hOle - Roma Fringe Festival 2014, Villa Mercede (Roma)

Scritto da  Sabato, 05 Luglio 2014 

I glory holes sono buchi oscuri che si aprono su mondi sconosciuti dove l’immaginazione assume la forma di due labbra e una lingua. Hal, un giovane fotografo devastato dalla scomparsa repentina del suo compagno di vita, Charles, va a cercarlo all’hOle, il cruising club con i glory holes più famosi di tutta New York, sognando di ritrovarlo dietro quegli anfratti misteriosi. Imparerà a caro prezzo che non bisogna mai dare per scontato cosa si possa celare al di là di un buco nel muro.

  

Compagnia Ariele presenta
HOLE
drammaturgia Matteo Ciocci
regia Stefano Liburdi, Federica Marino
con Matteo Ciocci, Francesco Civile, Matteo Di Girolamo

  

"hOle" è un'occasione sprecata. Un'ottima idea che andrebbe rivista sia nella sua drammaturgia che nella direzione degli attori. Parlare dei cruising club a teatro è una scelta originale (perlomeno in Italia), anzi i registi Stefano Liburdi e Federica Marino e l'autore del testo, Matteo Ciocci, hanno tutto il nostro rispetto per il coraggio dimostrato. Il voler però fare i trasgressivi ad ogni costo con un linguaggio sboccato rischia di ottenere l'effetto contrario: la banalità.


Il testo si fossilizza eccessivamente su luoghi comuni; per carità, se si affronta questo tema, si può e si deve utilizzare un linguaggio da gay club, il forzarlo però troppo, rischia di sminuirlo e renderlo finto. Non aiuta la recitazione degli attori. Matteo Ciocci è l'unico a convincere sul serio. Alterna il drammatico e il comico con una buona spontaneità. Francesco Civile e Matteo Di Girolamo invece, a parte qualche siparietto tra i due, simpatico e scanzonato, hanno una recitazione decisamente poco autentica. Ora, è vero che a Teatro non bisogna recitare necessariamente come al cinema, ma se ogni battuta viene pronunciata con un tono falso, il risultato è che i personaggi non appassionano e la storia perde d'interesse.


Il parlare di un giovane ragazzo che insegue piaceri orali in un buco è interessante. Il far dire a chi è dietro quel buco alcune sciocchezze e frasi fatte un po' meno. Lo spettacolo diverte a tratti, emoziona a tratti, ma non essendoci una drammaturgia adeguata e una recitazione più vera, non permette allo spettatore di entrare nella storia. Bella l'idea di coniugare la poesia con la trasgressione, facendo uscire dal buco un fiore e quegli oggetti che fanno parte del passato sentimentale del protagonista. Il testo andrebbe rivisto e gli attori, a parte il protagonista, dovrebbero donarsi sul serio al pubblico. Va bene fingere a teatro, ma nella finzione ci vuole verità.

  

Roma Fringe Festival 2014 - Villa Mercede, via Tiburtina 113 (Zona San Lorenzo)
Orario spettacoli : PALCO A - 22 giugno, ore 22.00; 25 giugno, ore 20.30; 26 giugno, ore 23.30

 

Articolo di: Giuseppe Sciarra
Grazie a: Marta Volterra, Ufficio stampa Roma Fringe Festival 2014
Sul web: http://romafringefestival.net

 

 

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