Georgie, Il Musical - Teatro Orione (Roma)

Scritto da  Lunedì, 06 Giugno 2016 

Ispirato al soggetto del Manga (fumetto giapponese) “Lady Georgie” (1983), basato sulla novella scritta dall’autore nipponico Mann Izawa da cui è stato anche tratto un Anime (cartone animato), ancora trasmesso in molti canali televisivi, "Georgie" in versione musicale riprende l’ispirazione di quell’espressione artistica di storie d’amore raccontate spesso con toni drammatici. Ambientato nella seconda metà del XIX secolo, quando l'Australia era ancora una colonia penale Inglese. Una sera, il signor Buttman, un agricoltore del luogo, trova una donna in fin di vita, Sophie, che sembra fuggita dal vicino campo di prigionia. Lei gli affida la figlia Georgie, ancora in fasce, che viene così adottata dalla famiglia Buttman, composta dal padre, dalla madre Mary e dai due fratelli Abel e Arthur. La madre adottiva non riesce però ad accettare la piccola Georgie: a turbarla sono sia le sue oscure origini che il timore, peraltro giustificato, che, crescendo, la ragazza possa portare scompiglio tra Abel ed Arthur. Georgie dovrà intraprendere un viaggio lungo e pericoloso che la porterà alla ricerca delle sue vere origini e del suo amore, l'aristocratico Lowell J. Grey.

 

Senso Unico Alternato e AVIS Comunale ROMA presentano
GEORGIE IL MUSICAL
tratto dalla novella di Mann Izawa “Lady Georgie”
adattamento teatrale Claudio Crocetti
musiche Tiziano Barbafiera
libretto Diego Ribechini
scenografie BY Alenkia
costumi Veronica Crocetti
regia e coreografie Marcello Sindici
con Claudia Cecchini (Georgie Gerald), Flavio Gismondi (Lowell J.Grey), Enrico D'Amore (Abel Buttman), Dario Inserra (Arthur Buttman), Brunella Platania (Mary Buttman), Elisabetta Tulli (Sophie Gerald), Paolo Barillari (Duca Dangering), Maurizio Di Maio (Irwin Dangering), Claudio Zanelli (Conte Fritz Gerald), Rosy Messina (Elise), Stefania Paternò (Jessica), Nico Di Crescenzo (Eric Buttman), Stefano Colli (Governatore/Kenny/Bandito), Massimiliano Lombardi (Dick), Arianna Milani (Emma), Roberto Fazioli (Comandante Guardie/Bandito), Melania Di Giorgio (Catherine), Pietro Di Natale (Deegeery Doo), Silvia e Giulia Guerra (Georgie bambina)
corpo di ballo Serena Mastrosimone, Cristian Cesinaro, Linda Gorini, Raffaele Oliva, Isabel Pelagatti, Sergio Nigro, Elena Malisani, Manuel Bartolotto, Maria Izzo, Simone Giovannini

 

Dopo una lunga gestazione produttiva che ha attinto anche alla relativamente moderna strategia del crowdfunding arriva sulle scene, anche se brevemente, il musical basato su uno dei manga e anime giapponesi più popolari. La scrittura italiana è ambiziosa, toccando lo stile quasi operistico ma popolare che ha fatto la fortuna di pubblico in opere moderne quali: "Notre Dame de Paris", "I Promessi Sposi" o"Romeo e Giulietta".

Sembra opportuno premettere che la breve presentazione sul palco di quest’opera ricca di elementi sembra una prova che beneficerà ancora di accorgimenti e riscontri per ulteriori messe a punto, inevitabili per la complessità della messa in scena.

Un’orchestrazione, a teatro ancora virtuale per il momento, che negli arrangiamenti vuole ricordare alcuni fiati, tipici delle sonorità australiane, luogo d’ambientazione di questa storia. L’origine fumettistica invece è ricordata nella scenografia che a volte comprende video di disegni in composizione istantanea che mostrano carrellate su alberi, koala, canguri, navi, paesaggi australiani e londinesi. Minimale rispetto alle ambizioni di quest’opera ma evocativa e di effetto, oltre che coerente con lo spirito originale.

