza dell’uomo, né su quanto, dietro al perbenismo, di negativo si nasconda, ma piuttosto sulla possibilità di migliorare o peggiorare la propria esistenza.

Fragore in sala. Ecco il dott. Henry Jekyll “…io sto con Caino…” e lo spettacolo tra noir, introspezione, indagini e vicende al limite dell’umano si dipana sul palcoscenico. Da un lato il pensatoio del famoso avvocato Gabriel Utterson e dall’altro il salotto del suo amico Jekyll. A separare le due ambientazioni un grande specchio incombe dall’alto, con la sua simbolica valenza per l’intima riflessione sulla propria anima.

Utterson legge la lettera testamentaria dell’amico Jekyll, nella quale si notifica che in caso di scomparsa dello stesso, unico beneficiario sarà Hyde. Nel salottino, intrepido Jekyll attende l’arrivo di Edward Hyde. Da entrambe le parti, spasmodica e incessante si fa appunto la ricerca di Hyde. E permeati di mistero ed inquietudine sono anche i diari della giovane cameriera Mary e la presenza del maggiordomo Poole, osservatore passivo del dramma che la scena consuma.

Il continuo andirivieni di Jekyll al cospetto dello specchio rivelerà come la purezza del suo io nascosto, sia più affascinante, sincera e devastante del suo perbenismo di comodo, tale da rendere difficile far prevalere una delle due anime in contrasto. D'altra parte Utterson, alla continua ricerca di Hyde, finirà col convincersi della sua coincidenza con Jekyll, tormentato nel dover accettare l’anima assassina del suo amico, chiuso com’è nella sua solidità sociale e intellettuale, ritrovandosi spettatore passivo di indicibili misfatti.

Ma il fascino di Hyde non lascia immune neppure Mary che all’incanto del suo padrone cede, nel bene e nel male, attratta dalla possibilità di scuotere i propri dolori con la visione della vita offertale da altri occhi, quelli di Edward, artefice del proprio dramma. Ma anche l’intimo della cameriera fa fatica a distinguere le due identità. Sì! Fa parte anche lei della società impersonata da Poole che assiste senza interrogativi, senza partecipazione, inerme all’evolversi degli eventi. Donde “…ha scelto Caino…, sono spettatore passivo dei delitti di Hyde…” nella chiusura dell’avvocato Gabriel Utterson.

Una regia attenta al ritmo, alla grande immedesimazione dei quattro interpreti - Fabrizio Bordignon, Carlotta Piraino, Federico Vigorito, Lorenzo Lazzarini -, gioca con la platea, le quinte, il palco, lo specchio, le luci fioche e gli angoli del palcoscenico sino ad arrivare all’ammaliante conclusione: “Hyde è dentro di noi”.

 

Teatro della Visitazione - via dei Crispolti 142/144, 00159 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 346 2157883 - 348 3713387
Orario spettacoli: dall'8 al 24 maggio ore 21
Biglietti: persona singola 10€, se accompagnati la seconda persona solo 4€

Articolo di: Massimo Tucci
Grazie a: Ufficio Stampa Marino Midena e Marta Volterra

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