Gran serata futurista - Teatro Piccolo Eliseo Patroni Griffi (Roma)

Scritto da  Ilaria Guidantoni Venerdì, 06 Dicembre 2013 

Una prova di memoria e non solo, un esercizio nello stile futurista, una sfida che il regista e interprete quasi unico dello spettacolo affronta nello spirito futurista: una sorta di metafora realizzata dove la donna è un manichino funzionale, ‘una bambola danzante’. Scenografia ridotta al minimo che si apre e si chiude con l’immagine simbolo del treno e l’idea del viaggio. Saggio su Marinetti nelle cui parole Massimiliano Finazzer Flory si immerge, fino quasi a trasformarsi con il suo frack, diventando una sorta di marionetta tragica. Esercizio titanico nel ritmo vorticoso che trascina in un crescendo per un’ora e oltre lo spettatore. Molte le parti note che si riconoscono dei testi del periodo con un finale di spettacolo che sembra originale o fortemente interpretato, rispetto al testo citato. Si nota un'attualizzazione sottolineata anche dall'interpretazione accorata: dalla critica a Roma, che da sempre vive come una mantenuta anche se in senso spirituale - aggiunge ironicamente - alla risposta di una possibile domanda sul perché sia futurista. “Perché il futurismo è l’Italia”. Uno spettacolo che è tutto parola e mimica, tensione emotiva, fluidità che scivola dal palcoscenico sul pubblico. In particolare gli ultimi due ‘quadri’ sono tratti dal “Discorso di Roma” e da “Perché son futurista” di Giovanni Papini.

  

 

GRAN SERATA FUTURISTA
spettacolo teatrale di e con Massimiliano Finazzer Flory
da Filppo Tommaso Marinetti, Aldo Palazzeschi, Libero Altomare, Giovanni Papini
regista e interprete Massimiliano Finazzer Flory
coreografie e interprete Michela Lucenti
danza Sara Ippolito
musiche di Igor Stravinsky, Alfredo Casella, Luigi Russolo, Ryuichi Sakamoto
costumi della Sartoria Brancato Milano

 

 

Dopo il successo di Londra, dove è stata presentato "Gran Serata Futurista", di e con Massimiliano Finazzer Flory, lo spettacolo dedicato al promotore del manifesto futurista Filippo Tommaso Marinetti delle cui pagine si riconoscono ampi stralci, ha debuttato il 2 dicembre a Roma come anteprima della tournée 2013-2014, al Piccolo Eliseo Patroni Griffi, dove tornerà per tre serate a marzo. Lo spettacolo sarà in scena a Firenze il 22 gennaio, a Bologna il 25 gennaio, a Venezia il 29 gennaio, a Napoli il 31 gennaio, quindi a Milano dal 26 febbraio al primo marzo al Piccolo Teatro Studio Melato. Negli Usa in occasione della mostra “Futurismo italiano 1909-1944. Ricostruire l’Universo” al Guggenheim di New York, "Gran Serata Futurista" sarà in tour a partire dal 6 febbraio a Los Angeles, San Francisco, Houston, Washington, Boston per concludere il 21 febbraio a New York presso il Lincoln Center.

 

La scenografia è scarna con due sedie, l’illuminazione in rosso e quasi sempre in penombra, una lavagna tratteggiata da un gessetto bianco e sullo sfondo uno schermo con delle proiezioni di foto e opere dell’epoca. I costumi riprendono il formalismo esasperato del tempo in contrapposizione con la forza trasgressiva delle parole che non sono più fiori ma sangue del pensiero. La ragazza indossa abiti vari e con valenze differenti, da un abito lungo nero, sensuale e geometrico, ad un abito quasi iniziatico ascetico con una parrucca verde; poi un abito vagamente bon ton un po’ programmatico per la fantasia che ricorda certi quadri futuristi; così come una tuta da operaio con tanto di elmetto a sottolineare l’invasione della macchina e della fabbrica nell’immaginario dell’epoca. Questo tema era stato sviluppato ampiamente anche nella serata dell’8 settembre 2012 in occasione del Festival culturale Comodamente, vicino a Vittorio Veneto, ambientato in una centrale idroelettrica.

 

La provocazione è tipicamente futurista e passa in rassegna tutti i temi della letteratura dell’epoca, dal rovesciamento dei canoni della bellezza classica, al ruolo della parola, al mito della velocità, la contestazione della storia, della burocrazia e dell’Europa, l’inno maschio contro ogni delicatezza femminile, la distruzione dei musei che l’artista concede di visitare una volta l’anno – come ritualmente si va in visita al Camposanto o a portare i fiori alla Gioconda – il ruolo del teatro e la demolizione dei riti e del rispetto per le categorie del pubblico e delle prime. Lo spettacolo entra nello spettacolo e si prende un po’ in giro. Su tutta la scena domina comunque la figura, sottile ed elegante come quelle ritratte da Giacometti, che sussurrando, spesso di spalle o di sguincio rispetto al pubblico, arriva forte e potente, in una frontalità incombente verso la fine dello spettacolo, sul limitare del palcoscenico.

 

 

Piccolo Eliseo Patroni Griffi - via Nazionale 183, 00184 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono botteghino 06/4882114 - 06/48872222, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: lunedì 3 dicembre ore 21
Durata spettacolo: 60 minuti e qualche secondo improvvisato…

 

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Sul web: www.teatroeliseo.it

 

 

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