Grisù, Giuseppe e Maria - Teatro Sala Umberto (Roma)

Scritto da  Fabio Sepe Giovedì, 12 Febbraio 2009 

grisà giuseppe e mariaDal 10 Febbraio all’1 Marzo 2009. Lo spettacolo viene vissuto attraverso gli occhi e i ricordi di Donna Rosa. Si svolge in una sacrestia agl’inizi degl’anni ’50, nel pieno del periodo post bellico. E’ da qualche anno terminata la seconda guerra mondiale e si vive una ripresa economica prima di quello che poi sarà il vero e proprio boom…

 

 

 

Teatro Sala Umberto – Roma

Dal 10 Febbraio al 01 Marzo 2009

Ass. Cult. Teatroinaria e Stanzeluminose presentano

GRISU’, GIUSEPPE E MARIA

di Gianni Clementi

Regia di Nicola Pistoia

Con Nicola Pistoia, Paolo Triestino, Crescenza Guarnieri, Sandra Caruso e Diego Gueci

Scene di Francesco Montanaro

Costumi di Isabella Rizza

Disegno luci di Marco Laudando

 

 

Alleluiaaa!!! Aaaa-Alleluiaa!!!! Per Vincenzo, trovatello e nuovo sacrestano di una chiesa di Pozzuoli, l’antifona al Vangelo è proprio qualcosa che non riesce a cantare! Invece “Guaglione” di Fierro gli riesce benissimo e la ricorda tutta alla perfezione! Ma non esiste sacrestano che non sappia intonare l’Alleluia!!! E’ lo stesso Vincenzo ad essere tra i personaggi più esilaranti di questo spettacolo scritto da Gianni Clemente con la regia e la partecipazione di Nicola Pistoia ed in scena dal 10 Febbraio al Primo Marzo 2009 al teatro Sala Umberto di Roma.

Lo spettacolo, che viene vissuto attraverso gli occhi e i ricordi di Donna Rosa, si svolge a Pozzuoli in una sacrestia agli inizi degli anni ’50, nel pieno del periodo post bellico. E’ da qualche anno terminata la seconda guerra mondiale e si vive una ripresa economica prima di quello che poi sarà il vero e proprio boom…

A tenere la scena è Don Ciro, interpretato da Paolo Triestino, il quale si ritrova a dover affrontare le problematiche scaturite dalla doppia maternità di due sorelle, Donna Rosa, sposata e con all’attivo 4 figli e donna Filomena, Sandra Caruso, “zitella” e ritenuta da tutto il paese una donna morigerata e timorata di Dio.

Il padre dei due bambini sembra essere il marito di donna Rosa, il quale è andato, come molti uomini in quegl’anni, in terre lontane a lavorare per poter permettere ai propri cari di vivere un’esistenza dignitosa. Antonio, nello specifico, è andato a Marcinelle a lavorare nelle miniere e l’ultima volta che è tornato in patria sembra essersi impegnato a fondo con le due sorelle… purtroppo però il destino si accanisce contro di lui e viene a mancare proprio in quello che è il disastro di Marcinelle.

Ora l’impegno del parroco è quello di tenere nascosta la maternità di Filomena per salvaguardarne la dignità tra i conterranei, e per adempiere a ciò pensa di attribuire un parto gemellare a Donna Rosa. Inizialmente il prelato cerca di far credere alla stessa che il padre del piccolo è Don Eduardo il farmacista, interpretato da Diego Gueci.  Ma poi scopre che Rosa è a conoscenza dell’accaduto tra il marito e la sorella.

La commedia scorre piacevolmente e le due ore di messa in scena passano velocemente tra il ritmo incalzante delle battute, grazie anche a Vincenzo il sacrestano, un divertentissimo Pistoia, e grazie anche a  qualche colpo di scena come la scoperta che il figlio di Filomena è di colore… nero, come il carbone delle miniere di Antonio e come il dramma della sua morte.

Lo spettacolo è un affresco di anni ormai lontani e di un’Italia che non c’è più.

 

 

Teatro Sala Umberto – Via della Mercede, 50 – 00187 Roma

Telefono 06. 67.94.75.3

Prezzo dei biglietti: Poltronissima da 27,00 a 30,00 Euro; Poltrona da 25,00 a 27,00 Euro; Galleria da 20,00 a 22,00 Euro.

Orario Spettacoli: Martedì, I Mercoledì, Giovedì, Venerdì ore 21.00. II Mercoledì pomeridiana ore 17.00 Sabato ore 17.00 e 21.00. Domenica ore 17.30.

 

 

Articolo di: Fabio Sepe

Grazie a: Viola Sbragia e Silvia Signorelli, Ufficio Stampa

Sul web: www.salaumberto.com

 

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