Geppetto e Geppetto - Teatro India (Roma)

Scritto da  Lunedì, 05 Ottobre 2015 

Nonostante l'apparente indifferenza (o forse ostracismo?) delle istituzioni e la conseguente assoluta assenza di risorse economiche a disposizione, prosegue il cammino del Garofano Verde, giungendo temerariamente e orgogliosamente alla ventiduesima edizione. La rassegna, concepita e curata da Rodolfo di Giammarco, è stata anche quest'anno accolta dall'abbraccio protettivo del Teatro di Roma diretto da Antonio Calbi, che ha offerto per tre serate il Teatro India per raccontare storie in cui autentiche emozioni, improcrastinabili istanze sociali ed i linguaggi della scena teatrale contemporanea si intrecciano nel comune denominatore di un'omosessualità che non richiede accettazione né tantomeno tolleranza, ma l'affettuosa accoglienza che dovrebbe essere naturalmente connaturata ad una società che si fregi dell'appellativo di civile. Protagonisti di questo trittico teatrale Licia Lanera con il reading "La donna nell'uomo" tratto da "Orgia” di Pier Paolo Pasolini, Saverio La Ruina con il work in progress "Masculu e fìammina" e Tindaro Granata con il reading "Geppetto e Geppetto", embrione iniziale della commovente riflessione dell'artista siciliano sul tema dell'omogenitorialità.

 

GEPPETTO E GEPPETTO
reading scritto e diretto da Tindaro Granata
con Tindaro Granata, Paolo Li Volsi, Carlo Guasconi, Emiliano Masala, Francesca Porrini, Mariangela Granelli e Caterina Carpio
presentato da Spazio Proxima Res
Garofano Verde, Scenari di teatro omosessuale, XXII edizione

 

Il nuovo lavoro drammaturgico di Tindaro Granata approda a Roma a pochissimi giorni dal completamento della sua stesura, in una forma pressoché compiuta e già densa del vibrante entusiasmo e della magmatica vitalità creativa che sono cifra stilistica del suo giovane autore; una lieve opera di cesellatura e snellimento di alcuni passaggi narrativi, certamente realizzabile in sinergia con gli interpreti che ne incarneranno i personaggi, e lo spettacolo "Geppetto e Geppetto" sarà pronto a calcare i palcoscenici italiani, consacrando la sensibilità autorale e l'originalità compositiva di un'artista come Granata, così felicemente ed umanamente atipico in un universo teatrale troppo spesso eccessivamente autoreferenziale ed affettato.

Geppetto e GeppettoNon un bozzetto, uno studio preparatorio o un semplice reading quello proposto in chiusura della ventiduesima edizione della rassegna del Garofano Verde; lo si potrebbe molto agevolmente scambiare per uno spettacolo fatto e finito, se non fosse per i candidi copioni che timidamente occhieggiano tra le mani dei protagonisti, non per necessità di confortare la memoria ma quasi a voler sottolineare lo status in fieri dell'opera presentata. Solida e forte della compattezza di una visione artistica condivisa, la compagnia Proxima Res - lo stesso Tindaro Granata, Paolo Li Volsi, Carlo Guasconi, Emiliano Masala, Francesca Porrini, Mariangela Granelli e Caterina Carpio - dipinge in scena un ritratto familiare straordinariamente vivido, struggente e delicato, non tanto con la volontà di accendere il dibattito sociale su tematiche di assoluta pregnanza e attualità quali il doveroso riconoscimento dei diritti civili delle coppie di fatto ed omosessuali, al di là dello stolto oscurantismo retrivo e delle volgari ingerenze delle gerarchie ecclesiastiche, ma piuttosto con il desiderio di raccontare una storia semplice, testimoni di un'umanità genuina da difendere ed accogliere nella sua miriade di iridescenti sfaccettature.

"Geppetto e Geppetto" nasce dall'incontro di Tindaro Granata con le opinioni, le certezze granitiche, i dubbi frutto dell'ignoranza e della disinformazione strumentalizzate ad arte, le paure ataviche, l'intolleranza rabbiosa e l'amore incondizionato, un incontro da lui pervicacemente inseguito nella quotidianità, ai tavolini dei bar, lungo le banchine dei treni della Stazione Centrale di Milano, a bordo dei tram o delle carrozze ferroviarie, nei parchi giochi dove le famiglie si ritrovano per condividere momenti di gioia e serenità. E l'incontro con questa multiforme e contraddittoria umanità costituisce il leitmotiv della rappresentazione, eco di fondo che la accompagnerà oscillando tra l'ottusità del binomio inscindibile "famiglia = maschio + femmina" e la rivendicazione della legittimità di ogni forma di amore, nelle parole stesse e nelle voci registrate delle persone comuni conosciute da Tindaro lungo le strade di Milano durante le sue instancabili peregrinazioni cronachistiche.

Tony (l'intenso e carismatico Paolo Li Volsi) e Luca (quel portatore sano di solarità ed energia contagiosa che risponde al nome di Tindaro Granata) sono una coppia affiatata ormai da dieci anni: una vera e propria famigliola con le sue abitudini quotidiane, le sue inevitabili scaramucce e le tenere riappacificazioni che consolidano un amore puro e sognatore, resistente ad ogni benché minima intromissione del gretto mondo esterno. Da tempo è però scaturita l'idea, un po' avventurosa forse ma certamente del tutto legittima, di suggellare la felicità di questa famiglia con la nascita di un bel pargoletto. Tony è entusiasta e propositivo, Luca si lascia invece intimorire dalle asperità burocratiche che accompagnano questo progetto di vita; alla notizia di questo proposito la madre di Tony si mostra risolutamente contraria, un conto è accettare l'omosessualità del figlio ma l'ipotizzare un bimbo concepito da due babbi sarebbe un deragliamento eccessivo per la sua mentalità borghese e soprattutto per le ferree convenzioni della società circostante; persino Franca, storica amica dei due futuri padri, nutre più di qualche perplessità sul loro ambizioso sogno e cerca di indurli alla ragionevolezza e a riflettere attentamente su questa scelta impegnativa.

