Fuck Me(n) - Teatro Out Off (Milano)

Scritto da  Lunedì, 23 Marzo 2015 

Sono state poche ma intense, dal 10 al 15 marzo, le rappresentazioni di uno spettacolo sperimentale al Teatro Out Off dal titolo ambiguo, "Fuck Me(n)". Nasce dal tentativo di offrire qualcosa di diverso rispetto alle innumerevoli proposte di spettacoli dedicati a donne, al ‘sentirsi femmina’, agli abusi, l’essere lesbica e via dicendo. E i maschi? Dell’uomo comune difficilmente si percepiscono tracce sui palcoscenici teatrali. Così a Renata Ciaravino, giovane scrittrice sia di teatro sia per la radio e la televisione, viene l’idea di rivolgersi a tre autori piuttosto noti, specie perché hanno tutti diretto corsi di scrittura creativa o cose simili e nell’ambiente ci si conosce. Nasce così questo spettacolo che vince il Premio GREAT come miglior monologo all’Accademia Nico Pepe di Udine nel 2013.

 

Produzione Compagnia Teatrale Dionisi - Festival Mixitè presenta
FUCK ME(N)
Studio sull'evoluzione del genere maschile
scritto da Massimo Sgorbani, Giampaolo Spinato, Roberto Traverso
regia e luci di Carlo Compare
con Alex Cendron
musiche originali di Paolo Coletta
da un’idea di Renata Ciaravino

 

I tre autori sono Massimo Sgorbani, Giampaolo Spinato e Roberto Traverso che, con la regia di Carlo Compare, vedono in Alex Cendron il perfetto interprete dei tre personaggi dipinti dalla fantasia del trio di scrittori grazie alla Compagnia Teatrale Dionisi, supportata dal Festival Mixité. A dire il vero il titolo potrebbe far pensare a qualcosa di pornografico eppure personalmente mi aspettavo la rivelazione di come è l’uomo oggi. Invece l’attore, con grande intensità, si è trovato a rappresentare uomini afflitti da gravi problemi.

Il primo è in giacca e cravatta e si rivolge al pubblico affermando “Ho 61 anni e mi tira ancora il cazzo…” permettendoci di capire subito che non sarà un monologo tranquillo ma pieno di oscenità. Rappresenta un professore che si rivolge ai giovani e alle giovani in particolare in modo sarcastico, non li comprende e apprezza solo il sesso che può procacciarsi. Rivelerà di essere pure un incompetente ma, provenendo da un' ottima famiglia, ha sempre conosciuto gente influente e ha fatto carriera. Uno schifoso esemplare di maschio, insomma. E dell’orrenda società qui manifestata.

Il secondo, sempre svelato da Alex Cendron, vede il protagonista trasformarsi in un uomo più giovane che da ragazzo girava con gli amici al parco a masturbarsi coi giornali porno. Siamo investiti di nuovo da un florilegio di parolacce e oscenità lungo il racconto che ricorda di quando nello Zaire, oggi Repubblica del Congo, un pugile di nome Cassius Clay cambiò nome - Muhammed Alì - e religione diventando musulmano, battendo infine George Foreman in un celeberrimo match. Il monologo assume la forma di un presunto dialogo con un ragazzino, il proprio figlio, perché oggi quel ragazzino è sposato ma evidentemente ha grossi problemi in famiglia e la moglie lo accusa di raccontare al bambino cose che lo disturbano, ma lui nega. La faccenda va ancora oltre fino a raggiungere il disgusto e il mostruoso, gli aspetti più penosi che possano esserci fra umani e a questo punto è legittimo chiedersi: ma questi autori non riuscivano a inventare un uomo un po’ meno disturbato? Sono davvero tutti pazzi e volgari fino all’ossessione, a rischio di criminalità improvvisa?

L’ultimo ritratto maschile infine deve convivere con la colpa d’aver fatto morire il proprio bambino dimenticandolo in automobile. Tutti i personaggi sono prolissi, tristi e squallidi, dando da pensare che forse un conto è leggere un racconto, altro è mettere in scena un’opera teatrale. Temo che dovranno farsene tutti una ragione, a parte l’attore Alex Cendron che regala tutto se stesso in un'interpretazione magistrale per rendere vivi e credibili i personaggi proposti, riuscendovi così bene da far pensare che, se questi sono gli uomini, forse è meglio continuare a parlare di donne! Ma la questione centrale è che, senza un minimo di ironia oppure di poesia, i testi da palcoscenico diventano pesanti come mattoni che sprofondano negli abissi.

 

Teatro Out Off - via Mac Mahon 16, 20155 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/34532140, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 20.45, sabato ore 19.30, domenica ore 16
Biglietti: intero 18 €, ridotto under 25 12,00 €, ridotto over 65 9,00 €

Articolo di: Daniela Cohen
Sul web: www.teatrooutoff.it

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