Giorni Scontati - Teatro dei Conciatori (Roma)

Scritto da  Domenica, 16 Dicembre 2012 

Una lucidissima e tagliente indagine del microcosmo carcerario al femminile, senza indulgere in alcun modo nel patetismo o nella denuncia manierata ed asettica di certa drammaturgia sociale densa di scrupolo documentario ma essenzialmente priva di sensibilità e sincera emozione. L’atto unico firmato da Antonella Fattori e Daniela Scarlatti, rinvigorito e reso ancor più incisivo e acuminato dalla sempre personale ed impeccabile direzione registica di Luca De Bei, affonda nell’interiorità, nell’abisso di solitudine e contraddizioni, senso di colpa e desiderio di riscatto, incertezze e timore di tornare a spiccare il volo, delle quattro protagoniste. Il risultato è una perla oscura di pregiata arte teatrale che colpisce senza indugio la coscienza dello spettatore, commuovendo in profondità ed innescando una doverosa ed imprescindibile riflessione.

 

 

 

Molise Spettacoli presenta
con il patrocinio e il sostegno del Garante dei detenuti della Regione Lazio
con il patrocinio del Ministero della Giustizia D.A.P.
GIORNI SCONTATI
di Antonella Fattori e Daniela Scarlatti
regia di Luca De Bei
con Antonella Fattori, Giusy Frallonardo, Daniela Scarlatti e Lia Zinno
musiche Marco Biscarini
scene Francesco Ghisu
costumi Lucia Mariani
lighting designer Maurizio Fabretti – Progettinaria
luci Giulia Amato
fonica Lucrezia Lanza
aiuto regia Fabio Maffei

 

 