Un viaggio in Canada, lontano dai rigidi paletti burocratici dell'impero cattolico italiano, ed ecco però che Tony e Luca - novelli Geppetto dell'universo 2.0 - fabbricano il proprio adorato burattino in carne ed ossa, il piccolo Matteo (Carlo Guasconi) che cresceranno donandogli tutto l'amore incondizionato che ogni bambino meriterebbe e potrebbe desiderare. Una dolorosa frattura si avventa però sulla loro serenità: Tony, che è il padre biologico e dunque l'unico vincolo di sangue effettivo allo sguardo superficiale della società, viene portato via da un tumore fulminante, con tutte le immaginabili conseguenze di carattere giuridico e la necessità da parte di Luca di rivendicare con forza una paternità consolidata lungo una vita di affetto sterminato, premurose attenzioni e totale dedizione.

Le difficoltà saranno affrontate con viscerale coraggio e in qualche modo superate; la narrazione ci porterà poi repentinamente avanti in un flash forward che ci condurrà sino al ventesimo anniversario della scomparsa di Tony. Matteo è diventato un trentenne in perenne contrasto con il mondo che gli gravita attorno (ne veste i panni con dolente ruvidezza e grande potenza espressiva l'ottimo Emiliano Masala), rifiuta ed infanga il legame affettivo con Luca considerandolo a tutti gli effetti un estraneo, ingurgita dosi massicci di psicofarmaci, inveisce ferinamente contro quelli che dovrebbero essere i suoi più cari amici, insomma si è tramutato in un individuo intriso di odio e livido rancore.

Geppetto e GeppettoForse però l'epilogo concederà uno spiraglio di riavvicinamento, all'insegna dell'amore che nonostante tutto, nonostante la sofferenza, la morte e l'apparente annientamento di ogni prospettiva esistenziale, si rivela legame sotterraneo imperituro e fortissimo: in un abbraccio conclusivo i due papà Geppetto avvolgeranno l'anima del loro turbolento figliolo per dimostrare che il sentimento che li unisce è in grado di superare tutte le avversità che il destino o inconsapevolmente loro stessi hanno frapposto lungo il proprio cammino di vita.

Per questa prima trasposizione scenica del testo, Granata adotta una direzione registica pertinentemente asciutta e tesa ad esaltare il vibrante tessuto emotivo delle vicende di questa famiglia alle prese con le dolorose prove dell'esistenza. Nessun orpello scenografico a distogliere l'attenzione, solamente un grezzo tavolo in legno a simboleggiare di volta in volta il calore avvolgente di una cucina, epicentro affettivo di ogni famiglia, oppure l'asettica scrivania di un'agenzia di uteri in affitto davanti alla quale perorare il proprio desiderio di paternità sommersi da una gragnuola di domande indagatorie, o ancora la cattedra di una scuola in cui troppo spesso si assiste all'emarginazione dei bambini le cui famiglie non corrispondono ai canoni ingessati della normalità costituita. Nessun costume di scena a caratterizzare i personaggi, solamente magliette nere recanti i loro nomi. Tutto è affidato alla profondità coinvolgente del testo e alle interpretazioni appassionate e capaci di percorrere con onestà e puntualità l'intera gamma cromatica emozionale da questo tracciata: in particolare da sottolineare la calibrata alchimia di sensibilità, ironia e delicatezza dei due Geppetto portati in scena da Tindaro Granata e Paolo Li Volsi, e la credibilità con cui Emiliano Masala affronta i tormenti interiori del giovane Matteo, in una interpretazione iniettata di venefica rabbia, eppure priva di sbavature e lucidissima.

Questo nuovo lavoro, di cui attendiamo con viva curiosità l'esito definitivo, consacra il sincero talento drammaturgico, registico ed attoriale di Tindaro Granata, la sua visione della società e dei legami affettivi fortemente intrisa di un candore ed una umanità che non sono mero artificio teatrale ma caratteristica precipua del suo essere "uomo" prima che "uomo di teatro". In attesa di rincontrare "Geppetto e Geppetto", non lasciamoci però assolutamente sfuggire l'occasione di conoscere meglio l'universo artistico di Proxima Res, grazie al percorso monografico che il Teatro dell'Orologio dedica alla compagnia in apertura di stagione, proponendo i seguenti spettacoli:
- "Invidiatemi come io ho invidiato voi", scritto e diretto da Tindaro Granata (dal 6 all'11 ottobre);
- "Fuorigioco", di Lisa Nur Sultan, progetto e regia di Emiliano Masala (dal 13 al 22 ottobre);
- "Antropolaroid", scritto e diretto da Tindaro Granata (dal 23 al 25 ottobre)

 

Teatro India - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) 1, 00146 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/684.000.346, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: giovedì 17 settembre, ore 21
Biglietti: posto unico € 10,00

Articolo di: Andrea Cova
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma; Paola Rotunno, Ufficio stampa rassegna Garofano Verde
Sul web: www.teatrodiroma.net - www.garofanoverde.it

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