Heartbreak Hotel - Teatro i (Milano)

Scritto da  Venerdì, 06 Gennaio 2017 

A grande richiesta è tornata a Teatro i l’installazione “Heartbreak Hotel”. Dopo il successo all’inizio della stagione, all’interno della rassegna Città Balena, è stato di nuovo possibile visitare la stanza d’albergo del collettivo snaporaz. Un’esperienza teatrale intima pensata per uno spettatore alla volta. Sarebbe lecito non scrivere una recensione, l'intimità è una condizione così profonda e singolare, così propria per ognuno che scrivendola si rischia di sgualcirla. Un solo spettatore, voci, arte ai piedi di una platea vuota.

 

HEARTBREAK HOTEL
appunti per un'istallazione
testi e visioni collettivo snaporaz.
suono Fulvio Vanacore
realizzazione scene Mirco ''Mizu'' Avitabile
voci Daniele Ornatelli, Vincenzo Giordano, Alice Spisa

 

In una camera d'albergo a poltrona singola le menzogne da raccontare a se stessi si riducono a briciole da moquette.
In quelle quattro mura, che sia tu a parlare o un telefono o una radio, si potrebbe parlare di chiunque a chiunque e si finirebbe sempre per parlare di tutti.
Quei tutti che si sono accomodati sulla propria vita per un attimo soltanto, alla luce sacra da lume, per misurare la forma e la profondità di ogni ruga inflitta.
L'Heartbreak Hotel è la seggiola alla stazione del treno all'ora di punta, quella seggiola che nella folla informe è vuota e sta aspettando te. E tu, il solito vigliacco di te, resti in piedi, fumi, chiacchieri sulle destinazioni, ma alla fine, venticinque minuti prima dell'arrivo del treno, rassegnato ti siedi e ti ascolti.
La camera d'albergo al Teatro i, ideata dal collettivo snaporaz, è un pensatoio della giusta durata di un sogno, in cui i significati della parola diventano quasi un sottofondo e l'ascoltatore muto, accomodato in poltrona, si abbandona ai significanti, ai respiri lunghi, alle attese, alle lunghe storie che non si capisce mai perché dondolano esattamente come l'altalena che ci portiamo dentro.
E più l'altalena di questa voce colpisce gli inferi di quelle rughe, più mi guarisce.

Una poltrona da lume, da lettura, da ritorno a casa; la tazzina sporca del caffè di questa mattina, nessuno l'avrebbe lamentata, solo io che torno dove non ero mai stato; carte matte sparse lungo il perimetro, ché la speranza è odiosa proprio perché è dura a morire e si sparge, così ovunque cada lo sguardo non puoi sfuggirle: un telefono che squilla, rispondi, sei tu libero nel confessionale che non vorresti affrontare; e l'alcol, il fiore del male che profuma sempre quando non dovrebbe.

Una radio, una lite, una moglie, un bambino, un disperato, un assassino, un perdono.

Sulla poltrona a ingresso singolo dell'Heartbreak Hotel la voce della radio, del telefono, delle carte, dei fumi d'alcol, della lite, del perdono riempie lo spazio di respiro pieno, trasforma lo spazio come lo trasforma un amico che confessa un segreto, uno spazio che ruota, che si adira a luci alte, che si ritrae e porta l'ospite via con sé, nelle immagini che si accatastano lì tra i miei occhi e la carta da parati.

E nessun posto sarebbe più perfetto di una camera d'albergo, due metri quadri a cui chiedi il favore d'essere tana, una tana che chiede il favore di essere occupata, l'armonia giusta per stare dentro se stessi senza rendersene troppo conto.

 

Teatro i - via Gaudenzio Ferrari 11, 20123 Milano
Per informazioni e prenotazioni: tel. 02/8323156 - 366/3700770, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: 21, 22, 23, 27, 28, 29 dicembre - dalle 15 alle 19.30 ingresso ogni mezz’ora
(solo per il giorno 21 l'apertura al pubblico è dalle 17.30)
Performance per uno spettatore della durata di 20 minuti circa

Articolo di: Carla Nigro
Grazie a: Ippolita Aprile, Ufficio stampa Teatro i
Sul web: www.teatroi.org

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