Giardino - Teatro Pegaso (Ostia)

Scritto da  Sabato, 19 Aprile 2014 

L’associazione culturale “I Nani Inani” ha messo in scena, dall’11 al 13 aprile, al Teatro Pegaso di Ostia il suo nuovo spettacolo “Giardino”, liberamente ispirato a “L’amore di Fedra” di Sarah Kane.

 

 

 

GIARDINO
di Enrico Maria Carraro Moda
con Enrico Maria Carraro Moda (Dottore/Teseo), Giuseppe Di Simone (Ippolito), Marta Angelini (Fedra), Federica Di Benedetto (Strofe), Giuseppe Sciarra (il prete)
regia Enrico Maria Carraro Moda

 


Il giardino, ornato di festoni, è allestito per la festa di compleanno di Ippolito, figliastro di Fedra, ragazzo difficile, depresso, rampollo reale, sgradevole agli altri e a se stesso ma amato, o forse semplicemente usato, dalle donne per i suoi favori sessuali. La famiglia attorno a lui è distrutta, sgretolata. Fedra (un'espressiva e seducente Marta Angelini) piange un marito fuggito subito dopo le nozze e gestisce catastroficamente i rapporti con Ippolito e l’altra figlia, Strofe. Sordidi segreti incestuosi affiorano a poco a poco e trasudano dagli sguardi di lucida disperazione.


Strofe (una precisa e sensibile Federica Di Benedetto) cerca di allontanarsi, ma senza speranza di riuscirvi, da quella condizione aberrante e come un angelo corrotto dall’umanità unisce una fatale perdizione alla ricerca di redenzione di sè e degli altri.


Ippolito (ipnotica e convincente la mimica espressiva di Giuseppe Di Simone) soffre la consapevolezza dell’insensatezza e caducità della società umana e anestetizza il proprio dolore attraverso il potere dei propri sensi dai quali cerca però di strapparsi l’anima… se tutto è banalità del male perchè dannarsi ad elevarsi? Il suo sorriso d’infantile follia si fa ghigno, poi smorfia, quindi maschera. Gioca, si diletta con le macchinine, percorrendo il corpo della matrigna con candida, animalesca sensualità, sfida la sorella con lo sguardo, la inchioda alle sue debolezze.


Libera nos a malo! Fedra per lavarsi la coscienza lo accusa di stupro! Strofe scivola nell’ipocrisia chiedendogli se sia vero, lui le risponde: “L’ho costretta? Ti ho costretta?” Giuseppe Sciarra, efficace nelle vesti del prete-burattino, prova a redimerlo ma cade vittima dei sensi, rendendosi complice del reato per cui condanna l’imputato. La macchina eterna del capro espiatorio si mette in moto, lo incalza, tentenna, poi affonda nelle sue carni, facendo scempio di lui e, come sempre, di noi.


Enrico Maria Carraro Moda firma la regia di una mise en espace serrata e ipnotica, cura i personaggi con chirurgica attenzione, rendendo ognuno elemento essenziale e complementare di un quadro a tinte forti che conquista per la nuda verità, luminescente in fondo agli abissi, soffocati dal perbenismo… graaaandi risate!!!


In platea, un grande cuscino viola sosteneva un cedro infilzato da un forchettone in perfetto, precario, equilibrio. Siamo tutti nel Giardino, teniamone conto.

 

 


Teatro Pegaso - viale Cardinale Ginnasi 12, 00122 Ostia Lido Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/5665208
Orario spettacoli: venerdì e sabato ore 20.30, domenica ore 18.30

 

Articolo di: Enrico Vulpiani
Grazie a: Enrico Maria Carraro Moda
Sul web: www.teatropegaso.net

 

 

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