Giocando con Orlando - Teatro Ambra Jovinelli (Roma)

Scritto da  Serena Lena Sabato, 18 Gennaio 2014 

Dal 16 al 26 gennaio. Stefano Accorsi e Marco Baliani tornano di nuovo insieme a giocare con i versi dell’Ariosto, dopo l’esperimento del Furioso Orlando del 2012. A differenza della prima versione, che si rivelò un indiscusso successo teatrale, questo secondo ‘capitolo’ vede in scena accanto al rinomato attore cinematografico, anche il regista, in un gioco di continui rimandi ed ironia.

 

 

 

 

 

 

 

Nuovo Teatro presenta
in collaborazione con Fondazione Teatro della Pergola di Firenze
GIOCANDO CON ORLANDO
con Stefano Accorsi e Marco Baliani
liberamente tratto da “Orlando Furioso” di Ludovico Ariosto
adattamento teatrale e regia Marco Baliani
scene Mimmo Paladino
impianto scenico Daniele Spisa
disegno luci Luca Barbati
costumi Alessandro Lai

 

 

Dal buio del sipario fa capolino, silenzioso, in quei magici secondi di trepidante stasi che precedono l’inizio vero e proprio di ogni spettacolo teatrale, Marco Baliani. E’ lì, semplicemente in jeans e maglietta, con in mano un grosso libro rilegato e prezioso, l’Orlando Furioso. E’ lì nella duplice veste di regista, quando accenna qualche aneddoto circa l’ideazione di questa nuova versione dello spettacolo, e di narratore, quando, in rima cinquecentesca, ci trascina nelle rocambolesche avventure di guerra ed amore dell’Ariosto. E’ lì con l’obiettivo non di presentare un lavoro di ricerca linguistica e teatrale, ma con quello più umile, e non per questo meno complesso, di divulgare le parole in rima del poeta emiliano, avvicinandole ad un pubblico che, a sipario calato, rimarrà stregato dalla musicalità e dalla ricchezza della lingua italiana.


I due attori sul palco si fanno così portavoce non dell’intera storia cavalleresca, bensì solo del filone amoroso, l’amore conteso, contrastato e folle dei protagonisti dell’Orlando. Accorsi e Baliani aggirano facilmente le difficoltà legate all’ostilità della lingua e del tema trattato, alternando il ruolo di cantastorie a quello di mimo, il registro solenne a quello scherzoso ed irriverente. Attraverso rimandi all’attualità ed alla politica, caricature e giochi di parole, Marco Baliani, giullare in controcanto rispetto ad un Accorsi celebratore dell’opera, si impossessa in continuazione del testo, suggerendo, pur nella fedeltà ai versi dell’Ariosto, una serie di eventuali ulteriori possibilità.


La dualità dei personaggi e delle voci permette di diluire e sfumare l’intonazione forse un po’ troppo solenne e l’interpretazione eccessivamente accademica di Stefano Accorsi, dando vita ad un ottimo gioco di squadra che permette al pubblico in platea di riconoscersi ed immedesimarsi nelle parole ascoltate. Esemplare la prova di regista, prima ancora che di attore, di Marco Baliani, che riadatta il testo senza snaturarlo ma arricchendolo di nuove rime ironiche - anche se a volte un po’ forzate - , creando una forte empatia con il pubblico, nonostante il contenuto della pièce sia di non immediato coinvolgimento e comprensione.


Geniale l’idea di un ritorno al teatro elisabettiano, con una scenografia spoglia, fatto salvo per le grandi e colorate sculture tridimensionali di cartapesta di Mimmo Palladino che, posizionate in fondo al palco, raffigurano cavalli in corsa, a voler riprendere il tema del gioco e, quindi, della giostra. Il palcoscenico è, invece, semplicemente spazio vuoto per la messa in scena, dove cinque pedane di legno debitamente illuminate scandiscono i diversi momenti e le distinte azioni del racconto. Non esistono costumi di scena, non esiste scenografia: lo spettatore avrà il compito gravoso di riempire lo spazio vuoto, creando con la propria fantasia spade, mantelli, scudi e cavalli alati, aiutato anche dalla straordinaria mimica di Baliani che sarà prima fiero duellante, poi trepidante Bradamante, infine mostro dell’isola di Alcina.


Un invito a riscoprire i classici della letteratura italiana, che, a conti fatti, non sono poi così distanti dalla nostra realtà.

 

 

 

Teatro Ambra Jovinelli - piazza Guglielmo Pepe 43-47, 00185 Roma
Per informazioni e prenotazioni:
telefono 06/83082620, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17, lunedì riposo
Biglietti: poltronissima € 31 - poltrona € 26 - I galleria € 22 - II galleria € 17,00
Durata spettacolo: 1h e 30 minuti senza intervallo



Articolo di: Serena Lena
Grazie a: Maria Letizia Maffei, Ufficio stampa Teatro Ambra Jovinelli
Sul web: www.ambrajovinelli.org

 

 

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