Gli Innamorati - Teatro Vascello (Roma)

Scritto da  Sabato, 23 Aprile 2016 

Per la regia di Andrée Ruth Shammah è andata in scena al Teatro Vascello una delle commedie più affascinanti del maestro veneziano, "Gli Innamorati". Con arguzia e spirito comico Goldoni scandaglia l’eterno confitto degli amanti tesi alla reciproca conquista attraverso il nevrotico alternarsi di desiderio, gelosia, provocazione e abbandono, creando una perfetta macchina teatrale che suggella ancora una volta la vitalità della sua opera.

 

Produzione Teatro Franco Parenti presenta
GLI INNAMORATI
di Carlo Goldoni
regia Andrée Ruth Shammah
con Marina Rocco, Matteo De Blasio, Roberto Laureri, Elena Lietti, Alberto Mancioppi, Silvia Giulia Mendola, Marco Balbi, Andrea Soffiantini
scene e costumi Gian Maurizio Fercioni
luci Gigi Saccomandi
musiche Michele Tadini

 

Gli studi letterari riportano che la commedia Gli Innamorati nacque dopo un viaggio di Goldoni a Roma, compiuto nel 1759, avendo il maestro trovato ispirazione sia nel comportamento di una coppia di amici sia nell’osservazione degli elementi caratterizzanti del teatro romano dell’epoca, sfrontatezza e impertinenza, che divertivano il pubblico.

La partitura di questa commedia ha quindi in sé sia l’approfondimento psicologico sia il godimento della messa in scena comica ed entra nel novero del nuovo teatro goldoniano, quello delle cosiddette commedie di carattere. In realtà l’intreccio è molto semplice e la commedia si fonda sull’altalena continua degli stati d’animo dei due innamorati, che paiono veri e propri duellanti, animati dal sentimento che li spinge a inseguire il possesso esclusivo dell’altro cioè la gelosia, sempre attuale, nel ‘700 come oggi.

Eugenia e Fulgenzio si amano, desiderano sposarsi e nessun ostacolo si oppone al loro amore, neanche la ricchezza di lui, che si dimostra prodigo e disinteressato. Lei, infatti, è orfana e spiantata, perché suo zio Fabrizio ha sperperato il patrimonio, sicché tutti in casa vedono di buon occhio il matrimonio: la giudiziosa sorella Flamminia, l’avvocato di famiglia Ridolfo ed anche i servi, che rimpiangono la passata agiatezza. Eppure la relazione è continuamente tormentata e avvelenata dai litigi dovuti alla gelosia immotivata di lei per la cognata Clorinda. Eugenia e Fulgenzio sembrano condannati a farsi la guerra, acida oltremisura lei, se lui prova a essere conciliante, sdegnato e confuso lui, se lei diventa civetta.

Ogni azione, ogni sguardo, ogni giustificazione dell’amato è oggetto di sospetto per Eugenia, che provoca continuamente Fulgenzio fino a fidanzarsi per ripicca con il conte di Otricoli, ospite di suo zio, per farlo ingelosire.

In un continuo e ossessivo alternarsi di scontri, malintesi e riappacificazioni si giungerà alla fine alle sospirate nozze, ma solo dopo aver sperimentato e messo alla prova la reciproca resistenza con tutti i possibili capricci e cambi d’umore, in una girandola di baruffe che divertono e ricordano quanto l’essere umano in stato d’innamoramento abbia l’energia di sperimentare e sopportare!

In questa messa in scena la regista Andrée Ruth Shammah, che da anni dirige il Teatro Franco Parenti di Milano, nel solco dei grandi e indimenticati maestri con cui ha collaborato, quali Strehler e Testori, ha saputo trovare notevoli spunti di novità.

Senza cambiare il testo originale, ha rotto la convenzionalità di allestimenti già visti, inserendo un continuo sistema di entrate e uscite metateatrali, evitando l’artefatta leziosità che nel tempo si era depositata nelle rappresentazioni goldoniane. Gli otto interpreti, infatti, sono protagonisti della commedia, ambientata a Milano, e al contempo anche una compagnia di attori che deve mettere in scena il testo de Gli Innamorati, ma che ha perso i vestiti in un canale a Venezia. I costumi sono quindi rimediati in extremis, nel colore dominante del bianco, uguale per tutti: sulla scena vi sono poche sedie, quattro lampadari e due stender appendiabiti da cui gli attori si servono visibilmente per i cambi d’abito e di personaggio.

Gli interpreti sono tutti assai bravi e perfetti nei ruoli, riuscendo con la loro esuberanza a tener sempre alta l’attenzione del pubblico, nel virtuoso equilibrio tra vis espressiva e magica leggerezza, come il copione di questa commedia richiede.

La spumeggiante Marina Rocco e il focoso Matteo De Blasio, nella parte degli innamorati, conducono il gioco e si giovano del brillante apporto di Roberto Laureri (Conte Roberto d’Otricoli/Tognino), Elena Lietti (Lisetta/Clorinda), Alberto Mancioppi (Ridolfo), Silvia Giulia Mendola (Flamminia) e Marco Balbi (zio Fabrizio). Un plauso particolare ad Andrea Soffiantini, che ha catturato sin dall’apertura di sipario la simpatia del pubblico nel ruolo del servo Succianespole, a dimostrazione ancora una volta del famoso detto che “non esistono piccole parti ma solo piccoli attori”.

 

Teatro Vascello - via Giacinto Carini 78, 00152 Roma (zona Monteverde Vecchio)
Per informazioni e prenotazioni:
telefono 06/5881021 - 06/5898031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 18
Botteghino: dal martedì al venerdì dalle 9 alle 21.30 orario continuato; lunedì dalle 9 alle 18; sabato dalle 11 alle 21,30; domenica dalle 14 alle 19
Biglietti: intero € 20, ridotto over 65 € 15, ridotto studenti e gruppi di un minimo di 10 persone (i biglietti per i gruppi devono essere ritirati un giorno prima da un capogruppo) € 12

Articolo di: Rosanna Saracino
Grazie a: Cristina D'Aquanno, Ufficio stampa Teatro Vascello
Sul web: www.teatrovascello.it

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