Gli alti e bassi di Biancaneve - Teatro Biblioteca Quarticciolo (Roma)

Scritto da  Sabato, 31 Dicembre 2011 
Gli alti e bassi di Biancaneve

Dal 26 al 28 dicembre al Teatro Biblioteca Quarticciolo e dal 29 al 30 dicembre al Teatro Tor Bella Monaca. Il magmatico, sanguigno e travolgente universo di Emma Dante, la regista palermitana che con i talentuosi interpreti della sua Compagnia Sud Costa Occidentale ha saputo costruire un linguaggio drammaturgico inconfondibile e conquistare il plauso della critica e di un sempre più numeroso pubblico multigenerazionale, torna a cimentarsi con il teatro ragazzi dopo il successo di “Anastasia, Genoveffa e Cenerentola”.

 

 

Compagnia Sud Costa Occidentale presenta

con la collaborazione di Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus

GLI ALTI E BASSI DI BIANCANEVE

favola per bambini e adulti

testo e regia Emma Dante

con Italia Carroccio, Davide Celona, Daniela Macaluso

scene e costumi Emma Dante

luci Gabriele Gugliara

foto e grafica Carmine Maringola

 

Il secondo capitolo di questo nuovo sentiero creativo si concentra su una delle storie più celebri ed amate del folclore         popolare europeo cristallizzata all’inizio dell’Ottocento nella versione dei fratelli Jacob e Wilhelm Grimm, quella di “Biancaneve e i sette nani” col suo ineffabile corredo di specchi magici, regine malefiche, nanetti premurosi, mele stregate e romantici principi salvatori dell’indifesa eroina di turno.

BiancaneveEmma Dante rievoca questa fantasiosa leggenda di ascendenza medievale mantenendosi sostanzialmente aderente al canovaccio originale ma ovviamente plasmandola e ricomponendola in base al suo stile personalissimo ed assolutamente riconoscibile; ritroviamo pertanto in scena alcuni degli elementi caratteristici della sua drammaturgia e delle dinamiche espressive che contraddistinguono lo sguardo disincantato, affilato, poetico e a tratti lancinante con cui l’artista interpreta il reale – o in questo caso il mondo favolistico – e lo riverbera sul palcoscenico: l’enfatizzazione parossistica del gesto recitativo per conferirgli intensità e forza, la totalizzante attenzione dedicata ai dettagli della messinscena dalla stessa autrice-regista che cura in prima persona anche la scenografia e i costumi, il minuzioso lavoro di armonizzazione delle pregiate interpretazioni dei giovani ma talentuosissimi attori in scena. Il tutto all’insegna di una concezione di “teatro artigiano” che nella semplicità scova l’essenza, caratterizzato da una ricercatezza autorale di rara brillantezza ed intriso degli umori e dei colori ancestrali della terra siciliana, che emergono in maniera palpabile anche quando si confronta, come in questo frangente, con testi drammaturgici dall’ambientazione non prettamente radicata nel ruvido contesto isolano.

E l’originalità di Emma Dante deflagra in maniera dirompente anche in “Gli alti e bassi di Biancaneve”, la nuova produzione di Sud Costa Occidentale presentata durante le festività natalizie nel circuito dei romani Teatri di Cintura (il Teatro Biblioteca Quarticciolo e il Teatro Tor Bella Monaca): in scena tre soli attori, che abbiamo già imparato ad apprezzare entusiasticamente nei lavori teatrali precedenti della compagnia - Italia Carroccio, Davide Celona e Daniela Macaluso – con ruoli multipli, travolti in un turbinio convulso di ribaltamenti di prospettive, galvanizzante energia ed emozionanti sorprese che non cessano nemmeno per un istante di catturare l’attenzione di tutti gli spettatori, dai numerosissimi piccini presenti in platea ai palati teatrali più maturi ed esigenti.

