Human - Piccolo Teatro Strehler (Milano)

Scritto da  Domenica, 09 Ottobre 2016 

Dal 7 al 14 ottobre in scena al Piccolo Teatro Strehler, “Human” di e con Lella Costa e Marco Baliani. Due grandi della scena italiana che cercano di comprendere cosa sia oggi l'Europa, cosa significhi migrare in un mondo sempre più connesso e sempre meno definito. Uno spettacolo in forma di oratorio che ha come centro di ogni riflessione il concetto di umanità.

 

HUMAN
scritto da Marco Baliani e Lella Costa
collaborazione alla drammaturgia di Ilenia Carrone
scene e costumi di Antonio Marras
musiche originali di Paolo Fresu con Gianluca Petrella
scenografo associato Marco Velli
costumista associato Gianluca Sbicca
disegno luci di Loïc Francois Hamelin e Tommaso Contu
assistenti alla produzione Agnese Fois e Leonardo Tomasi
regia di Marco Baliani
con Marco Baliani e Lella Costa
e con David Marzi, Noemi Medas, Elisa Pistis, Luigi Pusceddu
produzione Mismaonda, Sardegna Teatro e Marche Teatro

 

"Fare del disagio di noi europei, sorriso e poesia", questa la dichiarazione poetica del manifesto che Lella Costa e Marco Baliani hanno scritto come presentazione di “Human”, che non si limita ad essere "solo" uno spettacolo in tournée ma un vero e proprio progetto ricco di approfondimenti, incontri e iniziative che sono reperibili sul sito www.progettohuman.it. A Milano lo spettacolo sarà in scena dal 7 al 14 ottobre presso il Piccolo Teatro Strehler: un testo scritto a quattro mani dai due grandi della scena italiana e di cui Baliani è anche regista.

Una sorta di oratorio diviso in quadri autonomi e interconnessi al tempo stesso che, partendo dall'Eneide, passando per il mito ovidiano di Ero e Leandro, giunge fino ai giorni nostri per capire il senso profondo del migrare: tra chi emigra per lavoro, come facevano tanti nostri avi indigenti tra '800 e '900 e chi emigra per scappare dalle guerre e dai genocidi, i vari passaggi dello spettacolo riescono ad evidenziare le paure di chi scappa dalla propria terra e le ipocrisie di chi si trova ad accogliere.

A condividere la scena con Lella Costa e Marco Baliani, quattro giovani attori (David Marzi, Noemi Medas, Elisa Pistis, Luigi Pusceddu) che con grande abilità e sensibilità danno voce alle paure di entrambe le parti: in alcuni momenti viene raccontata la tragedia e le motivazioni di chi si trova a scappare sui barconi e l'attimo dopo la stessa vicenda viene commentata (con ipocrisia e smarrimento) da quattro amici che, ritrovatisi a cena, saltano con estrema nonchalance da un commento sul vino che berranno al dispiacere per le scene tragiche che vedono in tv. Ma forse i momenti che meglio rappresentano quello che Lella Costa ha affermato in un’intervista ("loro sono in fuga ma noi siamo smarriti") sono sintetizzati nel personaggio della tipica sciuretta veneta benestante che commenta queste vicende con le argomentazioni banali che spesso ci ritroviamo a sentire, per poi rendersi conto che dietro a qualsiasi luogo comune ed egoistica riflessione in realtà si parla di esseri umani e non di personaggi di una fiction.

E' infatti l'importanza del dato umano quello che rende questo spettacolo un lavoro semplice e pregiato al tempo stesso, uno sguardo lucido, oggettivo e intelligente che non scade mai nella totalitaria presa di posizione politica, nella rischiosa china dell'ipocrita pulizia di coscienza o in una vana speculazione intellettuale. La potenza della sceneggiatura viene impreziosita e resa ancora più efficace dal felice connubio di due eccellenze sarde, grazie alle scenografie e ai costumi di Antonio Marras e alle musiche di Paolo Fresu.

"Molte sono le cose mirabili, ma nessuna è più mirabile dell'uomo" questa la citazione dall'Antigone di Sofocle che fa da perno a tutto lo spettacolo e che, non a caso, viene citata in un momento delicatissimo e poetico, durante un passaggio che, forse più di ogni altro, rappresenta tutte insieme le contraddizioni, le paure, le ragioni di entrambe le parti della barricata.


Piccolo Teatro Strehler - Largo Greppi 2, Milano
Per informazioni e prenotazioni: servizio telefonico 848.800.304, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16; lunedì riposo
Biglietti: platea 33 euro, balconata 26 euro
Durata: 100 minuti senza intervallo

Articolo di: Emanuela Mugliarisi
Grazie a: Valentina Cravino, Ufficio stampa Piccolo Teatro di Milano
Sul web: www.piccoloteatro.org

Commenti   

 
#1 Che delusioneGuest 2016-12-15 22:46
Appena tornata dalla prima al teatro manzoni di Monza. Che delusione. Quanta retorica, quanti luoghi comuni su un tema cos' delicato e profondo. Niente di quello che avevo letto come dichiarazione d'intenti da parte degli autori su questo spettacolo si ritrova nei testi, miserrimi di contenuto e recitati in modo impostato. Mai un'emozione, mai un brivido, una riflessione scomoda. Uno spettacolo perfetto per il pubblico anziano che pensa come la Tecla dello spettacolo, e che riempiva il teatro. Uno spettacolo fatto da ricchi per non scomodare la coscienza dei ricchi ma favorire comunque un certo lavaggio di coscienza, e sentirsi più buoni con i negri solo per il fatto di aver speso 60 euro per vedere questo spettacolo che di human non ha nulla. Da fan sfegatata di Baliani, sono tornata a casa incazzata e imbarazzata dagli attori. Una recita di fine anno della scuola di teatro, con gli allievi più carini, e i drammaturghi che ancora devono capire come si scrive per aprire la pancia della gente, fermare i pensieri, riprogettare il nostro modo di concepire le migrazioni, e relazionarci con questi esseri umani di cui non c'è traccia nello spettacolo.
 
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