Frost/Nixon - Teatro Elfo Puccini (Milano)

Scritto da  Domenica, 14 Dicembre 2014 

Come si assomigliano tutti i "grandi statisti", quegli uomini di potere così carismatici, così abili nel reiterare e coprire le loro bugie da conquistarsi il potere mediatico, l'approvazione delle masse. E' impossibile non ravvisare certe spaventose somiglianze tra il Nixon portato in scena da Elio de Capitani e il Berlusconi che per tanti anni ha spadroneggiato nel nostro Paese, ma una sconcertante differenza li distanzia: messo alle strette da un abile David Frost - interpretato da un'altrettanto geniale Ferdinando Bruni - il politico cede il passo all'uomo e confessa le menzogne che per troppo tempo ha faticato a tenere in piedi. Una prova di teatro civile che sa trasmettere la storia con il cuore, l'energia, la passione, l'ironia, senza mai cedere all'accademismo o ad un approccio didascalico. Imperdibile.

 

FROST/NIXON
di Peter Morgan
traduzione di Lucio De Capitani
uno spettacolo di Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani
con Ferdinando Bruni, Elio De Capitani, Luca Toracca, Nicola Stravalaci, Alejandro Bruni Ocaña, Andrea Germani, Matteo de Mojana, Claudia Coli
luci di Nando Frigerio
suono di Giuseppe Marzoli
una co-produzione Teatro dell'Elfo e Teatro Stabile dell'Umbria
con il contributo di Fondazione Cariplo

 

E' il secondo anno che al Teatro Elfo Puccini va in scena Frost/Nixon e per questa stagione torna a casa arricchito da una sfilza di nomination ai premi Ubu di tutto rispetto: Spettacolo dell'anno, Miglior Regia (Ferdinando Bruni e Elio De Capitani), Migliore novità straniera e Miglior Attore (Elio De Capitani). Non è difficile crederlo quando all'ormai nota bravura del duo Bruni-De Capitani si sottopone la materia drammaturgica di un testo dalla perfezione millimetrica di un abile Peter Morgan che, da bravo autore cinematografico, ha firmato la sceneggiatura di film riuscitissimi come Rush, Hereafter, The Queen e appunto Frost/Nixon, che Morgan ha prima scritto per il teatro e successivamente adattato per la mano registica di Ron Howard.

E l'impostazione cinematografica non si fa desiderare in questa regia, perché, come sottolineato dagli stessi registi il testo fa parte di "quel teatro contemporaneo immerso nella realtà e nella storia, capace di comunicare contenuti complessi e vicende importanti, con la stessa forza e la stessa attitudine a coinvolgere ed emozionare che normalmente viene ritenuta caratteristica del cinema". Fin dall'inizio i pochi elementi scenografici, abilmente versatili, permettono di creare fermi immagine, scarti temporali e spaziali che si spostano dall'abitazione di Frost, agli studi televisivi delle comparsate di Nixon, dall'aereo su cui viaggia Frost per raggiungere l'ex presidente, fino al campo da golf della scena finale. Tra le luci di Nando Frigerio, l'uso abile della scenografia e la perfezione dei tempi teatrali di tutti gli attori in scena, lo spettatore ha davvero l'impressione di percepire vere e proprie inquadrature, fermi immagine, "primi piani" e grandangoli che danno profondità e ritmo cinematografico allo spettacolo.

La forza del testo di Peter Morgan sta nell'abilità di farci arrivare al clou della questione, ovvero l'intervista scontro tra Nixon e Frost in cui l'ex presidente confessa finalmente il suo abuso di potere nello scandalo Watergate, mostrandoci tutto il percorso che precede quest'impresa e che mai ci farebbe immaginare il successo del giornalista inglese. Da una parte vediamo la tentennante carriera di Frost, giornalista popolare in Inghilterra e in Australia con programmi d'intrattenimento, percorso che tutto avrebbe lasciato immaginare tranne che fosse in grado di smascherare e far confessare Nixon come nemmeno i migliori giornalisti d'inchiesta erano riusciti fino ad allora; parallelamente ci viene mostrata la parabola discendente di Nixon, in qualche modo umanizzato in questo testo: nonostante continui strenuamente a difendere la propria politica su tutti i fronti, sembra sempre più chiaro in questo testo che forse lui stesso, per primo, non sopportava più il peso di bugie così pesanti da reiterare e non aspettava altro che qualcuno lo mettesse definitivamente al muro; se per il 75% delle 90 ore d'intervista Nixon appare sempre sicuro di sé, inespugnabile e autoritario, in quel 25% finale, dedicato al caso Watergate, Nixon riuscì ad abbatterlo definitivamente grazie alla puntualità e all'inequivocabilità di prove fino a quel momento mai prese in considerazione.

De Capitani ha l'abilità di rendere tutta quella sprezzante sicurezza di cui si vestiva Nixon nel difendere la propria politica, un'interpretazione che riecheggia la sua parte nel Caimano di Nanni Moretti; non a caso si può riconoscere la stessa sicumera dell'uomo politico che per 20 anni, in Italia, ha abusato del potere vantandosene senza pudore, con l'unica differenza che Nixon ebbe l'onestà di ammettere le sue colpe una volta abbattuto definitivamente, mentre il nostro "caro" di fronte a prove di questo genere avrebbe abbandonato lo studio alzandosi dalla sedia e spolverandola.

Dall'altra un energico Frost, interpretato da un bravissimo Ferdinando Bruni, che ha la determinazione di chi cerca il riscatto mediatico ma ha la consapevolezza di non potercela fare da solo: la sua intelligenza giornalistica lo portò a circondarsi di abili colleghi come John Birt, Bob Zelnick e Jim Resto - interpretati dai bravissimi Alejandro Bruni Ocaña, Andrea Germani e Matteo de Mojana - che furono fondamentali per conoscere i punti deboli sui quali attaccare l'ex presidente.

Alla prima è una gioia vedere la sala piena di scolaresche: uno spettacolo educativo e coinvolgente come riprova che il teatro può ancora trovare la propria matrice d'impegno civile senza cadere nel didascalismo, nell'intellettualismo o nel sensazionalismo fine a sé stesso.


Teatro Elfo Puccini (Sala Shakespeare) - corso Buenos Aires 33, 20124 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/00660606, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 20.30, domenica ore 16.30, 26 dicembre ore 16.30, 31 dicembre ore 20.30 (lo spettacolo non andrà in scena dal 22 al 25 dicembre e il 1˚ gennaio)
Biglietti: intero € 30.50 / martedì posto unico € 20 / ridotto <25 anni - >65 anni € 16 / scuole € 12 / sostenitore € 40.50
Durata: 110' senza intervallo

Articolo di: Emanuela Mugliarisi
Grazie a: Veronica Pitea, Ufficio stampa Teatro Elfo Puccini
Sul web: www.elfo.org

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