Griselidis, memorie di una prostituta - Teatro Comunale, Todi Festival XXXI edizione (Todi)

Scritto da  Mercoledì, 30 Agosto 2017 

Sono state le confidenze di una prostituta ad inaugurare la 31ª edizione del Todi Festival e la grande attesa per “Griselidis, memorie di una prostituta” si è concretizzata con un sold-out e molti applausi. Dal monologo tratto dalle memorie della vera Grisélidis Réal e diretto da Juan Diego Puerta Lopez, viene fuori un inedito e crudo quadro psicologico di clienti e prostitute, tra miserie e nobiltà. Serra Yilmaz dà corpo ad una protagonista spregiudicata e compassionevole, tenera nel raccontare anche le più sordide perversioni, mentre il poetico contraltare musicale è affidato al sax solista di Stefano Cocco Cantini.

 

GRISELIDIS, MEMORIE DI UNA PROSTITUTA
di Coraly Zahonero
con Serra Yilmaz
traduzione Serra Yilmaz
adattamento Alberto Bassetti
sax solista e musiche Stefano Cocco Cantini
impianto scenico Pier Paolo Bisleri
costumi Caterina Nardi
assistente regia Sophia Filipponi
regia Juan Diego Puerta Lopez
produzione Todi Festival - I Due della Città del Sole - Golden Show

 

Ha i capelli blu, Serra Yilmaz, un blu provocatorio e stravagante ma anche limpido come fosse un'amorevole e sui generis fata turchina. Blu sono i suoi occhi, blu il boa di piume con cui gioca e si avvolge in scena, per poi sostituirlo con variopinte vesti da camera. Blu sono anche le luci fredde che la illuminano mentre dall'interno di una gabbia racconta la sua storia, in contrapposizione alla luce calda che invece segue, al di là della rete, Stefano Cocco Cantini al sax.

Per un'ora, adagiata sul divanetto, seduta allo scrittoio o immobile davanti alla rete, racconta al pubblico la sua vita di prostituta da 50 franchi a cliente, senza distinzione tra uno e l'altro. Racconta della prima volta, della quasi casuale offerta di denaro in cambio di sesso da cui tutto ebbe inizio, della sua infanzia difficile, dei tanti uomini - neri, bianchi, vecchi, nani, affascinanti - con cui è stata, dei loro gusti e del loro mendicare l'amore che non trovano a casa. Racconta il mestiere più antico del mondo e lo fa senza ipocrisie. Con un testo crudo, sincero e liberatorio, “Griselidis, memorie di una prostituta” è uno spettacolo che ampio successo ha già riscosso in Francia e che in questa versione, prodotta da Todi Festival con I Due della Città del Sole e Golden Show, mantiene un forte respiro internazionale con un regista colombiano (Juan Diego Puerta Lopez), un'interprete turca (Serra Yilmaz), un musicista italiano (Stefano Cocco Cantini) e un'autrice francese della Comédie Francaise (Coraly Zahonero).

Racconta una figura reale, quella di Grisélidis Réal, prostituta franco-svizzera nata nel 1929 e nota per il suo impegno nella lotta per la legalizzazione e i diritti della prostituzione. Cresciuta tra privazioni e repressioni, vittima di una madre bigotta che “assassinò la sua vita, la sua sessualità, la sua felicità, il suo matrimonio”, Grisélidis mandò all'aria figli e marito finendo a vendere il suo corpo anche in segno di reazione alla madre. Morta di tumore nel 2005, di lei sono rimaste poesie, minuziosi ed espliciti resoconti, lettere e romanzi di denuncia. Così ora, da queste sue memorie, è scaturito un testo denso e complesso che si rivela essere ben più di un racconto biografico; è un'analisi antropologica, uno spaccato di psicologia. Nel raccontare l'approccio dei clienti e le loro perversioni, Serra/Grisélidis mette completamente a nudo la brutalità e l'umanesimo del mestiere, mostrandoli in una luce diversa. Sviscerando il senso di umiliazione vissuto sia dal cliente che dalla prostituta, il desiderio d'amore e lo sfogo delle proprie pulsioni. E attribuendo al suo vendersi anche un significato di assistenza, di aiuto, di consolazione e terapia a clienti che diventano quasi pazienti. Una missione che, seppur vivendo inevitabili momenti di sconforto e paura, Grisélidis portò avanti con cura, intelligenza e quasi con amore.

Il linguaggio dello spettacolo, nell'adattamento di Alberto Bassetti, è crudo e forte con tocchi d'ironia e temi spesso ancora tabù come il sesso, il corpo e la prostituzione sono affrontati in modo esplicito, onesto, provocatorio ma non volgare. Soprattutto, Serra Yilmaz riesce a infondere una straordinaria delicatezza all'intero racconto. Quella che conosciamo come l'attrice-simbolo del cinema di Ferzan Ozpetek, la donna dal volto simpatico e l'esotica origine turca, non strafà, è contenuta nei movimenti e semplice nei toni. La sua recitazione procede fluida e spontanea, le sue confidenze diventano intime, informali e ci sono tenerezza nel suo parlare dei clienti e compassione e conforto e poi rassegnazione e disgusto e poi ancora amore. E' paradossalmente candida e ironica nel raccontare anche i momenti più umilianti e le perversioni più spinte, spregiudicata e insieme innocente.

Per tutto lo spettacolo parla da dentro una gabbia al centro del palcoscenico. Ha intorno a sé i suoi abiti, il divano, le comodità... ma è rinchiusa. E' la gabbia impostale dall'educazione materna o forse quella costruitasi da sé con il suo mestiere. Se ne libererà solo nel malinconico finale, dopo aver delicatamente coperto ogni oggetto con teli immacolati.

Le sue confessioni e gli episodi sono accompagnati e intervallati solo dal suono del sax di Stefano Cocco Cantini che incede sul palco, girando intorno alla gabbia e avvolgendo le parole con note struggenti e poetiche.

Lo spettacolo è il primo dei 10 debutti nazionali previsti durante la 31ª edizione del Todi Festival e a partire da novembre sarà in tournée a Roma, Firenze, Milano, Vicenza.

 

Teatro Comunale - Via Giuseppe Mazzini 15, 06059 Todi (Pg)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 327 6353257 (dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19.30)
Orario spettacolo: sabato 26 agosto ore 21.00
Biglietti: 12€ + prevendita

Articolo di: Michela Staderini
Grazie a: Nicola Conticello e Marco Giovannone, Ufficio stampa NCMedia
Sul web: www.todifestival.it

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