Furioso Orlando - Teatro Ambra Jovinelli (Roma)

Scritto da  Mercoledì, 22 Febbraio 2012 
Furioso Orlando

Dal 16 al 26 febbraio. Debutta all’Ambra Jovinelli il nuovo lavoro drammaturgico di Marco Baliani, che cura con passione artigiana ed autentica originalità la regia e l’adattamento teatrale dell’indiscusso capolavoro di Ludovico Ariosto, il poema cavalleresco “Orlando furioso”, rovesciandone il titolo ma preservandone assolutamente intatte la preziosa e trascinante architettura ad incastro, le atmosfere fantasmagoriche ed avventurose e la caustica e graffiante ironia. Protagonista d’eccezione uno Stefano Accorsi in travolgente stato di grazia, con il contrappunto pungente e carismatico della giovane e sorprendente Nina Savary.

 

 

Nuovo Teatro diretto da Marco Balsamo e

Teatro Stabile dell'Umbria diretto da Franco Ruggieri presentano

Stefano Accorsi in

FURIOSO ORLANDO

Ballata in ariostesche rime per un cavalier narrante

adattamento teatrale di Marco Baliani

liberamente ispirato all'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto 

con Nina Savary

disegno luci Luca Barbati

costumi Alessandro Lai

scene Bruno Buonincontri

regia Marco Baliani

 

Furioso OrlandoUn atto unico contraddistinto da un’indiscutibile freschezza, da un’impetuosa capacità di coinvolgimento emotivo dello spettatore, dal sapiente equilibrio e gusto raffinato con cui la fonte letteraria di riferimento, il poema ariostesco in versi, è stata profondamente interiorizzata e declinata in una chiave moderna ed accattivante per un pubblico che attraversi trasversalmente le generazioni e i più variegati gusti teatrali. Lasciando inalterati la forma espressiva ed il linguaggio, che apprezzabilmente non vengono sottoposti a stranianti e discutibili operazioni di attualizzazione, il regista e drammaturgo piemontese accoglie con rispetto le ottave dell’opera rinascimentale, le filtra e rielabora in virtù della propria spiccata sensibilità artistica, compone appositamente delle integrazioni – sempre rigorosamente in versi e perfettamente integrate con la struttura portante dell’intreccio narrativo – ed insaporisce il tutto con imprevedibili citazioni attinte da altri testi, dal teatro shakespeariano all’immortale commedia dantesca, che assumono il carattere di azzeccate digressioni, efficaci divertissement che si insinuano imprevedibilmente nel tessuto poetico, contrappuntando in maniera genuinamente spassosa ed originale gli elevati eroismi e soprattutto le umanissime debolezze degli innumerevoli personaggi coinvolti.

Furioso OrlandoNel magmatico turbinio di storie ed avventure che costellano l’affresco fantastico dipinto dall’Ariosto, un sottile file rouge è individuato dall’epico scontro di religione tra cristiani e musulmani, ma il più saldo e intenso punto focale viene collocato non tanto sulle sanguinose vicende belliche quanto sugli inseguimenti spasmodici, le gelosie folli ed incontrollabili, i conflitti tormentosi, i dolori lancinanti e le gioie sublimi insite nel gioco degli amori non corrisposti e di quelli che esplodono nell’impeto della passione e del sentimento ricambiato. Baliani decide pertanto di seguire le orme delle interminabili peregrinazioni di Angelica, seducente e capricciosa principessa del Catai esperta di medicina e arti magiche, e porta in scena gli episodi più avvincenti e significativi del poema cavalleresco: la fuga di Angelica dall’accampamento durante la momentanea disfatta dell’esercito cristiano, la ricerca instancabile del paladino Orlando che non si rassegna alla perdita della donna verso cui nutre un amore totalizzante ed irrazionale, il tormentato legame che unisce l’intrepida guerriera Bradamante ed il nobile – ma forse un po’ troppo libertino – principe pagano Ruggiero (dalla loro unione discenderà, secondo la tradizione encomiastica rinascimentale, la casata estense presso cui l’Ariosto trascorse a Ferrara gran parte della propria esistenza e compose il proprio capolavoro), l’incantesimo in cui proprio quest’ultimo viene intrappolato presso l’isola dell’ammaliatrice maga Alcina, l’incontro fortuito tra Angelica e l’umile soldato di fanteria Medoro tra i quali scatta un subitaneo innamoramento, la tragica scoperta di questo sentimento da parte di Orlando che precipita nel baratro della pazzia più abissale e violentemente devastatrice, il viaggio fantastico del cavaliere Astolfo che a bordo del cavallo alato Ippogrifo si reca sulla Luna per recuperare l’ampolla contenente il senno perduto dell’amico fraterno.

A condurci per mano lungo questo sentiero labirintico di passioni brucianti e vicende storiche ammantate dai colori vivaci della rielaborazione romanzesca, uno straordinario Stefano Accorsi che di volta in volta assume le sembianze di una voce narrante esterna ed onnisciente che non lesina salaci incursioni ironiche alla stravagante e impetuosa condotta di vita dei personaggi protagonisti, oppure si immedesima repentinamente in uno di loro senza alcuna distinzione di sesso, età o fazione religiosa (dal virtuoso e fiero paladino Orlando alla conturbante Angelica, dalla coraggiosa e fedele Bradamante al suo gaudente ed impenitente donnaiolo Ruggiero, dal vizioso vecchio eremita che insidia l’indifesa principessa in fuga sino al valoroso Astolfo proiettato nel suo fantascientifico viaggio intergalattico). Incredibile la solidità della presenza scenica, il carisma recitativo e la passione infusa dal giovane attore bolognese, che col suo singolare vigore interpretativo, perfetto incontro tra tecnica e personalità, traduce sul palcoscenico l’adattamento teatrale di Baliani incarnandone egregiamente la cifra stilistica. I suoi continui e rutilanti cambiamenti di registro vocale, ritmico ed espressivo riescono ad assecondare il vibrante ed inestricabile intreccio dell’opera di Ariosto con il suo mosaico di personaggi, i flashback indietro nel passato e le divagazioni oniriche nel futuro e soprattutto rapiscono l’attenzione dello spettatore, galvanizzandolo sempre più intensamente nel corso dello spettacolo.

