Gyula, Una piccola storia d’amore - Teatro Elfo Puccini (Milano)

Scritto da  Lunedì, 14 Marzo 2016 

Il Teatro Elfo Puccini di Milano, sempre attento alla nuova drammaturgia, presenta sino al 20 marzo “Gyula”, scritto e diretto da Fulvio Pepe, alla sua prima regia teatrale. Se il sottotitolo è “una piccola storia d'amore”, lo spettacolo è un atto creativo di grande indipendenza, profondità e leggerezza. Lo spaccato di una comunità semplice, popolare con i suoi sentimenti, concreta e tuttavia sospesa, talvolta, in un'atmosfera fiabesca. Un omaggio alla bellezza imperfetta.

 

GYULA
Una Piccola Storia D’amore
scritto e diretto da Fulvio Pepe
con Ilaria Falini, Orietta Notari, Gianluca Gobbi, Enzo Paci, Alberto Astorri, Nanni Tormen, Ivan Zerbinati, Alessia Bellotto, Pietro Bontempo, Laura Cleri, Massimiliano Sbarsi
regista assistente Carlo Orlando
spazio scenico Mario Fontanini
luci Pasquale Mari
produzione Fondazione Teatro Due

 

Si narra che Michelangelo dicesse che il modo per capire quali fossero gli elementi essenziali di una scultura, fosse quello di buttarla da una collina in modo da far staccare i pezzi inutili e lasciare l'essenza dell'opera stessa. Qualcosa di simile deve aver fatto, con “Gyula”, anche Fulvio Pepe, nato a Bari nel 1972, diplomatosi al Teatro Stabile di Genova, con al proprio attivo numerose collaborazioni teatrali (Peter Stein, Giuseppe Patroni Griffi, Valerio Binasco, Jurij Ferrini, Marco Sciaccaluga), cinematografiche, come attore (Fulvio Ottaviano, Citto Maselli) e televisive.

“Gyula” si presenta come uno spettacolo essenziale, in un'atmosfera reale, materica ma a sfondo fiabesco, con un testo depurato da stratificazioni compositive e battute comiche che gemmano a cascata in bocca a personaggi reali, semplici, ignoranti per condizione ma non di animo.

Sul palco più ambienti vengono rappresentati contemporaneamente. Lo stile è quello fine anni Cinquanta, inizio anni Sessanta. Sulla destra il bar, il centro della piccola e povera comunità di un non luogo forse russo, col suo grande bancone e l'allampanato e timido Viku, il barista; verso il centro, tavolini di formica con sedie, dove Nina, l’ubriacona, dorme, mentre Bogdan e Adi, gli operai della segheria, si incontrano con Messi, il capo cantiere della segheria e Yury, il tranviere; tutti sono in agitazione perché sembra che la segheria, unico centro economico, chiuda; al centro c'è un altro tavolo, anche esso di formica, come le due sedie. É quello della casa di Eliza, la donna vedova, madre di un bimbo diverso. É sempre di corsa, ma l'amore per il figlio disabile le illumina il volto e scaccia i pensieri del “dopo di noi”. Non c'è separazione tra i due ambienti; sono le luci che danno loro l'identità del bar o del nido familiare. Sulla sinistra, quasi in una visione goldoniana dello spazio, separato da una leggera parete, l'interno della casa del Maestro Jani, il violinista sposato con Tania. Sono questi i soli personaggi non risolti dello spettacolo, coloro che non accettano la loro imperfezione. Lui era stato il primo violino della banda del paese, ma da quando il governatore aveva deciso dieci anni prima di chiuderla, le sue mani si erano gonfiate, il disprezzo di sua moglie era cresciuto e il suo sogno di continuare a fare il musicista per elevarsi ad una dimensione più spirituale, aveva lasciato spazio a disperazione, rabbia, invidia. Al punto da invidiare Gyula, il bambino disabile, accettato con affetto da tutti gli altri personaggi della pièce e amato dalla mamma sopra ogni cosa. É grazie a questo amore materno assoluto che il ragazzo potrà amare a sua volta, con tutto se stesso, la musica. E a compiere il miracolo: offrire alla sua comunità che vive “come le bestie, aspettando di morire”, la potenza del sogno.

Lo spettacolo è un attimo di sospensione, un piccolo gioiello, un invito ad accogliere la bellezza della vita, ovvero, quella dell'imperfezione. É adatto anche ad adolescenti.

Gli attori sono tutti bravissimi, in musicale sintonia tra loro, con battute che sembrano create per loro prima che per i personaggi che devono rappresentare.

 

Teatro Elfo Puccini (Sala Fassbinder) - corso Buenos Aires 33, 20124 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/00660606, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 16.30
Biglietti: intero € 30.50, martedì posto unico € 20, ridotto <25 anni - >65 anni € 16, ridotto 6-10 anni € 11.50, scuole € 12

Articolo di: Raffaella Roversi
Grazie a: Veronica Pitea, Ufficio stampa Teatro Elfo Puccini
Sul web: www.elfo.org

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