La storia cerca di condensare i numerosi avvenimenti dell’originale mantenendosi in una durata ridotta dello spettacolo, che ciononostante resta comunque lungo e corposo, glissando sull’infanzia di Georgie e preparando subito le svolte della sua maturità. Non sempre è facile seguire questi passaggi però il complesso è fluido.

Al contrario a volte alcuni passaggi relativi a svolte essenziali e taluni colpi di scena avrebbero beneficiato di una maggiore suspense e di una gestione diversa del ritmo, soprattutto la lotta d’amore dei fratelli per Georgie, la rivelazione delle sue origini e il malore della madre.

Le scene musicali in generale avrebbero bisogno di coreografie maggiormente curate, così come la gestione degli attori sulla scena. Tra gli episodi più riusciti nella costruzione e coreografia si può annoverare ad esempio Il Tango del destino.

L’introduzione come elemento comico di un pappagallo, che dovrebbe essere una guida per Abel nelle strade di Londra, con l’artificio di una marionetta portata a mano sul palco, rimane un elemento spiazzante rispetto al resto, molto utile nell’approccio scenico di opere come "Il Re Leone", ma qui meno intonato, così come una sua canzone in romanesco che non riesce molto a localizzare lo spettacolo. Anche alcuni costumi, soprattutto quelli elaborati dei nobili, potrebbero ulteriormente migliorare.

Musicalmente l’aspetto operistico è più evidente e meglio realizzato in scene corali come Il ballo dei deportati, dove i prigionieri gridano il loro malessere o La ferrovia, momento di euforia popolare per l’arrivo del progresso tecnologico. Si ricordano anche Australia, dedicata da Georgie alla sua terra e la complottistica Il potere che avrò!

Tra le scene più interessanti e ardite ci sono quelle di Maurizio Di Maio, di suadente e ipnotica estensione vocale, in Ti basta un solo sì e O la morte o me!, il cui personaggio è un nobile che segrega Arthur, drogandolo per trattenerlo e costringerlo alle sue voglie sessuali o comunque a un amore unilaterale e violento. Uno degli elementi che a suo tempo fu anche censurato parzialmente nella trasmissione televisiva italiana dell’anime.

Lo spettacolo ha vari elementi di sensualità e anche trasgressione poiché vede l’innamoramento progressivo, in La rabbia e il dolore o Il mio corpo su di lei, dei due fratelli per Georgie, cresciuta come una sorella. Poi ancora ingredienti come droga, prigionia e violenza, amore e sensualità proibiti su uno sfondo di assassinii e inganni, ricordando che la vicenda è ambientata nell’Ottocento.

Enrico D’Amore e Dario Inserra nei ruoli di Abel e Arthur rappresentano l’elemento fraterno e simboleggiano anche la forza e bellezza giovanile, oltre che un’iniziale libertà nelle immense campagne australiane, nelle interpretazioni vocali e nella loro vigorosa fisicità. I giovani personaggi sono devastati dal desiderio reciproco provato per qualcuno e mai corrisposto. Ognuno è desiderato da qualcuno, ma desidera qualcun altro.
Più sognanti Georgie e Lowell, interpretati da Claudia Cecchini e Flavio Gismondi, a loro agio in questi ruoli romantici che vedono momenti simili anche per Abel e Arthur, come in Ho pianto per lei.

Sulle interpretazioni si può dire che è evidente la perizia dei professionisti, prevalentemente nel cantato. Brunella Platania, nel ruolo della madre, è sempre intensa sia nel recitato che nel canto dove suscita autentica emozione. Peccato che il suo personaggio non abbia una continua presenza in scena, ma quando c’è la sua intensità e la differenza si notano moltissimo, da Il ricordo di noi a Perdonami, e ancora una volta fanno dell’abile interprete un prezioso valore aggiunto dello spettacolo.

 

Teatro Orione - via Tortona 7, Roma
Orario spettacoli: 20 maggio ore 21, 21 maggio ore 17 e ore 21, 22 maggio ore 17
Per informazioni e prenotazioni: telefono 373/7574411
Biglietti: poltronissima €28, poltrona €20, galleria 1 €15, galleria 2 €12

Articolo di: Andrea Di Cosmo
Grazie a: Ufficio stampa Rocchina Ceglia
Sul web: www.georgieilmusical.it

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