Furioso OrlandoPreziosissima al fine di rendere ancor più effervescente ed originale la trasposizione scenica si rivela però anche la presenza, in prima istanza piuttosto marginale e poi progressivamente più incisiva e marcata, del personaggio femminile interpretato dalla elegante, diafana e talentuosa Nina Savary: un contrappunto ironico corrosivo ed esilarante, in contrasto costante con un universo maschile in preda all’incontrollabile furia dei sensi e per questo ben poco solido e razionale. L’attrice francese si muove leggiadra sul palcoscenico, tanto morbida ed ineffabile quanto sono sferzanti e ben piazzate le sue stoccate ironiche di cui diviene a più riprese bersaglio il povero Accorsi, o meglio il paladino di turno da lui interpretato; ma, oltre a dar voce con sofisticato umorismo a questo incalzante commento alle vicende, la Savary incanta il pubblico romano suonando cristalline melodie musicali alla chitarra e al pianoforte, intonandole con la sua voce graziosa e limpida e accompagnando le gesta di cavalieri e dame in pericolo con effetti imprevedibili, generati da bizzarri strumenti disseminati per il palcoscenico, all’insegna di un artigianato sonoro che ricorda i rumoristi radiofonici del passato: ingegnosi macchinari riproducono il sentore del mare e del vento, percussioni improvvisate scandiscono il ritmo dell’anima concitata di un’umanità in preda a un vortice di passioni inestinguibili, diavolerie assolutamente ardimentose nella loro semplicità permettono quasi di percepire il battito d’ali di dragoni volanti che ci conducono rapidamente fin sulla Luna. “Effetti speciali” che conferiscono fascino alla messinscena proprio in virtù della loro semplicità e quotidianità, oggetti di uso comune divenuti strumento di una narrazione fantastica che scardina invece tutte le regole della “normalità”.

L’allestimento scenico sposa questa filosofia minimalista, che carica di significato e valore il testo senza appesantirne la riproduzione con sovrabbondanti orpelli scenografici, seguendo sotto questo aspetto in pieno lo stile registico di Marco Baliani e trovando nelle scene di Bruno Buonincontri (tendaggi color ocra e ruggine con cuciture trapuntate a vista, poche piattaforme che movimentano la superficie del palcoscenico, la predominanza cromatica rassicurante ed avvolgente del legno) una perfetta modalità di espressione. Completano questo quadro dal misurato equilibrio i costumi di Alessandro Lai, anch’essi in stile rinascimentale ma privi di inutili fronzoli e manierismi, e l’attento disegno luci di Luca Barbati che accarezza personaggi, storie ed oggetti creando atmosfere evocative e magiche.

Un esperimento sulla carta filologicamente e drammaturgicamente piuttosto ambizioso, un esperimento che possiamo ritenere assolutamente riuscito; dall’incontro tra Marco Baliani e Stefano Accorsi, regista e attore tra i più talentuosi dell’universo teatrale italiano, è scaturita un’opera veramente originale e coinvolgente, assolutamente da non perdere all’Ambra Jovinelli fino al 26 febbraio e poi in tournée in tutta Italia.

 

Tournée dello spettacolo:

ASCOLI PICENO, Teatro Ventidio Basso - 4 e 5 febbraio 2012

CASTELFRANCO VENETO, Teatro Accademico - 7 ed 8 febbraio       

PADOVA, Multisala Pio X - 9 febbraio                                      

MESTRE, Teatro Toniolo - 10 e 11 febbraio 

BARI, Teatro Showville - 12 e 13 febbraio   

ROMA, Teatro Ambra Jovinelli – dal 16 al 26 febbraio 

CAGLIARI, Teatro Massimo – dall’1 al 5 marzo                   

SASSARI, Teatro Verdi - 6 e 7 marzo                          

RECANATI, Teatro Persiani - 10 e 11 marzo                                         

URBINO, Teatro Sanzio - 12 marzo                                                      

JESI, Teatro Nuovo - 13 e 14 marzo                           

CORREGGIO, Teatro Asioli - 16 e 17 marzo               

PAVIA, Teatro Franchini - 19 marzo                      

MILANO, Teatro Elfo Puccini – dal 20 al 25 marzo                          

SARONNO, Teatro di Saronno - 26 marzo           

PERUGIA, Teatro Morlacchi – dal 28 marzo all’1 aprile

 

Teatro Ambra Jovinelli – piazza Guglielmo Pepe 43-47, 00185 Roma        

Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/83082620

Orario spettacoli: da martedì a sabato ore 21, domenica ore 17, lunedì riposo

Biglietti: da €30 a €10 (ridotto scuola di galleria)

Durata spettacolo: 1 ora e 30’ circa senza intervallo

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Ufficio stampa Maria Letizia Maffei

Sul web: www.ambrajovinelli.org

 

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