Grasse risate, lacrime magre - Spazio Qua (Milano)

Scritto da  Lunedì, 24 Aprile 2017 

“Grasse risate, lacrime magre”: uno spettacolo che mantiene le promesse fin dal titolo grazie al formidabile duo composto da Paolo Faroni e Fabio Paroni, che ci fa ridere tanto da lacrimare, sempre con grazia e intelligenza.

 

GRASSE RISATE, LACRIME MAGRE
scritto, diretto e interpretato da Paolo Faroni e Fabio Paroni
una produzione Compagnia Blusclint

 

Iscrivetevi ad un corso di teatro, imparate ad occupare lo spazio, a lavorare sulle intenzioni del personaggio, ad immedesimarvi con il metodo Stanislavskij e poi dimenticate tutto: tanto se non lo fate voi ci pensano Fabio Paroni e Paolo Faroni a farvi capire che tutto questo è (apparentemente) inutile, facendovi ridere delle contraddizioni, degli eccessi, degli stereotipi del mondo degli attori con “Grasse risate, lacrime magre”, uno spettacolo che hanno prodotto con la loro compagnia Bluscint nel 2013 e che meriterebbe maggiore distribuzione. Uno spettacolo che si presta a spazi intimi e raccolti nei quali il dialogo col pubblico diventa necessario attraverso la tanto evocata rottura della quarta parete, spesso abusata in maniera sbagliata in tanto teatro "intellettuale" di oggi ma che qui risulta invece necessaria per lasciare spazio all'improvvisazione, per creare terreno fertile alla complicità con il pubblico del quale divertimento gli attori si nutrono per giocare al rialzo in ogni scena.

Lo spettacolo, diviso in quadri, racconta talvolta per assurdo, talvolta per eccesso, a volte invece per sottrazione, tutto quello che ruota intorno al mondo degli attori: troviamo il giovane regista appena uscito dall'accademia che, nutrito dal sacro fuoco dell'arte, si scontra con un direttore di teatro becero e votato al dio denaro, ma più che essere vittima e carnefice sono entrambi vittime delle dinamiche del teatro italiano per cui - a metà tra Lavoisier e Tomasi di Lampedusa - nulla si crea, nulla si distrugge e tutto rimane com'è sempre stato; troviamo un mondo alla rovescia in cui due amici si ritrovano dopo tanto tempo: uno è artista di strada, ricco sfondato e pieno di agi, l'altro è dentista e vive di stenti, perché il mondo delle professioni "nobili" (avvocati, dentisti, notai) è in realtà diventato il mondo degli stereotipi che oggi associamo al mondo dell'arte: ambiente di stenti, di promiscuità, di precarietà; ci sono poi i due attori che dopo anni di teatro impegnato, in cui dopo 30 giorni di prova ti ritrovi a fare solo una replica mal retribuita, si sono convertiti alla televisione degli show più beceri dove per 1 giorno di prova ti ritrovi a fare 30 giorni di repliche, guadagnando il triplo. E sono solo una parte delle storie che il duo è in grado di raccontarvi, tra teatro-panettoni e un duo simil Starsky e Hutch in versione teatrale e omosex.

Quasi a ricordare per certi tratti il film “I Mostri” del grande Dino Risi, si ride di problemi seri e reali, sui quali in tanti nel mondo dell'arte oggi s'interrogano, situazioni che davvero mettono in difficoltà gli attori nel condurre una vita "normale", ma le argomentazioni sagaci, i dialoghi brillanti, i tempi comici rispettati al millimetro, la capacità d'improvvisare e di dialogare con il pubblico, rendono tutti questi quadri uno più divertente dell'altro con il risultato che alla fine dello spettacolo la mascella duole e il cervello si è acceso su riflessioni serie, semiserie e non.

 

Spazio QUA - via Solari 2/a, 20144 Milano
Per informazioni e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 338-6844358
Orario spettacoli: ore 21.00
Biglietti: 10 euro con tessera associativa (2 euro)

Articolo di: Emanuela Mugliarisi
Sul web: http://compagniaspazioqua.it

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