Davvero perfetta la cornice del Teatro dei Conciatori, con la sua atmosfera intima e raccolta e il contatto estremamente ravvicinato tra interprete e spettatore tale da agevolare uno spontaneo fluire di vibrazioni e sentimento, per ricreare l’ambientazione claustrofobica e opprimente della cella detentiva all’interno della quale verranno ad intrecciarsi i destini di quattro donne. Donne contraddistinte da caratteri, attitudini ed esperienze esistenziali totalmente antitetiche ed apparentemente inconciliabili. Sin dalle primissime battute – complice l’allestimento scenografico di indiscutibile suggestione congegnato da Francesco Ghisu, ben sottolineato dal disegno luci di Maurizio Fabretti e Giulia Amato che descrive con sapienza l’alienante susseguirsi di giorno e notte durante gli interminabili anni della detenzione – siamo immediatamente resi partecipi delle complesse dinamiche di convivenza instaurate dai quattro personaggi, per poi progressivamente addentrarci alla scoperta dei loro più reconditi ed inconfessabili segreti, delle motivazioni che le hanno precipitate nella loro drammatica situazione attuale.
Viviana (Daniela Scarlatti) ha una forza di volontà granitica, una durezza ed imperturbabilità che celano alla perfezione il suo reale sentire, ha assunto un ruolo di egemonia incontrastata e di algido distacco dalla sofferenza altrui, pretendendo di avere l’indiscusso controllo sulle sue compagne e concedendosi requie solamente nella lettura e nella poesia. Rosa (Lia Zinno), è un’anima ingenua e generosa, capace di stabilire un’immediata empatia con chi la circonda, balzano immediatamente all’occhio le sue umili origini ed una verace ed incontenibile esuberanza tipicamente partenopea; ha appena varcato le soglie del carcere per il suo ennesimo tentato furto in un supermercato, ma i suoi pensieri sono rivolti con monolitica dedizione all’adorato Domenico, l’ inaffidabile e menefreghista fidanzato dal quale aspetta un bambino. Maria Pia (Antonella Fattori), sofisticata e facoltosa imprenditrice, è stata arrestata per le strategie commerciali all’insegna della corruzione che hanno foraggiato il successo della sua azienda, ma la sostiene la certezza di poter contare sull’abilità dei suoi avvocati e sull’amore incondizionato di suo marito; peccato però che inutili si riveleranno gli espedienti giuridici messi in campo dai suoi azzeccagarbugli e la sua stabilità affettiva evaporerà nella pressochè totale sparizione del tutt’altro che devoto compagno. Conclude il quartetto la fragile e tormentata Lucia (Giusy Frallonardo), rea di aver assassinato in un raptus di follia l’amatissimo fratello Stefano; gli inquietanti fantasmi del passato assediano la sua mente senza concedere tregua, portandola a violenti atti di autolesionismo e a convulsioni dolorose che possono essere sopite solo da un massiccio utilizzo di psicofarmaci forniti con materna attenzione dalla glaciale Viviana, che solo nei suoi confronti manifesta una insospettabile tenerezza e premura; il solo balenare della prospettiva di una nuova esistenza fuori dalle rassicuranti mura del carcere la terrorizza letteralmente, solo in questo ambiente asfittico e costrittivo, e proprio per questo avvolgente e rassicurante, crede di poter affrontare il proprio futuro privo di speranza.
Dall’iniziale diffidenza, dall’ostinato trincerarsi dietro le proprie convinzioni, le quattro donne con il trascorrere dei giorni passeranno gradualmente a conquistare una progressiva fiducia, a condividere paure ed aspirazioni, a raggiungere una solidarietà reciproca che in qualche modo attenuerà la drammaticità della loro condizione. Un improvviso colpo di scena, inaspettato quanto lacerante, è però in agguato; una rivelazione che affonda le proprie origini nel passato e che collegherà come un trait d’union grondante sangue due atti atroci che gravano come macigni sulle coscienze di due delle protagoniste. Sentieri profondamente diversi condurranno le donne fuori dall’inferno della prigionia; in particolare Lucia scoverà nel prodondo del suo spirito il coraggio di tentare un riscatto, di immergersi fiduciosa nel rigenerante tepore dello sguardo del suo prossimo, assetata di vita, respiri, calore, in un epilogo di notevole semplicità che finalmente schiude uno spiraglio luminoso dopo l’ottundente oscurità delle vicende narrate. Un epilogo all’insegna di un’intima commozione, senza clamore o sensazionalismi, solo con la potenza di una drammaturgia onesta, necessaria ed assolutamente sincera.
Il testo teatrale di Antonella Fattori e Daniela Scarlatti accende i riflettori, con forza espressiva ed originalità, su una realtà ancora poco affrontata sui palcoscenici e che invece necessita di essere descritta, raccontata, testimoniata senza indugiare nel facile patetismo di certa televisione giornalistica deteriore né focalizzandosi esclusivamente sull’indagine sociologica; al contrario è netta, viscerale e impetuosa la capacità di introspezione psicologica con cui le due autrici approcciano questa complessa tematica e indubbiamente raffinata la cifra stilistica con cui riescono a declinarla coniugando ironia e un senso assolutamento moderno del tragico. Il tutto viene impreziosito, plasmato con maestria, reso concreto, assolutamente tangibile e ineluttabilmente emozionante dalla direzione registica di indiscutibile spessore di Luca De Bei, connotata da raffinato equilibrio, spiccata sensibilità ed attenzione ai dettagli; memorabili le pregiate interpretazioni delle quattro attrici, ciascuna delle quali incastona nel personaggio il proprio personale stile recitativo, con grande rispetto dell’intelaiatura drammaturgica, senza debordare in inutili protagonismi. Un particolare plauso lo riserviamo a Daniela Scarlatti nei panni dell’energica, austera ed inflessibile Viviana e soprattutto all’intensa e palpitante Giusy Frallonardo che incarna con sorprendente capacità di immedesimazione nel personaggio tutte le sfumature della sofferta psiche della fragile Lucia.
Un lavoro teatrale di grandissima qualità, basato su un testo drammaturgico di rara potenza e portato in scena magistralmente grazie ad una regia pulita ed incisiva e quattro intepreti di notevole classe e carisma. Perfettamente in linea con la vocazione del Teatro dei Conciatori, innovativo ed accogliente spazio teatrale incastonato nel cuore di Roma, che in questa sua prima stagione sta puntando tutto – vincendo senza dubbio la scommessa - sui giovani talenti ed una drammaturgia contemporanea fortemente orientata al sociale.

 

 

Teatro dei Conciatori - via dei Conciatori 5, 00154 Roma  
Per prenotazioni: telefono 06/45448982 – 06/45470031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì, mercoledì venerdì e sabato ore 21, domenica e giovedì ore 18
Biglietti: intero 15 euro, ridotto 12 euro; tessera associativa 2 euro.
Riduzioni per gli studenti universitari, gli over 65, tutti coloro che si presentano in teatro come lettori di Saltinaria.it e Mercuzio per gli abbonati metrobuscar e per tutti coloro che presentano un biglietto atac obliterato in giornata.

 

 

Articolo di: Andrea Cova
Grazie a: Maya Amenduni, Ufficio stampa Teatro dei Conciatori
Sul web: www.teatrodeiconciatori.it

 

 

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