Gente di facili costumi - Teatro delle Muse (Roma)

Scritto da  Domenica, 02 Novembre 2014 

Dal 30 ottobre al 16 novembre. In scena al Teatro delle Muse di Roma un testo scritto da Nino Manfredi e Nino Marino, portato in scena nel 1988 dal grande attore scomparso e riproposto oggi, per la regia di Massimo Milazzo, da una collaudata coppia di ottimi attori. Luciana Frazzetto e Geppi Di Stasio quasi si sfidano sul palcoscenico, in una gara di bravura crescente, divertendo il pubblico e facendo ritrovare a chi ama il teatro l'ormai raro piacere di assistere ad uno spettacolo curato, ben diretto e ben recitato.

 

Lumax presenta
GENTE DI FACILI COSTUMI
omaggio a Nino Manfredi
con Luciana Frazzetto e Geppi Di Stasio
aiuto regia Domizia Romano
direzione di scena Federico Paffetti
costumi Roberto di Falco
fonica e luci Tony Di Tore
ufficio stampa Federica Rinaudo
foto di scena Laura Camia
regia Massimo Milazzo
la voce di Gargiulo è di Giorgio Lopez

 

Torna a Roma "Gente di facili costumi", la commedia firmata da Nino Manfredi con lo scrittore Nino Marino, già rappresentata a Roma qualche stagione fa con grande successo e riproposta oggi, col medesimo cast, al Teatro delle Muse.

Un testo sempre attuale - malgrado siano passati trent'anni - che Massimo Milazzo ha diretto con ironia e comicità, ingredienti che, insieme ad una sottile malinconia, contribuiscono a raccontare una vicenda brillante dal retrogusto amaro. La narrazione viaggia veloce e gradevole sui binari del ritmo ed è interpretata superbamente dai due protagonisti. Geppi Di Stasio e Luciana Frazzetto, coppia attoriale molto ben assortita, espressivi e comunicativi come pochi, trasmettono al pubblico con estrema naturalezza le complicate emozioni di Ugo ed Anna.

Ugo è uno scrittore, un "intellettuale", uno "che ha studiato" e che si sente molto più di ciò che è in realtà, in attesa di un successo letterario o cinematografico che forse non arriverà mai; Anna è una prostituta, una che "fa la vita" da molti anni, ma la sua esperienza "professionale" non le impedisce di essere rimasta una donna dolce e tenera, alle volte e per certi aspetti addirittura ingenua.

Entrambi sembrano soddisfatti della vita che conducono, ma è solo apparenza. Sono vicini di casa, ed una notte Ugo, esasperato dal continuo fracasso che ogni notte proviene dall'appartamento della sua bizzarra vicina al termine dell'"orario di lavoro", irrompe nell'appartamento di Anna, cercando - tra una minaccia e l'altra - di porre fine alle sue insonni nottate e di ottenere un po' di sano riposo. L'impresa è disperata, perchè Anna è rumorosa suo malgrado, ed anche un po' maldestra...tra uno scontro e l'altro, i due finiscono per parlare di tutt'altro, anche delle loro vite, e ben presto si scoprono vicendevolmente, mettendo a nudo le loro anime e le loro estrema difficoltà di comunicare, in una società per la quale sono quasi invisibili.

Entrambi rappresentano un universo a sè stante, eppure i due piano piano sembrano avvicinarsi, poi si allontanano di nuovo per poi riavvicinarsi, in un'alternanza di stati d'animo emozionali che finisce col renderli molto simili. Simili perchè entrambi vivono male l'essere soli in un mondo che non li accetta per ciò che realmente sono, sembrano quasi costretti ad interpretare una parte, a recitare un copione sempre uguale, quando invece ognuno di loro vorrebbe diventare altro, realizzare ciò che un tempo sognava, evadere dalla routine per essere ciò che in fondo si sente davvero.

Anna diventa a tratti inaspettatamente romantica, ingenua, e quasi ritorna bambina quando rievoca, tra il dolce e l'amaro, il suo sogno di comprarsi una giostra, metafora della sua voglia di evasione; Ugo è falsamente rigido, forse un po' represso, pieno della sua cultura ma sotto sotto bisognoso di affetto, infelice della sua vita solitaria da genio incompreso. Quando Ugo ed Anna sembrano comprendersi meglio, conoscersi di più, ecco che qualcos'altro li allontana nuovamente, ma la loro intesa diventa - inconsciamente - piu' forte. A modo loro, Ugo ed Anna riescono a comunicare: malgrado le differenze culturali, caratteriali e sociali, ognuno ha qualcosa da insegnare all'altro, ed il loro incontro diviene un reciproco arricchimento.

Anna è ignorante, non comprende le citazioni colte di Ugo e spesso ne stravolge il senso, ma gli trasmette quella leggerezza e quella voglia di vivere che ad Ugo mancano. Ugo è impostato e rigido, ma nonostante ciò fa intravedere ad Anna, anche inconsapevolmente, quello che potrebbe significare avere un uomo in casa, un marito, una routine "normale". Soprattutto, ciò che entrambi provano incontrandosi, è l'essere finalmente "con qualcuno", accantonare quel senso di solitudine che li attanaglia da tutta una vita, malgrado loro non vogliano ammetterlo neanche a se stessi. I due, pur scontrandosi di continuo, si cercano, diventano complici e in un certo senso anche complementari. Il finale, che non va svelato per ovvie ragioni, arriva inaspettato, forse a ben vedere anche un po' inverosimile, ma ciò è secondario, se paragonato al senso di rassicurazione che se ne ricava. Forse perchè, malgrado i vari social network che in ogni istante "ci riempiono" la vita, siamo tutti inesorabilmente ogni giorno un po' più soli.


Teatro delle Muse - via Forlì 43, Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/44233649
Orario spettacoli: ore 21.00

Articolo di Stefania Ninetti
Grazie a: Ufficio stampa Federica Rinaudo
Sul web: www.teatromuse.it

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