Furore - Teatro Argentina (Roma)

Scritto da  Mercoledì, 26 Maggio 2021 

Dal 18 al 30 maggio. Il Teatro Argentina torna ad accogliere gli spettatori romani con il monologo di Massimo Popolizio tratto dall'omonimo romanzo di John Steinbeck, "Furore"


FURORE
dall’omonimo romanzo di John Steinbeck
adattamento di Emanuele Trevi
un progetto di e con Massimo Popolizio
con musiche eseguite dal vivo da Giovanni Lo Cascio
aiuto regia Giacomo Bisordi
assistente alla regia Maria Laila Fernandez
creazioni video Igor Renzetti e Lorenzo Bruno
suono Alessandro Saviozzi
luci Carlo Pediani
fonico Giovanni Grasso
foto di Federico Massimiliano Mozzano
artwork Le ali advertising
produzione Compagnia Umberto Orsini e Teatro di Roma - Teatro Nazionale

 

Ci volevano tutto il talento e l'esperienza attoriale di Massimo Popolizio per portare sul palco del Teatro Argentina un capolavoro come"Furore". Un testo nato come reportage commissionato a John Steinbeck dal San Francisco News e poi trasformato dall'autore in uno dei grandi romanzi americani del secolo scorso. Un autentico classico moderno.

Siamo nell'estate del 1936. Le regioni centrali degli Stati Uniti, dall'Oklahoma all'Arkansas, vengono flagellate dalle tempeste di sabbia e dalla siccità, che devastano i raccolti di mais. I mezzadri non possono più restituire i prestiti alle banche, che di conseguenza si appropriano delle loro terre. E i poveri braccianti, insieme alle loro famiglie, rimasti senza nulla, sono costretti a reinventarsi una vita. Ad attraversare la mitica Route 66 fino a giungere all'altro capo del Paese, in California. Dove vengono accolti da quella diffidenza e quell'odio drammaticamente caratteristici di qualunque popolazione che si trovi all'improvviso a dover forzatamente convivere con gli ultimi arrivati che non conosce e che non si aspettava.

Popolizio dà vita all'epopea di questo esodo con una manciata di elementi scenici. Un leggio, le fotografie proiettate sullo sfondo, le percussioni suonate dal vivo da Giovanni Lo Cascio a fare da contrappunto. E, soprattutto, la sua inconfondibile voce, che dona corpo alle parole finemente cesellate dallo straordinario narratore statunitense. Il risultato è puro lirismo, pura poesia.

Quella di una vicenda storica, ma che nell'arco dei decenni non ha perso un briciolo della sua attualità. Non solo perché - il paragone è quasi scontato - nelle esistenze tragicamente marchiate a fuoco da quella migrazione ritroviamo riflesse quelle segnate dagli sbarchi di oggi. Ma perché in quella necessità di rimettersi in gioco, in quel coraggio di percorrere migliaia di chilometri per ricominciare, naufraghi in un luogo sconosciuto, mi piace rivedere la difficoltà ma anche la forza del periodo di ripartenza che stiamo iniziando ad affrontare, con andatura comprensibilmente un po' barcollante. Compresi gli uomini e le donne del teatro, che finalmente hanno potuto riaccendere le luci e riaprire i sipari. Farlo con un monologo di questa potenza ha un valore doppio.


Teatro Argentina - Largo di Torre Argentina 52, Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06.684.000.346 (ufficio promozione) - 06.684.000.311/314 (biglietteria), mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - vendita on-line www.vivaticket.it
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 19 (domenica ore 17, lunedì riposo)
Biglietti: da 25 a 40 euro


Articolo di: Fabrizio Corgnati
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma
Sul web: www.teatrodiroma.net

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