Hansel e Gretel. Il giorno dopo - Teatro Vascello (Roma)

Scritto da  Sara Benvenuto Sabato, 23 Marzo 2013 

"Hansel e Gretel. Il giorno dopo". In prima nazionale il terzo e ultimo capitolo della Trilogia dell’attesa, portato in scena al Teatro Vascello dalla compagnia romana Lafabbrica con la regia di Fabiana Iacozzilli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lafabbrica in collaborazione con TSI la Fabbrica dell’Attore presenta
HANSEL E GRETEL. IL GIORNO DOPO
3°capitolo della Trilogia dell’attesa
drammaturgia scenica a cura di Francisco Espejo
regia Fabiana Iacozzilli
con Elisa Bongiovanni, Marta Meneghetti e Giada Parlanti
scene Matteo Zenardi
costumi Gianmaria Sposito
effetti speciali Riccardo Morucci
disegno luci Davood Kheradmand
vocal coach Valeria Benedetti Michelangeli
regista assistente Ramona Nardò
assistente alla regia Andrea Standardi
organizzazione Flaminia Salvemini
ufficio stampa e promozione 369 gradi
distribuzione offrome
un ringraziamento particolare per il loro contributo artistico a Gianluca Falaschi, Cristina Gaetano, Valeria Benedetti Michelangeli, Armando Pirozzi, Marco Canuto, Luca Ricci, Orazio Caputo
con il patrocinio del Goethe Institut e il sostegno di Ex Lavanderia, Kilowatt Festival, Sycamore-t company, Forte Fanfulla, Casa della Pace, Lynk Academy

 

 

Hansel e Gretel. Il giorno dopo. Hanno mangiato quasi tutta la casa di marzapane,sono cresciuti talmente tanto che a fatica riescono ad alzarsi dalla sedia, a salire la scala, apparentemente unico appiglio al mondo esterno da dove intercettano i raggi del sole,oltre che unico elemento imponente della grottesca scenografia, composta per lo più da sedie e da un folto tappeto bianco, a indicare presumibilmente la polvere accumulata nel passare degli anni. I due bambini ormai adulti hanno imprigionato la strega che, a dirla tutta, non vede l’ora di morire, “La finiamo oggi la storia, sì?”. “Sì, strega la finiamo oggi la storia lo prometto ma dobbiamo aspettare che arrivi papà perché ci dica bravi”, ci dica di essere orgoglioso di noi, che abbiamo imprigionato il male e attendiamo la gloria.
Fin dai primi momenti capiamo quanto lo spettacolo sia modulato sui piccoli gesti degli attori, estremamente curati, prolungati e iterati, ma mai artefatti, sembrano piuttosto figli della naturale improvvisazione. Per più di cinque minuti non udiamo altro che il masticare compulsivo dei due bambini, che mangiano ossessivamente la casa che li ha imprigionati così a lungo. Il tema della ripetizione è la cifra stilistica di tutto lo spettacolo, costruito su una struttura tripartita in cui vengono rimesse in scena le stesse azioni, ma con dinamiche differenti. Poche battute sono sufficienti a costruire l’ultimo episodio della Trilogia dell’attesa, macro tema con cui si è confrontata la compagnia romana Lafabbrica.
Tre tempi scanditi dall’evolversi delle condizioni fisiche della strega, nel primo atto nel pieno vigore della vita collabora al piano che la condurrà alla tanto attesa morte, suggerendo ai bambini cresciuti solo nell’aspetto le più infime tattiche per privarla della vita, per farla diventare terra fuori e dentro dopo esser stata tramortita dal possente colpo infertole da Gretel, cosicchè esanime ma ancora viva diventi un tutt’uno di terra e corpo. Nel primo atto è Hansel a gestire la faccenda, padroneggiando su Gretel, la quale da brava donnina di casa non può che tenere tutto pulito e prendersi cura del compagno-fratello. L’eccitazione si trasforma poi in angoscia quando la vecchia, il cui respiro diventa sempre più affannato, dà segni di cedimento, e dell’agognato padre non si è vista neanche l’ombra. I volti di Hansel e Gretel, ancora in trepida attesa, sono terrorizzati lungo tutto il secondo atto ma è nel terzo che la favola diventa svelamento di una realtà scomoda: l’incapacità e la paura di uscire da una condizione data per paura dell’ignoto e dell’inatteso. Intatta continua a girare in loop la routine quotidiana, nonostante manchi ora quello che sembrava essere lo scopo principale della vicenda, la strega, la quale morendo autonomamente ha rovinato tutti i sogni di gloria dei due fratelli.
Un linguaggio scenico, drammaturgico e registico semplice ma incisivo, la cui matrice fiabesca edulcora la visione e invita a riflettere, ma con il sorriso, rimaneggiando i grandi classici della narrativa per bambini, traslandoli per conferir loro un significato altro e ulteriore.

 

 

Teatro Vascello - via Giacinto Carini 78, 00152 Roma (zona Monteverde Vecchio)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/5881021 – 06/5898031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: 18, 19 e 20 marzo ore 21
Biglietti: intero € 20,00; ridotto € 15,00; ridottissimo studenti, promozioni gruppi di almeno 10 persone € 12,00

 


Articolo di: Sara Benvenuto
Grazie a: Benedetta Boggio, Ufficio stampa e promozione 369gradi Centro diffusione cultura contemporanea; Cristina D'Aquanno, Ufficio stampa Teatro Vascello
Sul web: www.teatrovascello.it

 

 

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