Ho perso la faccia - Teatro Sala Umberto (Roma)

Scritto da  Laura Branchini Venerdì, 17 Ottobre 2008 

Teatro Sala Umberto, Roma. Dal 15 al 26 ottobre 2008. Carlo delle Piane, celebre “brutto” della TV, torna a servirsi della sua peculiare fisicità nello spettacolo scritto da Sabina Negri Calderoli. Il poco avvenente chirurgo plastico, Ettore, ritrova sul proprio lettino operatorio Tommaso Brignone, celebre divo della tv, nella finzione.

 

 

L’Associazione Culturale LA PIRANDELLIANA presenta

Carlo Delle Piane, Erica Blanc in

HO PERSO LA FACCIA

di Sabina Negri Calderoli

e con Sabina Negri Calderoli

Regia RENATO GIORDANO

TEATRO SALA UMBERTO - ROMA

Dal 15 al 26 ottobre 2008

Prezzi da 27,00 a 16,00 euro

 

 

Carlo delle Piane, celebre “brutto” della TV, torna a servirsi della sua peculiare fisicità nello spettacolo scritto da Sabina Negri Calderoli.

Il poco avvenente chirurgo plastico, Ettore, ritrova sul proprio lettino operatorio Tommaso Brignone, celebre divo della tv, nella finzione.

Lentamente si insinua il dubbio e poi la certezza di una relazione tra il giovane attore in auge e la moglie del dottore. A questo punto la tentazione di un’adeguata vendetta è irresistibile. Così, sotto i ferri, avviene lo scambio di fisionomie tra i due antitetici tipi umani: il Brutto capace, ricco di sentimenti, anima e ideali e il Bello, vuoto e inetto, celebre solo in virtù della sua apparenza. Si susseguono una serie di equivoci tragici mascherati da comicità. Per arrivare allo scontato epilogo moralizzante della condanna delle apparenze.

La vicenda si esibisce all’interno di una scarna scenografia, squallida e fredda come la grettezza della società messa sott’accusa.

I chirurghi messi in scena operano come potenti “aiutanti di Dio”. Possono forgiare l’aspetto di un uomo e decidere, così, a che esistenza son destinati. Esistono per assecondare la malsana tendenza a concentrarsi solo sull’esteriorità.

Il testo della Negri Calderoli è spietato su questo. Controbilancia le sue sentenze solo in quanto lo stesso “brutto ma buono” ha messo da parte i suoi ideali per cedere ai compromessi e assestarsi comodamente nella società della Vanità.

Carlo delle Piane è, quindi, alle prese con l’interpretazione di un doppio ruolo: dapprima l’umanissimo chirurgo sessantenne e poi l’Aitante superficiale… uno sdoppiamento che poteva esser reso più incisivo.

D’altra parte spiccano giovani attori dotati di molta energia, in un cast che in alcuni casi ha avuto bisogno di questo sostegno di vitalità.

Le attrici si inseriscono come caricature grottesche in questa farsa tragicomica, con la Sabina Negri Calderoni che si lascia talvolta eccessivamente andare alla volgarità della propria maschera. A  se stessa ha attribuito l’interpretazione della moglie del chirurgo, una cinquantenne che ha perso l’occasione di maturare per impiegare il suo tempo nella rincorsa alle apparenze.

A lei e a tutti i personaggi, però, è concesso, prima o poi, di far vedere da uno spiraglio la propria umanità e di avere le loro attenuanti. Momenti delicati da trattare con più profondità.

Ne risulta il tentativo di affermare una quantità di buone virtù, liquidate, forse, con un po’ di faciloneria dalla sceneggiatrice stessa.

 

 

 

Recensione di: Laura Branchini

Grazie a: Silvia Signorelli di SVS

Sul web: www.salaumberto.com

 

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