Housemates .2 - Teatro dell'Arte (Milano)

Scritto da  Maria Pia Boido Sabato, 16 Novembre 2013 

Dal 6 al 17 novembre. Secondo appuntamento di “cohousing” nell’ambito del progetto di “Coesistenza Teatrale” del Teatro dell’Arte, che si propone come luogo di incontro ideale tra discipline artistiche diverse e sperimentazione di nuovi modelli di fruizione e partecipazione del pubblico. In questo caso lo spettatore è introdotto in un percorso attraverso tre diversi spazi scenici contigui (palco, retropalco, foyer), dove assiste alle performance rispettivamente di Masque Teatro, Opera e Mali Weil, in un viaggio di forti suggestioni e coinvolgimento; non è solo assistere passivo, ma un partecipare anche fisico, personale, reso ancora più evidente dal necessario passaggio da una sezione all’altra.

   

 

HOUSEMATES .2 – Progetto di coesistenza teatrale

 

JUST INTONATION
di Masque Teatro
ideazione e regia Lorenzo Bazzocchi
con Eleonora Sedioli
physical computing, suono e luci Lorenzo Bazzocchi
elettronica Matteo Gatti
co-produzione Mood Indigo
produzione Masque teatro

 

XX, XY PRIMO STUDIO NELLA TRAGEDIA DI AMLETO
di Opera
cura della visione e regia Vincenzo Schino
performer Emiliano Austeri, Marta Bichisao
coreografia Marta Bichisao
suono Federico Ortica
drammaturgia Letizia Buoso
scenografia Emiliano Austeri
scultura Vito Sabini / Leonardo Cruciano Workshop
cura Marco Betti
produzione Opera
in coproduzione con Fondazione Pier Lombardo / Teatro Franco Parenti
con il sostegno di Terni Festival, Associazione Demetra, Stefano Romagnoli

 

ANIMAL SPIRIT CONCEPT STORE
concept e realizzazione Mali Weil
interior e product design Liviana Osti
sound design Elettra
architectural design Luca Bertoldi
project management Anna Kalbhenn
produzione Mali Weil
co-produzione Centrale Fies

 

 

La prima performance è nell’ambiente definito come “Palco” con i Masque Teatro, che portano in scena "Just Intonation". Buio in sala; sul palco, una luce illumina debolmente una struttura che parrebbe un letto, su cui un corpo nudo, accovacciato, ci mostra la schiena. Poi inizia un suono, una nota ripetuta ritmicamente, sempre la stessa, e a poco a poco si svela un pianoforte; così come quella che inizialmente sembrava la rete di un letto si rivela essere il telaio di un pianoforte rovesciato. Ed è su questa struttura che il corpo muscoloso e nervoso di Eleonora Sedioli si muove, lentissimo, disegnando coreografie con gli arti, con la schiena, in un gioco ipnotico e pieno di suggestioni; a un certo punto pare che siano proprio i movimenti della danza a far suonare i tasti del pianoforte (è così?). Il corpo non è più tale, ma sembra altro, un animale, poi una forma primordiale, e poi le gambe sembrano braccia e disegnano arabeschi nell’aria; i movimenti e la musica si fondono in un insieme che è poesia ed evocazione e narrazione, che incanta e emoziona.

 

Si passa poi al “Retropalco”, ove gli Opera presentano "XX, XY", che vuole essere un “entrare nella materia dell’Amleto” non raccontandone la trama, ma attraverso un dettaglio, nell’incontro tra la scultura e la danza, e tra maschile e femminile. Il pubblico è in piedi, in ordine sparso, e assiste alla modellazione di un grande orecchio in creta; lo scultore lo plasma, lo leviga, ne definisce i dettagli; nel frattempo una ballerina, disegna traiettorie nello spazio, linee, si interseca col pubblico. Poi ci si siede, e ha inizio una seconda parte, in cui il dettaglio di cui sopra viene esplicitato e raccontato da una voce registrata: si tratta dell’uccisione del padre di Amleto da parte del fratello, con veleno versato nell’orecchio. La ballerina, ora da sola in scena, con un cono in testa da burattino (Pinocchio?) si avvicina alla scultura, la graffia, ne toglie pezzi, poi ci si accoccola dentro come fosse una tana. Altre voci registrate, di vecchi, raccontano della paura - o non paura - di morire.

 

Infine, nel “Foyer”, si entra per tre alla volta nello spazio dei Mali Weil, “Animal Spirit”. Al visitatore viene consegnato un timer leggermente ansiogeno, che segna il tempo disponibile per la visita, ed entra in uno spazio bianco, dove vengono esposti e, potenzialmente, venduti, gli oggetti creati dai designer, ispirati ad un mondo primordiale di prede e predatori; molto interessante in particolare il progetto “Space Toy”, in cui è possibile acquistare una serie di stampi ottenuti da “Crepe, fessure, pertugi, buchi, buchini, spazi di risulta, between, ciò che c’è tra qualcosa”, individuati in vari palazzi pubblici di Milano. Purtroppo il timer implacabile ha segnato la fine del tempo a disposizione prima di poter dare sufficiente attenzione agli altri progetti presentati.

 

 

Triennale di Milano Teatro dell’Arte - viale Alemagna 6, 20121 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/72434258, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 20.30, sabato ore 19.30, domenica e festivi ore 16
Biglietti: platea intero 25 €, ridotti under 30, over 65 e convenzioni 12,50 €; galleria intero 22 €, ridotti under 30, over 65 e convenzioni 11 €

 

Articolo di: Maria Pia Boido
Grazie a: Ufficio stampa Giulia Tatulli
Sul web: www.triennale.org

 

 

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