Gospodin - Teatro Tieffe Menotti (Milano)

Scritto da  Martedì, 27 Gennaio 2015 

Un paradossale gentiluomo che prova a "prendere il capitalismo per le palle" cercando di vivere in una città capitalista ma senza soldi, e che trova il senso ultimo della propria esistenza e il vero esprimersi della libertà nella vita in carcere. Questo è Gennant Gospodin, il personaggio portato in scena da un intenso Claudio Santamaria affiancato sul palco del Menotti da una bravissima Valentina Picello e da un brillante Marcello Prayer. Nuova regia di Giorgio Barberio Corsetti, andata in scena al Ciro Menotti di Milano dal 22 al 25 gennaio.

 

Produzione Fattore K./ L’UOVO Teatro Stabile Di Innovazione
in collaborazione con Romaeuropa Festival presenta
Claudio Santamaria in
GOSPODIN
tratto da "Gennant Gospodin" di Philipp Löhle
regia di Giorgio Barberio Corsetti
e con Marcello Prayer e Valentina Picello
traduzione di Alessandra Griffoni a cura del Goethe Institute
scene Giorgio Barberio Corsetti e Massimo Troncanetti
costumi Francesco Esposito
luci Gianluca Cappelletti
graphics Lorenzo Bruno e Alessandra Solimene
video Igor Renzetti
musiche Gianfranco Tedeschi e Stefano Cogolo
regista assistente Fabio Cherstich

 

Gospodin è un sostantivo che, in croato, significa gentiluomo. A primo acchito viene difficile associare questo tipo di galanteria al giovane che vediamo interpretato da Claudio Santamaria: Gospodin sembra un ignavo, un pigro, un egoista che pur di non lavorare si trincera dietro a valori anticapitalisti, che va in giro a mendicare soldi accompagnato dal suo lama ma che in realtà vive alle spese della fidanzata, che "giustamente", ad un certo punto, lo molla.

Quando lo conosciamo all’inizio dell’opera Gospodin è in totale caduta: perde il suo lama (Greenpeace glielo sequestra per maltrattamento), perde la fidanzata e a poco a poco inizia a perdere qualsiasi oggetto d'arredo che componeva la sua casa borghese, trovandosi a vivere in un appartamento del tutto spoglio se non fosse per la paglia che un tempo nutriva il lama e che ora gli fa da giaciglio. La forza del testo e della sua messa in scena ad opera di Giorgio Barberio Corsetti è quella di farci scoprire a poco a poco l'immagine eroica di quest'uomo che non accetta di vivere secondo le regole del capitalismo che impongono di cambiare gli oggetti quando ancora funzionano benissimo; Gospodin ci sta sempre più simpatico, anche nei suoi lati paradossali e da pazzo quando ci fa capire l’assurdità di un mondo in cui il latte si può trovare con 3 diverse percentuali di grassi o addirittura senza lattosio!

Questa regia di Corsetti dà vita ad un affascinante testo di Philipp Löhle - autore talmente brillante da meritarsi, a soli 37 anni, la residenza e la direzione dello Staatstheater Mainz Theatre di Berlino - che viene esaltato con la giusta dose di silenzi e dialoghi, con una colonna sonora scarna e mai di decoro, unitamente ad una scenografia versatile che risulta geniale con i suoi teli e pannelli che permettono, non solo di creare dal nulla e in seguito nascondere i vari spazi della casa, ma soprattutto di proiettare immagini della città (grazie alle tecniche di graphic animation e video mapping ad opera delle Officine K) nella quale il nostro eroe anticapitalista si perde, s’immerge sempre di più riconoscendosi ogni volta sempre più estraneo al tipo di società nella quale vive.

Santamaria ha quella perfetta noncuranza verso gli oggetti materiali che caratterizzava il personaggio di Zanardi nel film "Paz!" ma vi unisce, con le giuste sfumature e con una perfetta amalgama, la rabbia proletaria e quella ribellione antiborghese che potrebbero ricordare la sua grande prova attoriale nella serie televisiva su Rino Gaetano. La sua bravura è sicuramente esaltata dai compagni di scena, quando si dice pochi ma buoni: Valentina Picello, che sempre più risulta presente sui palchi italiani (meritatamente!) rappresenta con perfetta mescolanza di toni comici e drammatici i tanti personaggi femminili che ruotano intorno a Gospodin, prima per redarguirlo delle sue scelte estremiste e irrazionali, ma che poi si rivelano le prime a lusingarlo quando - per traversie di varia natura - si ritrova in casa una valigia piena di contanti di grosso taglio. Marcello Prayer non è da meno: la sua istrionica bravura porta in scena i personaggi più assurdi, volutamente caricaturali per esprimere al meglio le velleità e i paradossi del nostro tempo - come nel caso dell'artista incompreso che crea la scultura concettuale "tempus fuck it".

La valigetta piena di soldi è il dispositivo che più ci permette di entrare in sintonia con Gospodin, che ci fa comprendere a fondo uno dei suoi quattro comandamenti "i soldi non devono essere necessari": il personaggio che fino a questo momento ci era sembrato troppo teorico, statico e paradossale nelle sue scelte ora diviene il vero eroe che permette, a noi pubblico, di riconoscerci quasi catarticamente nei personaggi che prima lo deridevano e che, di fronte al dio denaro, sono pronti a strisciare, a umiliarsi pur di avere un po' di soldi facili. Ma la vera esplosione del paradosso, e la vera crisi dello spettatore, è nel finale quando, proprio per quei soldi da lui non rubati, Gospodin finisce in carcere e ci mette di fronte alla spiazzante contraddizione di quanto sia più libera una vita in carcere mondata dalla necessità dei soldi piuttosto che una vita all’aperto ma vissuta nella continua schiavitù del consumismo, nella prigione dell’eterna insoddisfazione.

 

Teatro Tieffe Menotti - via Ciro Menotti 11, Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/36592544, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: lunedì riposo; martedì, giovedì, venerdì, sabato ore 20.30; mercoledì ore 19.30;
domenica ore 17; lunedì riposo
Biglietti: intero € 25, convenzioni € 20, ridotto/under 25 € 20, ridotto/over 65 (residenti a Milano) € 12.50, ridotto/over 65 (residenti fuori Milano) € 17.50, prevendita € 1.50

Articolo di: E. M.
Grazie a: Maria Gabriella Mansi, Ufficio stampa Tieffe Teatro Menotti
Sul web: www.tieffeteatro.it

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