Accade così che, mentre la graziosa e delicata principessa Biancaneve gioca placidamente tra le sue mille bambole ed incanta tutti i cortigiani per il suo animo candido e i suoi modi gentili, la perfida e vanitosa matrigna trascorra le proprie giornate ad interrogare ostinatamente il suo specchio magico per sincerarsi di essere sempre e comunque “la più bella del reame”. In questo caso però non si tratta di un semplice e statico specchio parlante, come tradizione prescriverebbe: di fronte all’affascinante sovrana si erge difatti un suo perfetto clone en travesti che ne replica con certosina perizia ogni singolo movimento, ogni espressione, finanche sussurrando in perfetta sincronia ogni singola parola da lei pronunciata. La sua rivelazione che la bellezza di Biancaneve rivaleggia con quella della regina ed anzi l’ha ormai superata assume i connotati di un vero e proprio fulmine a ciel sereno; nella mente disturbata dell’invidiosa matrigna scatta immediato il progetto omicida, la piccola intrigante va sterminata repentinamente e un valido alleato in questo progetto può essere rappresentato dall’adrenalinico guardiacaccia che dovrà condurla nel bosco ed assassinarla. Intenerito dalla fanciullesca dolcezza di Biancaneve, quest’ultimo le consente però di fuggire, suggerendole di far perdere le proprie tracce nell’oscurità del bosco. Nelle sue terrorizzate peregrinazioni troverà l’accogliente rifugio offerto dalla bizzarra combriccola dei sette nani, piccoli minatori dalle pance gonfie che parlano un grottesco siciliano medievale ed hanno perso le gambe durante un’esplosione in una cava sotterranea; incontrerà poi un dinoccolato principe azzurro tramutatosi per l’occasione in un goffo damerino di bianco agghindato; verrà infine circuita dalla matrigna, scesa in campo in prima persona, trasformatasi per occultare le proprie sembianze in un’arcigna vecchia magra ed altissima e desiderosa di sbarazzarsi di Biancaneve prima con un cerchietto capace di innescare vorticose rotazioni, poi con una collana di perle che strangola chi la indossa, infine con la classica ed insidiosa mela avvelenata. La nostra eroina cadrà in quest’ultimo tranello ma la sua innocenza ed un bacio d’amore dello strampalato principe condurranno inesorabilmente al lieto fine, com’è giusto e doveroso che sia.

BiancaneveAssolutamente minimalista ed essenziale la scenografia, ridotta ad un semplice pannello adornato da drappeggi multicolori dietro al quale avvengono i repentini cambi di abito ed accessori che consentono le strabilianti metamorfosi degli attori da principessa Biancaneve a Nanetto, da Specchio incantanto a Guardiacaccia a Nanetto a Principe azzurro dandy; molto più preziosi e visivamente d’impatto i capeidoscopici costumi che raggiungono il duplice obiettivo di caratterizzare con precisione i tratti psicologici dei personaggi e di catturare l’attenzione dello spettatore, in particolare dei più piccini che rimangono letteralmente estasiati dalla velocità dei cambi di abito, personaggio e atmosfera.

La regia di Emma Dante colpisce come di consueto per dinamismo, viscerale intensità e pathos istintivo, caratteristiche che affiorano distintamente anche allorchè si dedica al teatro ragazzi, territorio in cui inevitabilmente la dirompente carica espressiva di opere come “mPalermu”, “Carnezzeria” o “Le Pulle” deve essere incanalata secondo sentieri diversi; mediata attraverso il saporito ed incisivo pastiche linguistico di italiano e vernacolo siciliano antico, l’immortale fiaba di Biancaneve assurge a simbolo del cammino di una bambina innocente ed inconsapevole lungo i tortuosi percorsi dell’esistenza tra le insidie degli egoismi e della vanità, il conforto della rara ma inestimabile generosità disinteressata, il romanticismo del sogno e le paure che intrinsecamente accompagnano la crescita, scoprendo che i più profondi valori della vita si nascondono nelle sproporzioni, negli “alti e bassi” che la circondano ed arricchiscono.

Veramente pregevoli le interpretazioni dei tre attori in scena, che plasmano con solida padronanza recitativa e simpatia gli innumerevoli personaggi protagonisti del racconto. Un elogio particolare lo riserviamo alla straripante performance dell’ottimo Davide Celona che dopo aver vestito i panni – e gli stivali dal tacco vertiginoso – dello Specchio magico nell’esilarante confronto con la perfida regina, aver messo a soqquadro il palcoscenico con l’incontenibile vitalismo e le capriole acrobatiche del suo energico Guardiacaccia, ed essersi diviso in maniera fulminea tra gli scoppiettanti nanetti, si trasforma finalmente in un principe tutt’altro che affascinante, anzi alquanto impacciato e stravagante; grande carisma coniugato ad ineccepibile tecnica e alla capacità di instaurare una naturale empatia con il pubblico rendono l’interpretazione del giovane attore siciliano davvero memorabile.

Uno spettacolo trascinante e spassoso, sorprendente ed originale – la magia delle fiabe della nostra infanzia e quella del teatro di Emma Dante si sposano in un luminoso gioiello, assolutamente da non perdere e da assaporare assieme alle nostre famiglie.

 

Teatro Biblioteca Quarticciolo - via Ostuni, 8

Per informazioni: telefono 06/45460705, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Teatro Tor Bella Monaca - viale Duillio Cambellotti, 00133 Roma

Per informazioni: telefono 06/2010579, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Orario spettacoli:

Teatro Biblioteca Quarticciolo - lunedì 26 ore 18, martedì 27 e mercoledì 28 ore 17

Teatro Tor Bella Monaca - giovedì 29 ore 18, venerdì 30 ore 21

Biglietti: € 10 intero, € 5 ridotto (possessori Carta Bibliocard, studenti fino a 25 anni e over 65), € 2 per bambini fino alla quinta elementare

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Amelia Realino, Ufficio Stampa Teatri di Cintura

Sul web: www.teatrobibliotecaquarticciolo.it - www.teatrotorbellamonaca.it

 

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